Salone feste di Trump alla Casa Bianca, giudice sblocca lavori ma solo per una settimana
MondoUna corte d'appello ha ribaltato la sentenza di un giudice federale che aveva considerato incostituzionale la decisione del presidente sulla ballroom. Era stato dato tempo all'amministrazione di presentare un appello. La sentenza odierna ha prorogato la scadenza per farlo. Nel frattempo, il progetto da 400 milioni può temporaneamente proseguire, soltanto fino al 17 aprile
Nuovo capitolo nella saga del mega salone delle feste da 400 milioni di dollari che Donald Trump sta facendo costruire dopo aver demolito l'ala est della Casa Bianca. Una corte d'appello ha infatti sbloccato i lavori, ma solo fino al 17 aprile, ribaltando la sentenza di un giudice che aveva giudicato incostituzionale la decisione del presidente. Nella sentenza del 31 marzo si sottolinea la necessità che il Congresso approvi i lavori. Lo stesso giudice aveva comunque dato tempo all'amministrazione di presentare un appello e la sentenza odierna ha prorogato al 17 aprile la scadenza per farlo. Nel frattempo, i lavori per il progetto possono riprendere.
Cosa era successo
Il salone delle feste da 999 persone per il quale il presidente americano ha sventrato un terzo della Casa Bianca, era stato bloccato a fine marzo da un giudice federale. Secondo la sentenza di Richard Leon, l'argomentazione dell'amministrazione che il presidente disponga di un'ampia autorità per apportare modifiche all'iconica residenza al 1600 di Pennsylvania Avenue non è valida. "Il Presidente degli Stati Uniti è il custode della Casa Bianca per le future generazioni di presidenti. Non ne è, tuttavia, il proprietario", aveva scritto il giudice in una decisione di 35 pagine sottolineando che "nessuna legge si avvicina minimamente a conferire al presidente l'autorità che egli rivendica".
La causa
La sentenza era arrivata dopo che, lo scorso dicembre, il National Trust ha fatto causa all’amministrazione Trump sostenendo che la sala da ballo fosse illegale e chiedendone la sospensione finché non fosse stato sottoposto a un esame pubblico. La Casa Bianca ha quindi presentato il progetto alla Commission of Fine Arts, un organismo federale che fornisce consulenza sulle principali opere architettoniche, che l'ha approvato il 19 febbraio. La National Capital Planning Commission, un altro organismo di revisione, ha votato sul progetto il 2 aprile, dando il via libera. Ma i voti favorevoli dei due organismi si scontrano con l’ordinanza del giudice.
La reazione di Trump
Immediata era arrivata la reazione furiosa del tycoon. Dopo la decisione del giudice in un lungo post su Truth aveva accusato il National Trust for Historic Preservation di essere "un gruppo di estremisti di sinistra composto da folli".