Papa Leone XIV, dopo problema ad aereo papale torna a Roma con il Falcon del re di Spagna

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Quella di oggi è stata l'ultima tappa del viaggio in Spagna per Prevost. Al momento del rientro verso Fiumicino, un problema tecnico ha bloccato la partenza del volo papale, operato da Iberia. Prevost è poi decollato su un Falcon dell'Esercito dell'Aria, offerto da Re Felipe VI

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Si è concluso lo storico viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Dopo Madrid, Barcellona e Las Palmas de Gran Canaria, oggi, 12 giugno, il Pontefice è stato a Tenerife per l’ultima tappa per poi rientrare a Roma. Durante la sua visita di sette giorni in Spagna, il Papa ha richiamato più volte alla centralità della persona e della dignità umana, dell'accoglienza e della solidarietà verso i migranti. Temi centrali anche nell'ultimo giorno del Pontefice alle Canarie. "Siamo tutti migranti", ha ribadito Leone a Tenerife. Poi il monito ai trafficanti di esseri umani: “Fermatevi e convertitevi”. Al momento di tornare verso Fiumicino, un problema tecnico dovuto al forte vento ha bloccato la partenza del volo papale, operato da Iberia. Prevost è poi decollato su un Falcon dell'Esercito dell'Aria, offerto da Re Felipe VI per poi atterrare a Fiumicino.

Il Papa a Tenerife

In mattinata Leone XIV è volato da Gran Canaria all'aeroporto internazionale di Tenerife Nord. Il volo Iberia con a bordo il Papa è atterrato a Tenerife alle 10.18 italiane. Ad attendere il Pontefice, ai piedi della scaletta, c'erano il presidente delle Canarie Fernando Clavijo, la ministra di Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazioni Elma Saiz, il ministro di Politica Territoriale Angel Victor Torres, la presidente del Parlamento delle Canarie Astrid Perez, il vescovo della diocesi canaria isole occidentali Eloy Santiago, l'ambasciatrice della Spagna presso la santa Sede Isabel Celàa, insieme ad altre autorità civili, militari ed ecclesiastiche.

La visita al centro di accoglienza Las Raices

Il primo appuntamento del Papa a Tenerife è stata la visita al centro di accoglienza Las Raices, gestito da Accem per il ministero spagnolo dell'Inclusione: al momento la struttura ospita 685 migranti provenienti da Senegal, Gambia e Mali, arrivati alle Canarie attraverso la rotta atlantica dei “cayucos”, i precari caicchi impiegati dai pescatori in Africa.

Papa: “Siamo tutti migranti”

Incontrando gli ospiti del centro, Leone ha parlato in francese e in inglese. "I santi migranti e missionari seppero dare ciò che avevano e allo stesso tempo accogliere ciò che di nuovo veniva offerto loro. Perciò invito anche voi a offrire il tesoro di umanità, di sogni e di cultura che avete portato in queste isole e a essere aperti a ricevere ciò che vi viene dato", ha detto il Pontefice durante il suo discorso. E ancora, citando la sua recente enciclica Magnifica Humanitas, ha spiegato: "Dobbiamo vivere questo scambio con responsabilità, pensando al futuro delle generazioni future, alle quali vogliamo tramandare il patrimonio di una civiltà dell'amore, dove le migrazioni hanno una parola importante da dire, perché possono diventare un'occasione di incontro e di arricchimento reciproco tra popoli". Poi ha aggiunto: "Tutti in qualche modo siamo migranti, tutti siamo pellegrini in cammino", "aiutiamoci a fare di questo viaggio un evento più umano per tutti, offrendo ciò che è alla portata di ciascuno. In questo senso, ringrazio per la collaborazione da parte del Governo, delle diverse istituzioni e di tanti uomini e donne di buona volontà, che rendono possibile questo concreto aiuto umanitario, che restituisce speranza e dignità a tante persone". Dopo il discorso, sceso dal podio, il Papa ha abbracciato alcuni bambini e giovani. Poi ha benedetto le persone dietro le transenne e ha visitato una tenda dentro la quale sono allestiti i letti in cui dormono i migranti.

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Leone ai trafficanti di esseri umani: “Fermatevi e convertitevi”

La visita del Papa è proseguita a San Cristobal de La Laguna, per un incontro con realtà ecclesiali e sociali che lavorano per l'integrazione dei migranti. Da Plaza del Cristo de La Laguna è arrivato il monito del Pontefice ai trafficanti di esseri umani. "Da questa piazza – ha detto Leone – voglio rivolgere una parola chiara a coloro che organizzano percorsi di morte, trafficano in esseri umani, trattengono i documenti, sfruttano i lavoratori, minacciano le donne, ingannano le famiglie. Fermatevi! Convertitevi! Il denaro strappato alla vulnerabilità dei poveri non darà pace, né onore, né futuro. Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, dovrete comparire davanti alla giustizia divina. Spezzate quelle catene e liberate coloro che tenete sotto il vostro dominio. Restituite ciò che avete sottratto e riparate quanto potete. Ritornate finché c'è ancora tempo, perché la misericordia di Dio può raggiungere anche il peccatore più incallito, ma entra solo attraverso la porta stretta della verità, della giustizia e della conversione".

“Integrare è un cammino reciproco”

Durante il suo discorso a San Cristobal, Leone ha aggiunto: "Mi ha colpito ciò che è stato detto di questa città: che è una città senza mura, una città aperta. Forse questo particolare ci aiuta a capire che le barriere più difficili da abbattere non sono sempre di pietra. A volte si trovano nello sguardo, nella paura o nell'indifferenza". Ancora: "Il mare che circonda queste isole ci porta storie che non sempre sappiamo leggere: storie di dolore, di speranza e di ricerca. In una città senza mura, anche il cuore è chiamato ad aprirsi per accoglierle. Per questo dobbiamo imparare il linguaggio della vicinanza, quello che si capisce più con le mani che con le parole". Poi il Papa ha sottolineato: “Integrare non significa cancellare la storia di chi arriva né esigere che lasci alle spalle tutto ciò che fa parte della sua memoria. Non significa nemmeno creare mondi paralleli, chiusi gli uni agli altri, dove le persone convivono senza incontrarsi realmente. Integrare è un cammino reciproco: chi arriva impara ad abitare una terra nuova, e chi accoglie impara ad allargare la propria casa senza diluire la propria identità né chiudere il cuore all'incontro".

La messa

Il Papa, dopo un bagno di folla a bordo della golf cart, è poi arrivato nella casa arcivescovile di Tenerife: a sorpresa, si è affacciato per rivolgere alcune parole alla folla. "Siamo tutti fratelli, alcuni colombiani, alcuni venezuelani, alcuni di Tenerife, siamo tutti una sola famiglia!", ha detto. L'ultimo appuntamento del suo viaggio in Spagna è a Santa Cruz di Tenerife per la messa davanti a circa 40mila persone. Una celebrazione dal forte valore simbolico: l'altare, con l’oceano sullo sfondo, è realizzato con pietra vulcanica e vegetazione locale e accanto ci sono tre caicchi utilizzati dai migranti per i viaggi della speranza.

Il rientro su un aereo del Re di Spagna

Dopo la messa, i saluti del Papa ai fedeli e il trasferimento all'aeroporto di Los Rodeos: qui Leone è stato congedato dal re Felipe VI. Poi il problema tecnico all'aereo papale prima del rientro a Fiumicino. Il Pontefice ha virato su un volo offerto dallo stesso monarca, gli altri passeggeri su un altro volo operato da Iberia.

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Papa Leone XIV sale a bordo dell'aereo del Re di ìSpagna, offerto gentilmente da Sua Maestà, per far rientro a Roma, 12 giugno 2026. // Pope Leo XIV boards the King of Spain's plane, kindly donated by His Majesty, to return to Rome, June 12, 2026. ANSA/ CIRO FUSCO
Papa Leone XIV mentre sale a bordo del Falcon del Re di Spagna - ©Ansa

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