Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Opec+: "Aumento da 206mila barili al giorno a maggio"

Mondo
©Ansa

Nella dichiarazione del comitato ministeriale dell'Opec+, riunitosi oggi in videoconferenza, appare "cruciale garantire la sicurezza delle rotte marittime internazionali per assicurare un flusso ininterrotto di energia". Gli otto principali Paesi produttori di petrolio hanno concordato un aumento delle quote di produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio

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Le quote di produzione di petrolio aumenteranno di 206.000 barili al giorno a partire da maggio. Lo ha stabilito l'Opec+, l'organizzazione che racchiude i principali Paesi produttori di greggio. In precedenza era arrivato un avvertimento su eventuali attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane: contribuiscono alla volatilità del mercato. "Qualsiasi azione che comprometta la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sia attraverso attacchi alle infrastrutture sia attraverso l'interruzione delle rotte marittime internazionali, aumenta la volatilità del mercato e indebolisce gli sforzi collettivi per sostenere la stabilità", si legge nella dichiarazione del comitato ministeriale dell'Opec+ riunitosi oggi in videoconferenza. Appare "cruciale garantire la sicurezza delle rotte marittime internazionali per assicurare un flusso ininterrotto di energia", afferma (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).

Opec: "Aumento produzione da maggio"

Gli otto principali Paesi produttori di petrolio hanno concordato un aumento delle quote di produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio, secondo una fonte informata sui fatti. Secondo quanto era già trapelato prima dell'incontro, l'aumento deciso rischia di restare sulla carta visto che con la guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz si sono interrotte le esportazioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq: gli unici che potrebbero aumentare in maniera importante l'output. 

Opec: "Ripristino impianti danneggiati richiede tempo ed è costoso"

L'Opec+ esprime "preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche", sottolineando che il ripristino degli impianti danneggiati "è costoso e richiede tempo", incidendo sulla disponibilità complessiva dell'offerta. Il comitato ha quindi lodato i Paesi che hanno adottato iniziative per garantire la continuità delle forniture, "in particolare attraverso l'utilizzo di rotte di esportazione alternative", contribuendo a ridurre la volatilità del mercato. L'organismo ha infine confermato che continuerà a monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e potrà convocare ulteriori riunioni se necessario. Attualmente, viene precisato, la prossima ministeriale dei Paesi produttori Opec+ è attesa il 7 giugno. Il comitato è composto da Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Nigeria, Algeria e Venezuela.

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