Via Crucis al Colosseo, Papa Leone XIV porta la croce in tutte le stazioni

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È la prima volta che un Pontefice porta personalmente la croce per tutta la cerimonia, da quando - nel 1965 - Paolo VI la riportò al monumento simbolo per eccellenza del martirio dei cristiani. Le meditazioni sono firmate da padre Francesco Patton, fino al 2015 Custode di Terra Santa: si parla anche di guerra, massacri, genocidi e della sofferenza delle donne

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È Papa Leone XIV a portare la croce per le tutte le stazioni della Via Crucis nel Venerdì Santo, al Colosseo di Roma. Lo stesso Pontefice, nei giorni scorsi, ha spiegato di volerlo fare per dare "un segno importante per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, questa voce che tutti vogliono sentire per dire Cristo ancora soffre". È la prima volta che un Pontefice porta la croce in tutte le stazioni, da quando – era il 1965 - Paolo VI riportò questo rito della Settimana Santa al Colosseo, monumento simbolo del martirio dei cristiani. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno portato la croce, fino a quando hanno potuto, solo alla prima e all'ultima stazione. Papa Francesco presiedeva il rito dal colle Palatino e negli ultimi anni, a causa di problemi di salute, non era neanche presente.

Le meditazioni di padre Francesco Patton

Le meditazioni per la Via Crucis sono state scritte da padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 e oggi nel convento sul Monte Nebo, in Giordania, "su richiesta" dello stesso Pontefice. In primo piano ci sono le ferite della Terra Santa: vengono richiamate le sofferenze del Medio Oriente, martoriato da anni di conflitti, così come risuonano le parole di Francesco d'Assisi, il santo della pace, del quale quest'anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte.

Il testo della prima stazione: "Chi decide le guerre ne risponderà a Dio"

"C'è chi crede di avere ricevuto un'autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento", si legge nel testo della prima stazione. Padre Francesco Patton ricorda che "ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l'economia per opprimere i popoli o per liberarli".

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Il dolore delle madri e la sofferenza delle donne

Nella quarta stazione entra il dolore delle madri che vedono i loro figli arrestati e uccisi: "O Maria, abbi uno sguardo di tenerezza per ciascuno di noi, ma soprattutto per le tante, troppe madri che ancora oggi, come te, vedono i propri figli arrestati, torturati, condannati, uccisi". Anche nell'ottava stazione lo sguardo è rivolto alla sofferenza delle donne. "Le donne ti hanno preso sul serio; hanno preso sul serio anche queste tue parole dure: da secoli piangono su sé stesse e sui propri figli: portati via e incarcerati durante una manifestazione, deportati da politiche prive di compassione, naufragati in disperati viaggi della speranza, falcidiati nelle zone di guerra, annientati nei campi di sterminio", recita la meditazione.

"Dio è nei bimbi ai quali è stata rubata l'infanzia"

E ancora, si riflette sui dolori della guerra e sul cinismo dei prepotenti della terra. "Donaci lacrime, Signore. Per piangere sui disastri delle guerre", "sui massacri e i genocidi", "per piangere con le madri e con le mogli", "per piangere sul cinismo dei prepotenti", "per piangere sulla nostra indifferenza". Nella decima stazione si sottolinea il dolore per tutte le persone private della dignità. Nella sesta stazione la preghiera ricorda che Cristo è "in ogni persona condannata dai pregiudizi", "nel povero privato della sua dignità", "nelle donne vittime di tratta e ridotte in schiavitù", "nei bambini ai quali è stata rubata l'infanzia e compromesso il futuro". 

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Piano sicurezza per la Via Crucis, 5 varchi d'accesso al Colosseo

Per la Via Crucis è stata predisposta un'area di massima sicurezza a ridosso del Colosseo: cinque varchi di accesso per i controlli, con predisposizione di metal detector, presidiati dalle forze dell'ordine. Sospesa la fermata della metro Colosseo ed effettuate bonifiche con artificieri e nucleo cinofili. Rimossi i veicoli parcheggiati nell'area off limits. In campo per garantire la sicurezza anche tiratori scelti.

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