Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Cosa sappiamo sull’attacco con un drone alla base italiana in Kuwait

Mondo

Introduzione

La base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata questa mattina da un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un velivolo a pilotaggio remoto della task force air italiana che è stato distrutto (TUTTE LE NEWS LIVE). Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto, come ha riferito lo Stato Maggiore della Difesa.

Si tratta del terzo attacco in pochi giorni. Tajani: "Non ci facciamo intimorire".

Ecco cosa sappiamo fino ad ora.

Quello che devi sapere

Distrutto un drone italiano

L'attacco si è verificato questa mattina (15 marzo). Colpito un velivolo a pilotaggio remoto che "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative" e che "era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni”, ha detto, su X, il capo di di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano

 

 

Per approfondire:

Guerra Iran, quali sono i segnali di una possibile exit strategy di Trump

Il contingente della base militare italiana di Ali Al Salem, Kuwait, dicembre 2021.

"Dispositivo preventivamente alleggerito nei giorni scorsi"

"Il dispositivo italiano della task force air - ha comunque aggiunto Portolano - era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area", dopo l'attacco di Israele e Usa all'Iran e la conseguente risposta di Teheran con attacchi ai Paesi del Golfo. "Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione", ha sottolineato ancora Portolano.

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Crosetto: "Perdita velivolo non ha riflessi su sicurezza"

Il ministro della Difesa Crosetto è stato subito informato su quanto accaduto. E lui stesso ha avvisato dell'attacco anche i leader dell'opposizione. Il ministro inoltre segue con la premier Meloni e il governo "con la massima attenzione l'evoluzione del quadro sulla sicurezza". "Nella base c'è solo personale essenziale", ha chiarito. Poi, sulla perdita del velivolo, Crosetto ha spiegato che l'episodio "non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". 

Tajani: "Non ci facciamo intimorire"

Anche il ministro degli Esteri, Tajani, ha sottolineato che non c'è "nessun rischio e nessun problema per i nostri militari. Il Kuwait è un obiettivo militare dell'Iran per la presenza di base americane". "Non ci facciamo intimorire, manterremo fede agli impegni internazionali", ha aggiunto parlando al Tg4.

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Il drone MQ-9A 'Predator'

Nello specifico, il drone distrutto è un MQ-9A 'Predator'. Si tratta di un velivolo a pilotaggio remoto, sviluppato a partire dai primi anni Duemila dall'azienda General atomics aeronautical systems. Oltre all'Aeronautica italiana (col 32° Stormo di Amendola), lo utilizzano anche Aeronautica e Marina americane e la Royal Air Force britannica.  L'MQ-9A è progettato per la sorveglianza a lunga autonomia e ad elevate altitudini, ma può avere anche funzioni 'hunter-killer': significa che è stato progettato per poter essere armato ai fini della ricerca e della distruzione degli obiettivi. Il mezzo ha un'autonomia dalle 14 ore (se a pieno carico) alle 28 ore e può volare fino a 15.000 metri di altezza, a una velocità massima di 480 km/h.

Già altri attacchi nei giorni scorsi

La base di Ali al Salem, che ospita anche ingenti forze statunitensi, era finita più volte, negli ultimi giorni, nel mirino dei droni lanciati dall’Iran:

  • Il primo attacco si era verificato tra l'1 e 2 marzo, con danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative. 
  • Il secondo attacco si era invece verificato nella notte tra il 5 e il 6 marzo: erano stati colpiti dei rifornimenti di carburante e si era per questo verificato un vasto incendio. Due caccia F2000 italiani, di cui uno è inefficiente da circa un mese, erano stati colpiti da schegge durante i recenti attacchi. 

 

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La base di Ali al Salem e la presenza dei militari italiani

La presenza italiana nella struttura di Ali al Salem rientra nell’Operazione Prima Parthica, con cui Roma contribuisce alle attività della coalizione internazionale nella lotta contro lo Stato Islamico.

 

In particolare, in Kuwait, come si legge sul sito della Difesa, opera l’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air Kuwait (IT NCC AIR/TFA K), costituito il 17 ottobre 2014. "Dalla base area di Ali Al Salem", viene specificato, "grazie all’impiego di velivoli MQ-9A “Predator” del Task Group "Araba Fenice" ed F-2000A “Eurofighter” del Task Group "Typhoon", i militari italiani svolgono attività di sorveglianza, ricognizione e raccolta dati, per concorrere alla sicurezza della popolazione civile e del personale militare che opera in Iraq". 

 

Prima dello scoppio del conflitto in Iran, nella base c'erano 321 militari italiani. Ora ne sarebbero rimasti un'ottantina. 

L'attacco a Erbil e il bilancio complessivo dei danni

C'era già stato un attacco, sempre con un drone, contro una base italiana, negli scorsi giorni, anche in Iraq, a Erbil, l'11 marzo. Quel giorno una minaccia aerea aveva colpito il nostro contingente (IL VIDEO) e, anche in quel caso, non c'erano stati feriti. 

 

Tracciando un bilancio complessivo di tutti e quattro gli attacchi subiti dalle basi italiane dal 28 febbraio a oggi, si vede che ad essere colpiti sono stati: un autocarro, rifornimenti di carburante, un drone e due caccia (colpiti da alcune schegge). 

 

Per approfondire:

Cosa è successo a Ebril

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