Ad essere colpita è stata la base italiana situata al confine tra Siria, Turchia ed Iran, nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e che negli anni ha addestrato, e sta ancora facendolo, migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma. Crosetto: "Non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene"
Le tensioni nella guerra che sta infiammando il Medio Oriente aumentano (LE NEWS IN DIRETTA), tanto che nelle scorse ore una minaccia aerea ha colpito la base militare italiana a Erbil, in Iraq. A confermarlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "A quanto si apprende, non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene" ha spiegato nelle scorse ore il ministro.
La base italiana
Camp Singara, la base di Erbil, al confine tra Siria, Turchia e Iran è nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e negli anni ha addestrato migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma.
Il racconto
A confermare quanto successo, intervistato da Sky TG24, è stato il comandante della base, il colonnello Stefano Pizzotti. "Eravamo già in condizione di preallarme, verso le 20.30 ore locali è scattato un allarme di minaccia aerea. Ci siamo recati in sicurezza presso i bunker già assegnati, poco prima dell'1 poi c'è stata una minaccia aerea, ancora da accertare, che ha colpito la base italiana, causando danni materiali alle infrastrutture. Il personale sta bene, stanno tutti quanti bene. Ancora non è certa la provenienza della minaccia. Attualmente sul posto ci sono gli artificeri che stanno mettendo in sicurezza l'area, ma l'allarme è cessato". Il contingente italiano, ha proseguito Pizzotti, "si occupa di addestramento delle truppe locali curde su richiesta del governo iracheno. Poco prima dell'inizio della crisi era stato effettuato un alleggerimento del contingente. Oggi ci sono meno persone di quelle che dovrebbero esserci nella normalità". In ultimo, la rassicurazione: "Il morale del personale è comunque alto, volevamo rassicurare le famiglie", ha concluso Pizzotti. "Siamo preparati ed addestrati per queste situazioni".
La condanna di Tajani
"Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria". Queste le parole, espresso su X, da parte del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo l'attacco subito dalla base italiana ad Erbil.
"Valutare bene quanto accaduto"
"Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro". Lo ha detto sempre Tajani intervistato a RealPolitik, su Rete 4, proprio dopo l'attacco missilistico contro la base italiana a Erbil, rispondendo alla domanda se quest'ultimo possa essere considerato un atto di guerra nei confronti dell'Italia. Dell'attacco a Erbil è stata "subito informata la presidente Meloni, vediamo gli sviluppi della situazione", ha poi confermato Tajani.