L'Iran risponde ad attacco Usa-Israele. Da Tel Aviv a Dubai: ecco dove ha colpito Teheran
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Dopo i radi lanciati da Usa e Israele sull’Iran, il 28 febbraio, Teheran ha reagito tempestivamente lanciando attacchi contro il territorio israeliano, contro le basi Usa in Medio Oriente e anche contro aree civili (TUTTE LE NEWS LIVE).
I missili iraniani hanno colpito Tel Aviv, dove si registra almeno una vittima. Non solo. Nel mirino anche Dubai, dove i droni iraniani hanno colpito l'aeroporto. Colpito anche un porto in Oman. Ecco tutte le zone teatro della rappresaglia iraniana.
Quello che devi sapere
Colpita Tel Aviv
La risposta iraniana ai raid del 28 febbraio è stata quasi immediata. Israele è stato il principale obiettivo dei missili iraniani, con le sirene che sono suonate in diverse città e dove i residenti hanno trascorso gran parte della giornata di sabato nei rifugi anti-missili mentre il sistema di protezione Iron Dome entrava in azione. Colpita Tel Aviv, dove sono stati danneggiati alcuni palazzi nel centro della città. "Una persona è stata dichiarata morta”, ha scritto il quotidiano israeliano Haaretz, precisando poi che "almeno 22 persone sono rimaste ferite nell'attacco e sono state ricoverate negli ospedali. Uno di loro è grave”.
Poi, oggi, 1 marzo, una nuova ondata di lanci di missili dall'Iran si è abbattuta su Israele, dove è stato di nuovo chiesto ai residenti di rimanere nei rifugi. Udite esplosioni a Gerusalemme.
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Paura a Dubai
Paura anche a Dubai, dove la risposta dei Pasdaran è stata senza precedenti e dove sono state colpite anche aree civili, inclusa la Palma, l'iconica isola-resort degli Emirati: qui si sono registrate esplosioni e una colonna di fumo si è alzata in cielo. Quattro i feriti. Nella serata di sabato, poi, l’emittente Al Jazeera, su X, ha reso noto che a seguito di un attacco iraniano con dei droni è stato colpito l'aeroporto di Dubai che ha subito dei danni (LA TESTIMONIANZA DI UN ITALIANO A DUBAI: VIDEO). La società che gestisce l'aeroporto di Dubai ha poi confermato che un atrio "ha subito danni lievi" e che quattro dipendenti sono rimasti feriti.
L'1 marzo inoltre, secondo quanto riportato da diversi media, un missile - o un drone - iraniano ha colpito un edificio che ospita funzionari americani a Dubai.
In foto, un missile intercettato nei cieli di Dubai
Esplosioni anche a Riad, intercettati missili su Doha
Forti esplosioni sono state udite anche nella parte orientale di Riad, la capitale dell'Arabia Saudita, domenica mattina. I residenti riferiscono di avere anche visto colonne di fumo.
Mentre il ministero della Difesa di Doha ha annunciato che gli aerei qatarioti hanno intercettato droni e missili da crociera lanciati dall'Iran: "Non ci sono state vittime nell'attacco".
Inoltre, un video geolocalizzato dalla Cnn mostra del fumo che si alza nei pressi dell'hotel Crowne Plaza a Manama, in Bahrein.
Colpito un porto in Oman
Droni hanno colpito un porto in Oman, ferendo un lavoratore. Lo ha riferito l'agenzia di stampa omanita, dopo che l'ambasciata americana aveva esortato i connazionali a "restare al riparo". Secondo l'Oman news agency, "una fonte della sicurezza ha riferito che il porto commerciale di Duqm è stato colpito da due droni. Uno ha colpito un alloggio mobile per gli operai, ferendo un lavoratore straniero, mentre i rottami del secondo sono finiti vicino a una cisterna, senza causare danni o vittime".
Anche due missili in direzione di Cipro
Ed emerge che, negli attacchi iraniani di sabato, due missili di Teheran sarebbero stati lanciati in direzione di Cipro, come ha rivelato il segretario alla Difesa britannico John Healey parlando a Sky News. "Siamo abbastanza sicuri che non fossero diretti alle nostre basi", spiega Healey, che sottolinea però come "ciò dimostri quanto indiscriminata" sia la rappresaglia iraniana. Nell'isola di Cipro sono di stanza le truppe britanniche. Cipro, inoltre, è presidente di turno del semestre europeo.
Iran: "Bombardate con successo basi Usa nel Golfo"
Inoltre, nella mattina dell'1 marzo, l'aeronautica militare iraniana ha annunciato di avere bombardato "con successo" basi statunitensi nei paesi del Golfo Persico e nel Kurdistan iracheno, come riportano i media iraniani.
I militari italiani nei bunker
Intanto, i militari italiani presenti nelle diverse basi dei Paesi del Medio Oriente sono stati immediatamente trasferiti nei bunker. Si tratta, i primo luogo, del contingente di 350 persone presente in lraq che è stato messo in sicurezza così come i militari dell'Aeronautica che operano nella base di Al Salem in Kuwait. "La base è stata attaccata ma sono tutti incolumi”, ha detto il ministro Tajani.
Secondo quanto riferito dal personale presente sul posto - rende noto il Sindacato Unitario Lavoratori Militari - diversi missili sono caduti all'interno del perimetro della base. Sono quindi scattate le procedure di sicurezza. Nei bunker sono stati trasferiti anche i 70 militari italiani di stanza in Giordania, vicino ad Amman. Tra i contingenti presenti nelle missioni all'estero anche i mille in Libano, nella base di Shama e altre posizioni nel Sud del Paese. A Gerico, in Cisgiordania, operano una trentina di carabinieri mentre sono alcune centinaia i militari italiani che stanno prendendo parte dal 2024 all'operazione Aspides nel Mar Rosso contro la minaccia degli Houthi che proprio dopo il bombardamento in Iran hanno annunciato la ripresa degli attacchi.
Dato alle fiamme consolato Usa a Karachi. Tensioni a Baghdad
E scoppia la protesta a Karachi, megalopoli nel Sud del Pakistan. Qui almeno otto persone sono rimaste uccise quando centinaia di manifestanti filo-iraniani hanno tentato di assaltare il consolato statunitense e di darlo alle fiamme.
Anche in Iraq centinaia di manifestanti hatto protestato per l'uccisione della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Alcuni di loro hanno tentato di assaltare la Zona Verde fortificata di Baghdad, dove si trova anche l'ambasciata statunitense, come riferisce l'Afp.
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