Conferenza Monaco, oggi ultimo giorno del vertice. Kallas: "Russia non è una superpotenza"
MondoIn Germania si chiude la Conferenza sulla sicurezza: Kallas e Lagarde protagoniste. Ieri il Segretario di Stato Usa Rubio ha detto che tra Stati Uniti ed Europa c'è "un legame indistruttibile, i nostri destini sono intrecciati”. “Non siamo in contrasto, ma più indipendenti", replica von der Leyen. Starmer è pronto a schierare nell'Atlantico del Nord una portaerei. Cauta la posizione italiana dopo l'affondo di Merz. Meloni frena sul netto rifiuto della cultura Maga e apre al Board of Peace di Trump per Gaza
Ultimo giorno della Conferenza sulla sicurezza a Monaco, caratterizzata da dibattiti sul ruolo dell'Europa in un contesto globale sempre più instabile e la competitività economica. Oggi protagoniste Kaja Kallas e Christine Lagarde. La mattinata si è aperta con l'intervento dell'Alto rappresentante Ue in un panel con il presidente lettone Edgars Rinkevics, la vice segretaria generale della Nato Radmila Sekerinska e la sottosegretaria delle Forze Armate francese Alice Rufo. La sessione successiva si concentrerà sulla competitività, con la presidente della Bce Lagarde e il premier estone Kristen Michal tra i relatori. Seguiranno sessioni col ministro croato Andrej Plenkovic, il ministro delle Finanze norvegese Jens Stoltenberg e il ministro degli Esteri ombra del Regno Unito Priti Patel. La conferenza si concluderà alle 13 con le osservazioni conclusive del presidente della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, Wolfgang Ischinger.
Kallas: "Russia non è una superpotenza, la sua economia è a pezzi"
Kaja Kallas, l'Alto rappresentante Ue, parlando a Monaco ha detto: "Cerchiamo di essere lucidi riguardo alla Russia: non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitti, inclusi quattro anni di guerra su vasta scala, la Russia ha avanzato di poco rispetto alle linee del 2014. Il costo? 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi, è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi stessi cittadini stanno fuggendo. In realtà, la minaccia più grande che la Russia rappresenta ora è quella di ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia".
Kallas: "L'Europa non è davanti alla cancellazione della sua civiltà"
"Contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l'Europa 'woke e decadente' non sta vivendo la cancellazione della sua civiltà. Anzi, le persone vogliono ancora unirsi al nostro club, e non solo i loro connazionali europei", ha proseguito Kallas. "Spero solo che chi aspetta da tempo non debba aspettare ancora a lungo. Come mostrano i sondaggi, coloro che sono già membri vogliono che l'Unione assuma un ruolo più forte nel mondo, per difendere i nostri valori, prendersi cura del nostro popolo e far progredire l'umanità", ha aggiunto. "Come ha detto il presidente Macron a Davos, l'Europa a volte è troppo lenta e ha bisogno di essere riformata. Ma sappiamo assolutamente chi siamo e ciò per cui ci battiamo".
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Cosa è successo ieri
Il clima è più disteso dopo le parole di ieri del segretario di Stato Usa Marco Rubio, che ha teso una mano all’Europa: Washington "vuole che l'Europa sia forte" perché "il nostro destino è intrecciato al vostro", ha spiegato il capo della diplomazia americana, rassicurando i leader della platea bavarese sul fatto che gli Usa "non cercano di dividere, ma di rivitalizzare l'antica amicizia" transatlantica. Parole accolte con sollievo, ma anche con cautela dai leader europei convinti della necessità, espressa da Ursula von der Leyen, di proseguire in un percorso di "un'Europa più indipendente" nella sua sicurezza.
La tregua
Rubio parla di "errori che abbiamo fatto insieme". Per i quali "abbiamo il dovere nei confronti del nostro popolo di affrontare la realtà". Per questo, "sotto Donald Trump, gli Stati Uniti vogliono assumere il compito del rinnovamento e della ricostruzione della nostra civiltà" che se da una parte "siamo pronti a realizzare da soli, è nostra preferenza farlo insieme a voi". La ricetta rimane quella del tycoon: difesa delle nazioni, controllo le frontiere, fine della de-industrializzazione, e una riforma delle Nazioni Unite che secondo il diplomatico Usa "non hanno avuto alcun ruolo" nel risolvere i conflitti. “Noi saremo sempre figli dell'Europa", ha assicurato Rubio, "oggi sono qui per chiarire che l'America sta tracciando la strada per un nuovo secolo di prosperità. E che ancora una volta vogliamo farlo insieme a voi, nostri cari alleati e nostri più vecchi amici”.
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Le reazioni
La "frattura" esposta venerdì da Friedrich Merz sembra essere meno profonda del previsto. “È stato un discorso positivo" che dimostra come "le relazioni transatlantiche siano salde", ha assicurato il ministro italiano Antonio Tajani. Ma nonostante l'ottimismo, nei corridoi bavaresi la recensione è che il diplomatico Usa sia stato certamente più cortese rispetto a Vance, ma non ha illustrato alcun cambiamento sulla linea dell'amministrazione Trump. Così, mentre Zelensky invoca "unità transatlantica" contro la Russia, l'Europa non può fare altro che rimanere prudente e confermare l'impegno a rafforzare il pilastro europeo della Nato, a vantaggio della propria sicurezza. Starmer ha scelto il palco di Monaco per archiviare lo spirito della Brexit - "non siamo più la Gran Bretagna di quegli anni" - e promuovere "una Nato più europea". Prima di annunciare lo schieramento di portaerei nel Nord Atlantico per un duplice messaggio: rispondere alle richieste americane di sicurezza nell'area e rafforzare la presenza europea nella regione teatro di maggiori tensioni con Washington.