Lo ha rivelato Axios, dopo che uno dei membri principali della Commissione Giustizia della Camera, il democratico Jamie Raskin, aveva inviato una lettera al dipartimento chiedendo di avere accesso ai "file completi e non censurati" sul caso legato ad Epstein, morto in carcere nel 2019
A partire da lunedì prossimo il dipartimento di Giustizia permetterà ai membri del Congresso di visionare copie non censurate degli oltre tre milioni di documenti relativi al caso dell'ex finanziere pedofilo Jeffrey Epstein che sono stati resi pubblici. Lo ha rivelato Axios. Uno dei membri principali della Commissione Giustizia della Camera, il democratico Jamie Raskin, aveva infatti inviato una lettera al dipartimento la scorsa settimana chiedendo di avere accesso ai "file completi e non censurati" sul caso legato ad Epstein, morto in carcere nel 2019.
La richiesta
"Vogliamo garantire che la vostra censura sia conforme alla legge e cioè che essa avvenga solo in circostanze limitate, come la protezione delle informazioni personali delle vittime, e non sulla base di imbarazzo, danno alla reputazione o sensibilità politica, anche nei confronti di qualsiasi funzionario governativo personaggio pubblico o dignitario straniero", aveva scritto ancora Raskin. Secondo quanto emerso, i documenti saranno consultabili sui computer della sala lettura del dipartimento di Giustizia dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì. I membri della Commissione non potranno portare dispositivi elettronici nell'ambito della consultazione, sebbene resti consentito prendere appunti.
I Clinton chiedono di rendere testimonianza pubblica
Intanto l'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, insieme a sua moglie Hillary Clinton ha chiesto di rendere pubblica una testimonianza al Congresso proprio sui legami con Epstein, per impedire ai repubblicani di politicizzare la questione. Entrambi i Clinton hanno ricevuto l'ordine di rilasciare deposizioni a porte chiuse davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera, la quale sta indagando sui legami dell'ex finanziere con personaggi potenti e su come siano state gestite le informazioni relative ai suoi crimini. I democratici affermano che l'inchiesta viene strumentalizzata per attaccare gli oppositori politici del presidente Donald Trump, piuttosto che per svolgere un legittimo controllo. I repubblicani della Camera, in tutto ciò, avevano già minacciato di prendere in considerazione la possibilità di votare per bloccare la testimonianza dei Clinton, soluzione che hanno poi accettato di appoggiare. Ma tenere la deposizione a porte chiuse, ha affermato nelle scorse ore lo stesso Bill Clinton, sarebbe come essere processati in un "tribunale farsa", dichiarando sui social: "Fermiamo i giochi e facciamolo nel modo giusto: in un'udienza pubblica". Hillary, ex Segretario di Stato, ha affermato che la coppia aveva già detto al Comitato di Vigilanza guidato dai Repubblicani "quello che sappiamo". Sottolineando ancora: "Se volete questo scontro, facciamolo in pubblico".