Epstein, media: da un nuovo video dubbi sul suicidio in carcere

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 Stando a quanto riportato da Cbs News, alcuni fotogrammi presi dalle immagini del carcere in cui era detenuto l'ex finanziere quando è morto, mostrerebbero una figura, vestita di arancione, aggirarsi nella zona vicina alla cella in cui era presente lo stesso Epstein. Alimentando i dubbi su come l'ex finanziere abbia davvero perso la vita

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Nuove immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del carcere di New York  potrebbero aumentare i sospetti sul fatto che Jeffrey Epstein possa essere stato ucciso. Stando a quanto riportato da Cbs News, alcuni fotogrammi presi dalle immagini del carcere in cui era detenuto l'ex finanziere quando ha perso la vita, mostrerebbero una figura, vestita di arancione, aggirarsi nella zona vicina alla cella in cui era presente lo stesso Epstein, accusato di aver creato una rete di pedofili formata da personaggi eccellenti. La figura individuata si muove lungo una scala verso il livello isolato e chiuso a chiave della cella. L'immagine registrata risale alle 22,39 del 9 agosto del 2019, proprio poche ore prima che venisse trovato il corpo dell'ex finanziere, la cui morte è stata ufficialmente archiviata come suicidio. Ma, nel corso del tempo, molti complottisti hanno sostenuto l'ipotesi dell'omicidio su commissione, in moda tale da non consentire ad Epstein di rivelare i nomi dei potenti che avevano frequentato per anni il suo giro di ragazze e minorenni. 

Le ipotesi sulle immagini

L'immagine, ha sottolineato ancora Cbs News, appare annotata nel registro di osservazione dei video del Metropolitan Correctional Center, proprio dove era detenuto Epstein. "Una figura arancione sembra salire le scale del livello L, potrebbe essere possibilmente un detenuto scortato a quel livello", si legge nella nota scritta dalle guardie in servizio quella notte. Secondo un memorandum dell'Fbi, le revisioni effettuate dagli investigatori hanno portato a conclusioni diverse coloro che hanno visto le immagini provenienti dall'Ufficio dell'ispettore generale del dipartimento di Giustizia. Ma se per l'Fbi quella figura era probabilmente quella di un detenuto scortato dagli agenti, per l'ispettorato generale era un agente che trasportava biancheria o lenzuola arancioni. Secondo La Cbs, che ha consultato analisti video indipendenti, la figura ripresa nelle immagini sarebbe compatibile con quella di un detenuto, ma alcuni ex dipendenti del carcere hanno definito "insolito" il fatto che a quell'ora un detenuto potesse essere scortato. La direzione del penitenziario e il dipartimento di Giustizia non hanno mai cercato di risalire all'identità del presunto detenuto o dell'agente che avrebbe portato la biancheria. Tre settimane prima, i legali di Epstein avevano dichiarato all'Fbi che il loro cliente era pronto a testimoniare e a fare nomi. L'ex finanziere è stato dichiarato morto alle 6,30 di mattina del 10 agosto, circa otto ore dopo quella particolare presenza. 

La polizia della Norvegia apre indagine sull'ex premier Jagland 

Intanto la polizia norvegese ha annunciato l'apertura di un'indagine sull'ex premier Thorbjorn Jagland per "corruzione aggravata" a causa dei suoi passati legami con Jeffrey Epstein. Jagland, che ha guidato il governo laburista dal 1996 al 1997, era presidente del Comitato che assegna il Nobel per la Pace e Segretario Generale del Consiglio d'Europa quando ha stretto legami con Epstein negli anni  2010. "La polizia ha aperto un'indagine sull'ex primo ministro, ex presidente del Comitato Nobel norvegese ed ex Segretario Generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, per sospetto di corruzione aggravata", ha dichiarato l'Ufficio di polizia criminale norvegese in una nota.

Il caso nel Regno Unito

Il caso Epstein sta scuotendo anche il Regno Unito facendo vacillare la poltrona del premier britannico Keir Starmer. Il primo ministro ha tentato la via del mea culpa nello scandalo che sta facendo tremare il terreno attorno a lui. Ha negato, infatti, di essere stato pienamente a conoscenza "della profondità dell'oscuro legame" fra l'ex finanziere Jeffrey Epstein e Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Tony Blair. Starmer si è scusato, tra l'altro, con "le vittime" di Epstein, per aver "creduto alle bugie" di Mandelson, costretto nei giorni scorsi a dimettersi dalla Camera dei Lord dopo le ultime vergognose rivelazioni, tra foto ed email compromettenti, emerse negli Usa. Starmer, davanti ai giornalisti, ha dovuto escludere l'ipotesi di sue dimissioni anticipate.

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