Spagna, altri incidenti ferroviari: un morto e diversi feriti. Ad Adamuz almeno 42 vittime
MondoIn Catalogna un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno regionale: il macchinista è morto, i feriti sono una quarantina e alcuni sarebbero in gravi condizioni. Secondo le prime ipotesi, il cedimento potrebbe essere stato provocato dalle forti piogge. Sempre in Catalagna, nelle stesse ore, c'è stato un altro deragliamento per dei massi caduti sui binari: nessuna vittima. Intanto, in Andalusia continuano le indagini sulla tragedia che ha ucciso 42 persone
In Spagna è caos sulla rete ferroviaria. Dopo il disastro dei giorni scorsi in Andalusia, che ha provocato almeno 42 morti, nelle ultime ore si sono registrati altri due incidenti. In Catalogna, vicino Gelida, un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno regionale: il macchinista è morto, i feriti sono una quarantina e alcuni sarebbero in gravi condizioni. Secondo le prime ipotesi, il cedimento potrebbe essere stato provocato dalle forti piogge che da giorni si abbattono sulla regione, tanto che era scattata l'allerta rossa per il rischio inondazioni a causa della burrasca “Harry”. Sempre in Catalagna, nelle stesse ore, c'è stato un altro deragliamento per dei massi caduti sui binari, ma per fortuna senza vittime.
L’incidente ad Adamuz
Intanto ad Adamuz, nel secondo dei tre giorni di lutto nazionale, si continua a fare i conti con la tragedia che domenica scorsa ha ucciso almeno 42 persone. Tra le lamiere ammassate, i soccorritori e i tecnici della Scientifica continuano a lavorare tra i vagoni rossi del treno Iryo, i numeri 6, 7 e 8 deragliati e in parte squarciati. Ottocento metri più avanti, due gru lavorano per sollevare i vagoni del treno Alvia, precipitati nella scarpata dopo l'impatto con le carrozze dell'Iryo deragliate. Gli agenti della Guardia Civile, con l'aiuto di unità cinofile, continuano a ispezionare tra l'ammasso di lamiere contorte alla ricerca di resti umani. Il bilancio delle vittime accertate è salito a 42, dopo il recupero ieri di altri 4 cadaveri, ma è ancora provvisorio, perché altri corpi potrebbero trovarsi all'interno dell'Alvia. In totale sono 39 i feriti ancora ricoverati (fra cui 4 bambini), 13 in terapia intensiva. Almeno 20 medici legali e i tecnici della sezione Criminalistica lavorano sulla comparazione del Dna delle vittime per dare il prima possibile risposte alle famiglie dei dispersi. Ieri al “ground zero” sono arrivati re Felipe VI e la regina Letizia.
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Le cause
Sulle cause del disastro "tutte le ipotesi sono aperte", ha detto il ministro dell'Interno Fernando Grande Marlaska. Sul fronte dell'indagine tecnica, l'attenzione si concentra sempre più sulle infrastrutture, mentre montano le polemiche sulla rete di alta velocità. I tecnici hanno individuato un giunto rotto del binario nel punto del cambio di via di Adamuz. "Dovremo chiarire se sia la causa o l'effetto del deragliamento", ha ribadito il ministro Oscar Puente. La Commissione d'inchiesta sta analizzando la correlazione tra rotaie e convogli, escludendo errori umani. "Le cause sono legate all'interazione tra gli assi posteriori del treno Iryo e l'infrastruttura ferroviaria", ha spiegato il presidente Ignacio Baron, citato dal Diario de Cordoba. "Raccoglieremo tutte le prove metalliche, rotaie, ruote, giunti, e le analizzeremo in laboratorio per capire cosa abbia ceduto prima". La Scientifica della Guardia Civile ha rilevato un tratto mancante sui binari e ha chiesto anche che non sia rimosso il vagone numero 6 dell'Iryo, quello deragliato per primo, per ulteriori accertamenti tecnici. Si attende il recupero delle scatole nere dei due convogli, dalle quali arriveranno informazioni preziose. Intanto, sotto accusa è il tratto della linea Madrid-Siviglia, la più antica dell'alta velocità spagnola, inaugurata nel 1992 e rinnovata nel 2025, con un investimento di 700 milioni di euro.