Introduzione
Proseguono le indagini sull'incidente ferroviario di Adamuz in Spagna in cui due treni dell'Alta velocità si sono scontrati vicino Cordoba causando almeno 40 morti e oltre 100 feriti. Mentre continuano i lavori per identificare le vittime e recuperare eventuali altri dispersi, attualmente 37, il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
Si tratta del più grave incidente ferroviario dal 2013, sulla linea ad alta velocità in Andalusia. “Un giorno di dolore per tutta la Spagna”, ha detto il premier iberico Pedro Sánchez. Sul luogo dell'incidente sono attesi anche il Re Filippo VI e la Regina Letizia, che saranno accompagnati dal primo viceministro e ministro delle Finanze, Maria Jesus Montero. Intanto, è stata aperta un'inchiesta sul disastro e le indagini preliminari sono state affidate al tribunale di prima istanza numero 2 della località di Montoro (Cordoba).
Quello che devi sapere
L'incidente ferroviario di Adamuz
L'incidente ferroviario è avvenuto domenica 18 gennaio sulla linea ad alta velocità tra un treno Iryo diretto a Madrid, di cui sono deragliate alcune carrozze, e un secondo convoglio della società pubblica iberica Renfe, che viaggiava in senso contrario. Il bilancio, che è attualmente di almeno 40 morti e oltre 100 feriti, potrebbe non essere definitivo: le autorità non escludono altre vittime rimaste intrappolate tra le lamiere.
Le immagini:
Spagna, deragliano due treni in Andalusia: le immagini dell'incidente. FOTO
Proseguono le operazioni
Proseguono i lavori per l'identificazione delle vittime e il recupero di eventuali altri morti nell'incidente ferroviario. Secondo il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, l'operazione in corso rimarrà attiva nella zona "fino al ripristino della normalità". Secondo quanto riporta El Pais, Marlaska ha confermato che sono state presentate 43 denunce di scomparsa e le forze di sicurezza ne avrebbero "individuati" tre all'interno del treno Alvia, oltre ai 37 già recuperati.
Tre giorni di lutto nazionale
La Spagna osserverà tre giorni di lutto nazionale per le 40 vittime. "Questo è un giorno di dolore per tutta la Spagna, per tutto il nostro Paese", ha rimarcato Sanchez proclamando tre giornate di lutto a partire dalla giornata di ieri, 19 gennaio. "Troveremo la risposta e, una volta accertata la causa di questa tragedia, la presenteremo con assoluta trasparenza", ha assicurato il premier. Saranno necessarie 24-48 ore "per sapere con certezza quanti morti sono stati causati da questo terribile incidente", ha aggiunto.
I reali spagnoli sul luogo dell'incidente
Il Re Filippo VI e la Regina Letizia, che si trovavano ad Atene per partecipare ai funerali della principessa Irene di Grecia, si recheranno al luogo dell'incidente ferroviario. I reali spagnoli avrebbero infatti annullato un evento previsto per oggi a Toledo, dove avrebbero dovuto consegnare le Medaglie d'Oro al Merito nelle Belle Arti.
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Le indagini e l'ipotesi di un “giunto rotto”
Nel frattempo, si cercano risposte sulle cause dell'incidente. Secondo le prime indiscrezioni, la pista più probabile seguita degli investigatori sarebbe quella di una falla sui binari, un "giunto rotto" ritrovato. Sul disastro è stata aperta un'indagine affidata alla magistratura. Il ministro dei Trasporti Oscar Puente ha parlato di "incidente molto strano", sostenendo che sia avvenuto su un tratto rettilineo di una linea appena rinnovata con un treno di Iryo "praticamente nuovo" e revisionato pochi giorni prima. Secondo Puente, quella del giunto rotto è "una delle teorie esplorate" e "va determinato se sia stato causa o conseguenza" del deragliamento. "Il tempo e il lavoro dei tecnici ci daranno la risposta", ha commentato da parte sua il premier Sánchez
Le vittime
Tra i primi morti accertati ci sono il giornalista Oscar Toro e la fotoreporter María Clauss e quattro membri di una stessa famiglia di Punta Umbria. "Ci sono ancora dei punti difficili da raggiungere: serve l'aiuto di macchinari pesanti", ha spiegato il governatore andaluso Juanma Moreno, confermando che non si scarta l'ipotesi di "possibili altre vittime". "Alcune delle persone decedute sono difficilmente riconoscibili", ha spiegato ancora Moreno.
I feriti
Al Reina Sofía di Cordova e in altri ospedali andalusi sono stati assistite 122 persone, tra feriti gravi e lievi: alcuni medicati e dimessi, una quarantina ricoverati, di cui 12 in terapia intensiva. "C'era gente che stava male, molto male. Li avevi davanti, e sapevi che stavano per morire. E non potevi fare nulla", ha raccontato una delle sopravvissute alla tragedia.