Trump insiste: "Troveremo una soluzione, l'isola ci serve per la sicurezza nazionale". Ma i leader di Nuuk e Copenaghen sono fermi sulle loro posizioni: "Inaccettabile". Svezia, Francia e Germania hanno già mandato sull'isola un contingente militare per partecipare, su richiesta danese, a operazioni di esercitazione, che non piacciono al Cremlino
Tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti non c’è alcuna intesa sul futuro dell’isola nell’Artico: il vertice di Washington non ha portato nuovi sviluppi. Donald Trump insiste per prenderne il controllo “per motivi di sicurezza nazionale”, prima che lo facciano – dice – Russia o Cina. Intanto, da Parigi è arrivato in Groenlandia un contingente di militari per partecipare all'operazione Artic Endurance - "su richiesta della Danimarca" - raggiungendo così un gruppo di soldati svedesi, nell’ambito di esercitazioni in coordinamento con Copenaghen. Presto da Parigi arriveranno "mezzi di terra, aerei e marittimi", dice il presidente Macron. E anche la Germania invierà i primi soldati della Bundeswehr a breve. Ma, per la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, i Paesi europei che inviano truppe non influenzeranno la decisione di Trump sull'isola.
Mosca guarda attentamente a cosa succede: "La situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di massima preoccupazione”, dice l’Ambasciata russa. Dialogo e diplomazia sono "la strada giusta da seguire", ha detto il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen. Il ministro degli Esteri Tajani annuncia la presentazione di "un progetto per l'Artico" italiano, che "non prevede la presenza di militari", ed esclude per ora un intervento Usa con la forza: "Non credo che sia all'orizzonte".
Groenlandia: "Usa non ci controlleranno". Trump: "Troveremo soluzione"
L’incontro a Washington tra i leader di Danimarca e Groenlandia con le istituzioni americane ha solo cementificato le rispettive posizioni. “Non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino", ha sintetizzato la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt, in conferenza stampa. Il premier danese Mette Frederiksen parla di "un disaccordo fondamentale, perché l'ambizione americana di prendere il controllo della Groenlandia rimane intatta". E la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo sceglie l’aggettivo “inaccettabili” per parlare delle dichiarazioni dell’amministrazione Trump sulla questione, come messo nero su bianco nella dichiarazione approvata per esprimere sostegno alla Groenlandia. Il tycoon, dal canto suo, non demorde: “Troveremo una soluzione”.
La Nato rafforza la propria presenza in Groenlandia
Per il fronte Copenaghen-Nuuk e Bruxelles, è soltanto la Nato che deve occuparsi della sicurezza dell'isola: la Groenlandia, seppur con un'autonomia molto ampia, è parte del Regno di Danimarca, membro dell'Alleanza. Così, assicura il premier groenlandese Mute Edege, "è previsto un aumento del numero di voli e navi militari" della Nato. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius spiega la decisione di partecipare alla missione esplorativa con il fatto che "la Russia e la Cina stanno aumentando il loro utilizzo militare dell'Artico, mettendo così in discussione la libertà delle vie di trasporto, comunicazione e commercio", cosa che la Nato "non permetterà".
Crosetto: “In Groenlandia coordini la Nato, serve unire e non spaccare”
"Cosa fanno cento, duecento o trecento soldati di qualunque nazionalità? Sembra l'inizio di una barzelletta. Non è una gara a chi manda i militari in giro per il mondo, il nostro è un atteggiamento razionale. Abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare. Bisogna unire e non spaccare". Così in sintesi il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando con i giornalisti all'esterno del Senato, intervenuto in merito all'ipotesi di un invio di truppe in Groenlandia.
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Russia: "La Nato aumenta presenza militare con falso pretesto minaccia di Mosca e Pechino"
La Russia dal canto suo accusa ancora una volta la Nato di voler destabilizzare gli equilibri. "Invece di un lavoro costruttivo all'interno delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio Artico, la Nato ha intrapreso un percorso di militarizzazione accelerata del Nord, aumentando la sua presenza militare con il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino", si legge in un commento dell'Ambasciata russa in Belgio, arrivato in risposta a una domanda del quotidiano russo Izvestia e ripreso dall'ufficio stampa.
Mosca: “Su Groenlandia Ue faccia i conti con ciò che ha generato”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le rivendicazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Groenlandia, ha suggerito che i paesi europei "mangino ciò che hanno prodotto senza strozzarsi". Lo ha dichiarato durante un briefing con i media. La diplomatica russa ha paragonato la situazione corrente con il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dei paesi europei. "In che modo le due situazioni sono diverse? Niente. O pensavano che la loro lealtà verso gli Stati Uniti d'America li avrebbe salvati e tenuti al sicuro?", ha sottolineato Zakharova, citata dall'agenzia Tass. La portavoce ufficiale del ministero russo ha suggerito di rivalutare il discorso del presidente Vladimir Putin alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza del 2007, in cui il capo di Stato criticò l'approccio unilaterale dei Paesi occidentali nell'adottare decisioni contro la sovanità serba e in assenza dell'approvazione Onu. "Tutti continuavano a dire che questo era un precedente - ha osservato Zakharova - Ma credo che tutti pensassero che si sarebbe trattato di qualcun altro. Che la Russia li stesse, come sempre, intimidendo con le sue aspirazioni aggressive verso altre regioni del mondo".
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A Nuuk arrivano i cappellini "MAGA - Make America Go Away"
Il sentimento degli abitanti della capitale groenlandese Nuuk è ben riassunto dalla scritta che compare sui cappellini in vendita nell’unico centro commerciale della città. Cappellini rossi con una scritta bianca, che richiamano quelli di Donald Trump con lo slogan “MAGA – Make America Great Again”, gli stessi che il suo team ha distribuito a Nuuk un anno fa. Anche su quelli adesso in vendita in Groenlandia lo slogan MAGA c’è, ma sciogliendolo il messaggio è opposto: “Make America Go Away”.