Apple, primo assegno di Steve Jobs da 500 dollari venduto per 2,4 mln

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"Si tratta del documento finanziario più importante nella storia di Apple", ha dichiarato Bobby Livingston, vicepresidente esecutivo della casa d'aste. "Rappresenta la prima vera transazione commerciale di Steve Jobs e Steve Wozniak, e i collezionisti hanno riconosciuto la sua importanza più di qualsiasi altro oggetto Apple mai messo sul mercato"

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Una collezione straordinaria di oggetti legati alla storia di Apple e a Steve Jobs ha raggiunto la cifra record di 8,1 milioni di dollari all'asta online ddi RR Auction di Boston, segnando un momento storico per i collezionisti di tecnologia. Al centro della vendita, che si è svolta giovedì 29 gennaio e i cui risultati definitivi sono stati resi noti oggi, c'era il primo assegno emesso dall'azienda high-tech, datato 16 marzo 1976 e firmato da Jobs e Wozniak. L'assegno, intestato al designer Howard Cantin per il lavoro sulla scheda madre dell'Apple-1, era originariamente di 500 dollari ma ha superato ogni previsione, raggiungendo il sorprendente valore di 2,4 milioni di dollari, molto al di sopra della stima iniziale di 500.000 dollari.

"Si tratta del documento finanziario più importante nella storia di Apple", ha dichiarato Bobby Livingston, vicepresidente esecutivo della casa d'aste. "Rappresenta la prima vera transazione commerciale di Steve Jobs e Steve Wozniak, e i collezionisti hanno riconosciuto la sua importanza più di qualsiasi altro oggetto Apple mai messo sul mercato".

Oltre all'assegno, sono stati venduti anche altri pezzi unici: il prototipo Apple-1 in fibra di vetro ha raggiunto 2,7 milioni di dollari, mentre il primo estratto conto bancario di Apple da Wells Fargo è stato aggiudicato per 828.569 dollari. La prima copia della rivista "Macworld", del febbraio 1984, firmata da Jobs e Wozniak, non è stata invece venduta.

La vendita ha incluso anche oggetti personali di Jobs provenienti dalla famiglia del suo patrigno John Chovanec. Tra questi il suo scrittoio da adolescente con appunti, diari e documenti legati ai suoi primi lavori in Hewlett-Packard e Atari, venduto per 81.989 dollari, e una collezione di papillon colorati che ha superato di gran lunga le aspettative, raggiungendo 113.580 dollari. Non sono mancati cimeli musicali, poster promozionali Apple e biglietti da visita dell’azienda con annotazioni personali di Jobs. "Steve non voleva nessuno di questi oggetti e nemmeno i miei figli", ha raccontato Chovanec alla rivista "Wired". "Rimanevano lì a prendere polvere, ora altri potranno goderne".

Negli ultimi anni, oggetti legati a Jobs hanno continuato a registrare quotazioni record: un biglietto da visita Apple del 1983 firmato da Jobs venduto per 181.183 dollari nel 2024, un iPhone di prima generazione per 63.000 dollari nel 2023 e i suoi sandali Birkenstock per 218.750 dollari nel 2022. "Esiste un legame emotivo molto forte tra Steve Jobs e i collezionisti - ha spiegato Livingston - Chi avvia aziende tecnologiche o Internet sente un legame speciale con Apple".

La vendita segna un traguardo simbolico nell'anno del 50° anniversario di Apple, ricordando le umili origini dell’azienda, nata in un garage californiano, e celebrando l'impatto duraturo di Steve Jobs sulla tecnologia e la cultura globale.

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