Sydney, spari a Bondi Beach durante festa Hanukkah: 16 morti, neutralizzati gli assalitori

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L'attacco è avvenuto durante la celebrazione della festività ebraica nella spiagge australiana di Bondi Beach. Sedici persone sono state uccise, tra cui il rabbino della città e una bambina di 12 anni. Mentre sono 29 i feriti. I due aggressori sono padre e figlio, rispettivamente 50 e 24 anni. L'attentatore 50enne è stato ucciso. Dichiarato lutto nazionale. Per la polizia si tratta di un "attentato contro la comunità ebraica". Trump: "Attacco puramente antisemita"

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Sedici persone sono state uccise in una sparatoria a Sydney, in Australia, durante la celebrazione ebraica di Hanukkah nella spiaggia di Bondi Beach. Tra le vittime dell'attacco, anche il rabbino della città Eli Schlanger e una bambina di 12 anni, mentre altre 29 persone sono rimaste ferite. Due uomini armati, che come ha confermato la polizia australiana sono padre e figlio di 50 e 24 anni, hanno aperto il fuoco colpendo i partecipanti. In seguito sono stati entrambi neutralizzati dalla polizia, mentre il 50enne è stato ucciso. L'attentatore 24enne si chiama Naveed Akram, originario del Pakistan e residente a Bonnyrigg, Sydney (CHI È). Come ha riferito Channel 12 il secondo terrorista chesarebbe Khaled al-Nablusi, cittadino libanese di origine palestinese. L'episodio è stato definito "un atto terroristico". “Le bandiere saranno a mezz'asta in tutto il Paese oggi in omaggio alle vittime e ai feriti”, ha annunciato il primo ministro Anthony Albanese. Secondo il presidente statunitense Donald Trump, l'attacco è stato "terribile" e "puramente antisemita".

La sparatoria

Secondo il racconto di alcuni testimoni, uno dei due aggressori sarebbe sceso da un veicolo a Campbell Parade prima di aprire il fuoco sulla folla. Le riprese della scena mostrano due persone vestite di nero che sparano sulla spiaggia. Jeremy Leibler, presidente della Federazione sionista d'Australia ha dichiarato che "la comunità ebraica è sotto choc". Nel frattempo, un uomo è stato arrestato dalla polizia a Bonnyrigg, nella zona ovest di Sydney, dopo che sono state effettuate delle perquisizioni in un'abitazione ritenuta collegata a uno degli autori della sparatoria. La polizia avrebbe anche scortato due donne fuori da un'abitazione. Poliziotti armati a bordo di Bearcats, veicoli blindati utilizzati per operazioni ad alto rischio, hanno attraversato un posto di blocco a Bonnyrigg dirigendosi verso la proprietà che è stata al centro dell'attenzione della polizia per diverse ore dopo la sparatoria. Secondo i media australiani, a fermare uno dei due attentatori è stato Ahmed al Ahmed, fruttivendolo locale di 43 anni. L'uomo è stato operato per le ferite di arma da fuoco subite durante la colluttazione e si trova in ospedale.

Trovati esplosivi nella casa dell'attentatore

Sulla vicenda indaga la polizia del Nuovo Galles del Sud. Il commissario di polizia Mal Lanyon ha precisato anche che durante la perquisizione sono stati trovati due ordigni esplosivi "di base" nell'abitazione dell'attentatore. Lanyon ha dichiarato che gli esplosivi non erano stati attivati ma non ha voluto fornire dettagli specifici in proposito. 

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La condanna della comunità internazionale

La comunità internazionale ha condannato l'attacco. Il presidente statunitense Donald Trump ha definito la sparatoria come un "terribile attacco puramente antisemita". Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è detto "senza parole" e ha definito la sparatoria "un attacco contro i nostri valori comuni". "Dobbiamo porre fine a questo antisemitismo, qui in Germania e in tutto il mondo", ha ribadito. Anche il primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato l'attacco, definendolo "ripugnante" e aggiungendo che "il Regno Unito sarà sempre al fianco dell'Australia e della comunità ebraica". "Le nostre preghiere vanno alle vittime di questo orribile attacco, alla comunità ebraica e al popolo australiano", ha aggiunto. Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato americano, Marco Rubio, hanno condannato "fermamente" l'attacco terroristico, sottolineando che "l'antisemitismo non ha posto in questo mondo". L'Italia, "nel condannare ancora una volta con fermezza ogni forma di violenza e di antisemitismo", ha espresso attraverso le parole della premier Giorgia Meloni "le proprie condoglianze alle vittime e resta vicina ai loro cari, ai feriti e alla comunità ebraica, e rinnova la propria amicizia al popolo australiano".

Mattarella: "Ripugnanti forme di antisemitismo, dura condanna"

Sull'attacco si è espresso anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  "Desidero esprimere sentite condoglianze e massima vicinanza alle famiglie delle vittime", ha detto. "Quali che siano le causali e le responsabilità di questo vile attentato, rinnovo le più dure espressioni di condanna contro gli ignobili atti di terrorismo, le ripugnanti manifestazioni e forme di antisemitismo, ogni espressione di fanatica violenza alimentata da odio etnico o religioso", ha rimarcato il Capo dello Stato. 

Le reazioni dal mondo

La Francia, ha assicurato il presidente Emmanuel Macron, "continuerà a lottare senza esitazioni contro l'odio antisemita che ci ferisce tutti, ovunque colpisca". Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato la sparatoria come una "crudele aggressione contro gli ebrei" invitando l'Australia a rafforzare la lotta contro l'antisemitismo. "In questo momento, i nostri fratelli e sorelle a Sydney sono stati attaccati da ignobili terroristi in un assalto di estrema crudeltà contro ebrei che si erano recati sulla spiaggia di Bondi per accendere la prima candela di Hanukkah", ha dichiarato Herzog in un discorso a Gerusalemme.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso la "solidarietà" del suo Paese "di fronte al brutale attacco terroristico che ha preso di mira la comunità ebraica all'inizio di Hanukkah". Mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è detta "scioccata", denunciando "l'atto di violenza spaventoso contro la comunità ebraica". L'Europa "è al fianco dell'Australia e delle comunità ebraiche ovunque. Siamo uniti contro la violenza, l'antisemitismo e l'odio", ha ribadito von der Leyen. Il primo ministro olandese Dick Schoof ha parlato di "una giornata buia per l'Australia", mentre il premier belga Bart De Wever ha ricordato come "l'antisemitismo non ha posto nelle nostre società e deve essere combattuto con determinazione assoluta". Il primo ministro irlandese Micheal Martin ha affermato che "un odio e una violenza simili non possono in alcun modo essere tollerati".

Re Carlo: "Inorridito"

Re Carlo d'Inghilterra si è detto "inorridito" dal "terribile attacco terroristico antisemita contro il popolo ebraico". Poi ha aggiunto: "Mia moglie ed io siamo sconvolti e addolorati. I nostri cuori sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti tanto terribilmente, compresi gli agenti di polizia rimasti feriti mentre proteggevano i membri della loro comunità". Il sovrano britannico ha poi elogiato "la polizia, i servizi di emergenza e i membri della popolazione le cui azioni eroiche hanno senza dubbio impedito orrori e tragedie ancora maggiori".

Mamdani: "Un vile atto di terrorismo antisemita"

Secondo il sindaco eletto di New York Zohran Mamdani, l'attacco è stato "un vile atto di terrorismo antisemita". "Piango coloro che sono stati assassinati e terrò le loro famiglie, la comunità ebraica e il movimento Chabad nelle mie preghiere", ha aggiunto. "Questo attacco è solo l'ultima, la più orribile iterazione di un crescente schema di violenza contro gli ebrei in tutto il mondo. Troppe persone non si sentono più al sicuro nell'essere se stesse, nell'esprimere pubblicamente la propria fede, nel pregare nelle loro sinagoghe senza guardie armate di stanza all'esterno", ha ribadito Mamdani. "Quando sarò sindaco lavorerò ogni giorno per garantire la sicurezza degli ebrei newyorkesi: nelle nostre strade, nelle nostre metropolitane, in sinagoga, in ogni momento di ogni giorno. Che questo sia un obiettivo condiviso da ogni newyorkese e che bandiamo questa orribile violenza dal passato", ha rimarcato.

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Vescovi australiani: "Scossi da tanto orrore"

“La violenza e l’orrore che si sono abbattuti su Bondi hanno scosso profondamente gli australiani, la perdita di vite innocenti è una tragedia senza misura”, ha detto Timothy Costelloe, presidente della Conferenza episcopale australiana.   

“Le famiglie e i cari di coloro che sono morti hanno visto il loro mondo infranto. Molte altre persone hanno riportato ferite, alcune delle quali molto gravi. I motivi contorti di coloro che hanno perpetrato questi atti terribili sono ora chiaramente collegati alla piaga dell’antisemitismo. Questa è una realtà sconvolgente e profondamente angosciante che mette in discussione la nostra stessa comprensione di noi stessi come australiani”, ha aggiunto il presidente dei vescovi australiani.  Poi ha rimarcato: “In un Paese che si vanta della sua tolleranza e della sua ospitalità sincera, questo cieco pregiudizio e questo odio indicano una macchia oscura e distruttiva nella nostra società, che minaccia non solo i nostri fratelli e sorelle ebrei, ma, di fatto, tutti noi. Dobbiamo riscoprire la convinzione che nulla potrà mai giustificare questa violenza distruttiva”. Poi, l'appello alla pace: “Mentre la nostra nazione affronta questa tragedia, dobbiamo impegnarci a fondo per garantire che la giustificata rabbia che proviamo non generi ulteriore violenza e odio”. 

Un testimone: "Pensavamo fossero fuochi d'artificio"

"Pensavamo fossero fuochi d'artificio, ma non lo erano, era qualcosa di molto peggio". A raccontarlo alla Abc News è stato Elizabeth Mealey, ex giornalista, che stava cenando al ristorante Icebergs di Bondi Beach quando ha sentito degli spari. "La gente ha iniziato a correre verso la spiaggia, è stato il panico. La gente se ne stava lì ferma, senza sapere cosa stesse succedendo, è spaventoso", ha aggiunto. "Ci è sembrato che ci sia voluto molto tempo per sentire una sirena, ora sta arrivando un elicottero e un'ambulanza", ha ribadito. "È un pandemonio e non sappiamo davvero cosa stia succedendo". La testimone ha raccontato di aver visto persone correre da North Bondi verso South End per allontanarsi. "Alla fine abbiamo sentito quello che sembrava un altro tipo di spari, che speravamo e presumevamo fossero quelli della polizia, e poi si sono fatti un po' più silenziosi", ha aggiunto. "A questo punto, diamo per scontato che sia finita, ma nessuno lo sa davvero", ha detto. "È terrificante".

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