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Bombe a grappolo dagli Stati Uniti a Kiev. Dall'Onu a Meloni: il fronte dei contrari

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10 lug 2023 - 06:30 10 foto
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La scelta della Casa Bianca di inviare queste munizioni dall'alto potenziale distruttivo fa storcere il naso a molti Paesi tradizionalmente alleati di Washington e interni alla Nato. Non solo Roma, ma anche Londra, Berlino e Madrid. A poco servono le rassicurazioni dell'Ucraina, secondo cui le bombe verranno usate solo a scopo difensivo. Si teme un'ulteriore escalation di violenza. Russia, Ucraina e Usa non hanno mai aderito ai trattati internazionali contro il loro uso

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La scelta di Washington di inviare bombe a grappolo a Kiev non è stata accolta con calore dai tradizionali alleati degli Stati Uniti. È l’enorme potenziale distruttivo di questo tipo di armi a preoccupare: si teme che possano dare il via a una nuova escalation di violenza tra Russia e Ucraina, nonostante Kiev abbia assicurato che non verranno utilizzate “sul territorio russo ufficialmente riconosciuto” ma soltanto in chiave difensiva, sul suolo ucraino occupato dalle forze del Cremlino

Bombe a grappolo, cosa sono e perché sono vietate da una convenzione
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Il presidente Usa Biden non nasconde che la decisione di inviare le bombe a grappolo sia stata “molto sofferta”. Tuttavia, ha precisato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan in un briefing alla Casa Bianca, la Russia le starebbe già utilizzando per attaccare il territorio ucraino. La paura è che a rimanere coinvolti siano però migliaia di civili, tra Russia e Ucraina

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Usa, Russia e Ucraina sono tra i Paesi che non hanno firmato i trattati internazionali che mettono al bando le bombe a grappolo. Gli Stati firmatari della Convenzione di Oslo del 2008 che vieta l’uso, la produzione e il trasferimento di queste armi sono però la stragrande maggioranza: 164 Paesi. Per questo in molti hanno storto il naso dopo la decisione della Casa Bianca

Guerra Ucraina, Casa Bianca: "La Russia usa già le bombe a grappolo"
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La Germania aveva fatto sapere di essere contraria all’invio di bombe a grappolo ancora prima che la notizia - riportata da varie testate, tra cui il New York Times – diventasse ufficiale tramite l’annuncio della Casa Bianca dello scorso 7 luglio. La ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock (in foto, con il cancelliere Scholz), aveva chiarito che per Berlino “in quanto Stato parte, vale l'accordo di Oslo"

Ucraina, le armi dell'Occidente non si sono sempre rivelate efficaci
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E se la decisione statunitense non può essere bloccata da altri Stati (anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha parlato di una scelta libera), in molti dopo Berlino hanno quantomeno espresso ad alta voce il loro disappunto per questa mossa. Tra questi anche Antonio Guterres (in foto), segretario generale delle Nazioni Unite, che tramite le parole del suo vice portavoce Farhan Haq ha fatto sapere che “ovviamente non vuole che ci sia un uso continuato di munizioni a grappolo sul campo di battaglia"

GUARDA IL VIDEO: Bombe a grappolo a Kiev, il fronte dei contrari
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Poi si è aggiunta Madrid, con la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles (in foto) che ha detto di “non condividere” la scelta degli Stati Uniti: "Il nostro impegno al fianco dell'Ucraina è irremovibile, così come lo è la posizione secondo cui determinate armi, determinate bombe non possono essere consegnate in nessun caso". E ha tenuto a precisare che, anche se quella degli Stati Uniti "è una decisione di un Paese sovrano, che rispettiamo”, sicuramente non è rappresentativa della posizione della Nato

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Il primo esponente italiano a toccare il tema è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ha ricordato che Roma “ha aderito alla Convenzione sulle munizioni a grappolo, che ne vieta l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio”. Però ha messo anche in chiaro che "i russi le usano da sempre, anche in Ucraina, dall'inizio"

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Lo stesso ha fatto poi la premier, Giorgia Meloni, che dopo aver menzionato la partecipazione italiana ai trattati contro le munizioni a grappolo, ha detto che “l'Italia auspica l'applicazione universale dei principi della Convenzione”

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La stessa posizione è quella del Regno Unito, dove il premier Rishi Sunak (in foto) ha detto che il Paese "scoraggia" la spedizione di bombe a grappolo a Kiev. Diversi politici britannici lo avevano già messo in chiaro, come il parlamentare Tory Tobias Ellwood: "È una mossa sbagliata". Sunak incontrerà Biden oggi, 10 luglio, prima del vertice Nato dell'11 e 12 luglio che si terrà a Vilnius

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Il motivo per cui le munizioni a grappolo sono considerate così pericolose è che, una volta lanciate, disperdono ulteriori bombe più piccole che potrebbero colpire in maniera indifferenziata civili e obiettivi militari. Non solo: spesso rimangono inesplose a lungo, aumentando ulteriormente i rischi per la popolazione

Guerra in Ucraina, lo speciale di Sky TG24

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