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Caos Sudan, dalle cause della guerra civile alle fazioni in campo. Cosa c'è da sapere

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30 apr 2023 - 07:00 12 foto
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Dal 15 aprile sono ripresi gli scontri tra l’esercito regolare e una forza paramilitare chiamata Rapid Support Force. I combattimenti nel Paese sono il risultato di una feroce lotta di potere all’interno della leadership militare

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I combattimenti scoppiati nella capitale sudanese, Khartoum, e in altre parti del Paese africano sono il risultato diretto di una feroce lotta di potere all’interno della leadership militare in Sudan. Dal 15 aprile degli scontri oppongono l'esercito regolare e la Rapid Support Force, la forza paramilitare di supporto rapido (RSF). Tutto quello che c’è da sapere sulla nazione e sulla situazione conflittuale

Sudan, i combattimenti procedono nonostante il cessate il fuoco
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DOV'È IL SUDAN? - Il Sudan si trova nell'Africa nord-orientale ed è uno dei Paesi più grandi del continente, con una superficie di 1,9 milioni di chilometri quadrati. È anche uno dei Paesi più poveri del mondo, con i suoi 46 milioni di persone che vivono con un reddito medio annuo di 750 dollari a testa. La popolazione del Sudan è prevalentemente musulmana e le lingue ufficiali sono l'arabo e l’inglese

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CHI COMBATTE? - Dal colpo di Stato del 2021, il Sudan è governato da un consiglio di generali, guidato da due militari al centro di questa disputa. Il generale Abdel Fattah al-Burhan, capo delle forze armate è a tutti gli effetti presidente del Paese. Il suo vice e leader delle RSF è il generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti. I due non sono d'accordo sui passi da attuare verso un governo civile. I principali punti critici sono i piani per includere 100mila uomini della forza paramilitare speciale nell'esercito e su chi poi guiderebbe la nuova forza

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COSA HA FATTO SCOPPIARE GLI SCONTRI? - La situazione è degenerata il 15 aprile, dopo giorni di tensione quando i membri dell'RSF sono stati ridistribuiti in tutto il Paese con una mossa che l'esercito ha visto come una minaccia. C'era stata qualche speranza che i colloqui potessero risolvere la situazione, ma non sono mai avvenuti. Si discute su chi abbia sparato il primo colpo, ma i combattimenti si sono rapidamente intensificati in diverse parti del territorio, causando la morte di centinaia di persone (le stime vanno da 400 a 600) e oltre 4 mila feriti

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COSA SONO LE FORZE PARAMILITARI DI SUPPORTO RAPIDO? - La RSF è stata costituita nel 2013 e trae le sue origini dalla famigerata milizia Janjaweed che combatteva brutalmente i ribelli in Darfur, dove erano accusati di pulizia etnica. Da allora, il generale Dagalo ha costruito una forza potente che è intervenuta nei conflitti in Yemen e Libia. Ha anche sviluppato interessi economici tra cui il controllo di alcune delle miniere d'oro del Sudan. La RSF è stata accusata di violazioni dei diritti umani, compreso il massacro di oltre 120 manifestanti nel giugno 2019

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COSA SONO LE FORZE PARAMILITARI DI SUPPORTO RAPIDO?/2 - Una forza così forte al di fuori dell’esercito è stata vista come una fonte di instabilità nel Paese. Questo combattimento è l'ultimo episodio di attacchi seguiti alla destituzione nel 2019 del presidente Omar al-Bashir, salito al potere con un colpo di Stato nel 1989. Ci sono state enormi proteste di piazza che chiedevano la fine del suo governo e l'esercito ha organizzato un colpo di stato per sbarazzarsi di lui, ma i civili hanno continuato a fare campagna per l'introduzione della democrazia

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COSA SONO LE FORZE PARAMILITARI DI SUPPORTO RAPIDO?/3 - È stato quindi istituito un governo congiunto militare-civile, ma è stato rovesciato da un altro colpo di stato nell’ottobre 2021, quando è subentrato il generale Burhan. E da allora la rivalità tra il generale Burhan e il generale Dagalo si è intensificata. Lo scorso dicembre è stato concordato un accordo quadro per riportare il potere nelle mani dei civili, ma i colloqui per definire i dettagli sono falliti

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LE RIVENDICAZIONI DELLE DUE PARTI - Il generale Dagalo ha affermato, in una serie di tweet, che il governo del generale Burhan era "islamista radicale" e che lui e l'RSF stavano "combattendo per il popolo sudanese per garantire il progresso democratico a cui aspirava da tanto tempo". Molti trovano difficile credere a questo messaggio, data la brutale esperienza della RSF

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LE RIVENDICAZIONI DELLE DUE PARTI/2 - Il generale Burhan ha assicurato di sostenere l’idea di tornare al governo civile, ma che consegnerà il potere solo a un governo eletto. Alcuni sospettano che abbia legami con l’ex presidente Bashir e i suoi alleati, cosa che l'esercito ha negato. Ci sono sospetti che entrambi i generali vogliano mantenere le loro posizioni di potere, non disposti a perdere la ricchezza e l'influenza che li accompagnano

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PERCHÉ I CIVILI SONO COINVOLTI - Gran parte del conflitto sta accadendo nelle aree urbane e i civili ne sono diventati le vittime inconsapevoli. Non è esattamente chiaro dove siano le basi delle RSF, ma sembra che i combattenti si siano spostati in zone densamente popolate. L’aviazione sudanese ha organizzato attacchi aerei nella capitale, una città di oltre 6 milioni di abitanti, che probabilmente hanno causato vittime civili. Sono stati annunciati diversi cessate il fuoco per consentire alle persone di sfuggire ai combattimenti, ma questi non vengono rispettati

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IL RUOLO DEGLI ALTRI PAESI - Si teme che i combattimenti possano frammentare ulteriormente il Paese, peggiorare le turbolenze politiche e avere conseguenze negative sugli Stati vicini. I diplomatici, che hanno svolto un ruolo cruciale nel tentativo di sollecitare un ritorno al governo civile, hanno cercato di trovare un modo per far parlare i due generali. Subito dopo l'inizio dei combattimenti, un blocco regionale ha accettato di inviare tre presidenti - dal Kenya, dal Sud Sudan e da Gibuti - a Khartoum, ma la missione non è mai avvenuta

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IL RUOLO DEGLI ALTRI PAESI/2 - Il Regno Unito, gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno tutti chiesto un cessate il fuoco e colloqui per risolvere la crisi e molti Paesi sono ora concentrati sul tentativo di far uscire i propri cittadini per metterli in sicurezza

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