California, sparatoria Monterey Park: morti salgono a 11. Movente la gelosia del killer

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Huu Can Tran, 72 anni, avrebbe messo in atto il massacro per vendetta contro i maestri di danza che avevano avuto più successo di lui. L'uomo si è tolto la vita a distanza di alcune ore dalla strage, dopo essere stato individuato e accerchiato dalla polizia

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Sale a 11 vittime il bilancio della della sparatoria avvenuta il 22 gennaio in un locale a Monterey, in California, durante le celebrazioni per il capodanno lunare cinese. Il killer, Huu Can Tran, 72 anni, nato in Vietnam e naturalizzato americano, sarebbe stato spinto della vendetta. Il movente del massacro alla disco dance infatti può essere individuato nella gelosia che l'uomo nutriva verso maestri di danza che avevano avuto più successo di lui. 

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Il killer, secondo le prime ricostruzioni, non sopportava di essere preso in giro. Da mesi si lamentava con i frequentatori della discoteca, dove era un cliente abituale e dove

offriva lezioni gratuite di ballo. Testimoni hanno raccontato che Tran aveva manifestato il suo risentimento nei confronti di altri maestri di ballo, dicendo che lui era molto più bravo di loro. L'assassino potrebbe aver preso di mira alcune persone, finendo per uccidere anche chi non c'entrava ma si era trovato nel posto sbagliato. Secondo gli investigatori, Tran era deciso a portare a termine un secondo massacro: dopo l'attacco allo Star Ballroom di Monterey Park, si era diretto al Lai Lai Ballroom & Studio ad Alhambra, una città vicina, ma qui è stato disarmato da un giovane, Brandon Tsay, che gli ha strappato il fucile e poi lo ha buttato fuori. Gli

investigatori non sono stati in grado di capire se il killer fosse andato nella seconda discoteca in cerca di qualcuno che non era a Monterey Park. 

Le indagini

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"E' un'indagine complessa, ci sono molte cose che ancora non sappiamo". Lo afferma lo sceriffo della contea di Los Angeles, Robert Luna, aggiornando sullo stato dell'indagine per la strage di Monterey. Nella casa del killer sono state trovate diverse armi e munizioni, e recuperati vari dispositivi elettronici. Almeno una delle armi recuperate in casa del killer era modificata, riferisce la polizia secondo la quale sono state rinvenute alcune prove sul fatto che il killer stesse lavorando manualmente a dei silenziatori. Al momento non ci sono indicazioni di legami fra il killer e almeno una delle sue vittime ma "questo può cambiare. Stiamo sentendo i testimoni", precisa la polizia. 

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