Guerra in Ucraina, Lavrov: "Kiev crea rischi per l'uso di armi distruzione di massa"

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Da una riunione del partito putiniano Russia Unita, il ministro degli esteri russo torna a mettere in guardia sull’ipotesi di una deriva nucleare del conflitto: “Le azioni Kiev aumentano il rischio dell’uso di armi di distruzione di massa”. Poi il monito agli Usa: “Basta intimidazioni, evitate ulteriori coinvolgimenti” 

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La Russia torna a mettere in guardia l’Occidente sull’ipotesi di una deriva nucleare della guerra in Ucraina. E lo fa direttamente per bocca del suo ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che durante una riunione del partito putiniano Russia Unita ha accusato Kiev di creare “rischi per l’uso di armi di distruzione di massa”. L’ennesimo attacco frontale al quale Lavrov ha fatto seguire anche un monito agli Stati Uniti: “Basta intimidazioni, evitino ulteriori coinvolgimenti nel conflitto”

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“Kiev sta creando i rischi perché vengano usate armi di distruzione di massa, come dimostra anche la dichiarazione del presidente ucraino sugli attacchi preventivi della Nato alla Russia”. Questa la frase pronunciata in videocollegamento con il meeting da Lavrov. Che ha aggiunto: “L’appello lanciato da Zelensky è l’ennesima prova delle minacce provenienti dal suo regime per neutralizzare le quali è stata lanciata un'operazione militare speciale". Parole che alcuni interpretano addirittura come il riferimento alla possibilità che sia l’Ucraina a voler usare per prima bombe atomiche. Tanto più che il politico ha detto: "La nostra dottrina militare e i fondamenti della politica statale sul campo della deterrenza nucleare restano invariati". 

Il monito agli Usa

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Non sono mancati neppure avvertimenti ai Paesi che stanno sostenendo la causa ucraina, Stati Uniti in testa. “Ancora una volta, mettiamo in guardia Washington e gli altri sponsor del regime di Kiev da qualsiasi ulteriore coinvolgimento nella situazione come parti del conflitto", ha avvertito Lavrov. Che poi ha precisato: “L’Occidente vuole isolare la Russia e spingerla fuori dalla regione Asia-Pacifico, ma gli Stati della regione sono determinati a continuare una cooperazione costruttiva e diversificata con Mosca".

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