Nord Stream 2, è finita la fuga di gas sotto il Mar Baltico

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Ad affermarlo sono i funzionari danesi, allertati dagli operatori dell'impianto. "La pressione dell'acqua ha più o meno chiuso il gasdotto in modo che il combustibile che si trova all'interno non possa uscire", ha aggiunto il portavoce del gasdotto Ulrich Lissek

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Il portavoce della società di gestione del gasdotto Nord Stream 2, Ulrich Lissek, ha riferito che è finita la fuga di metano dalla condotta, iniziata dopo le esplosioni sospette dei giorni scorsi nel mar Baltico. L'impianto ha smesso di perdere gas perché è stato raggiunto un equilibrio tra la pressione del combustibile e quella dell'acqua. "La pressione dell'acqua - ha spiegato il portavoce - ha più o meno chiuso il gasdotto in modo che il gas che si trova all'interno non possa uscire". La conclusione, ha aggiunto Lissek, è che c'è ancora metano nel gasdotto. (GUERRA IN UCRAINA: AGGIORNAMENTI LIVE)

Raggiunto equilibrio tra pressione di gas e acqua

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Alla domanda su quanto gas si crede ci sia ancora nell'impianto, Lissek ha risposto: "Questa è una domanda da un milione di dollari". Le informazioni sullo stato della perdita del gasdotto Nord Stream 1, che era significativamente più massiccia, non sono al momento disponibili. Tutte le perdite, scoperte lo scorso lunedì 26 settembre, si trovano nel Mar Baltico al largo dell'isola danese di Bornholm. Le autorità danesi avevano affermato che le perdite sarebbero continuate fino all'esaurimento del gas nei gasdotti, che avrebbe dovuto verificarsi domenica. L'equilibrio della pressione tra gas e acqua ha permesso lo stop delle fuoriuscite con un giorno di anticipo. Lissek ha fatto sapere che i funzionari del Nord Stream 2, appena riscontrata la fine delle perdite, hanno informato l'autorità di regolamentazione dell'energia danese.

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