
Guerra Ucraina, nella mappa del Cremlino la ritirata russa da Kharkiv. FOTO
Il Ministero della Difesa di Mosca ha diffuso una cartina aggiornata dell’assetto delle truppe russe sul territorio invaso. Per l'esercito di Putin confermate le perdite che erano state annunciate nelle scorse ore da Zelensky

Il Ministero della Difesa del Cremlino ha aggiornato le cartine raffiguranti l’assetto dell’esercito russo in Ucraina, ma quello che traspare dal video di presentazione sono gli effetti della controffensiva di Kiev, che ha causato numerose perdite tra le truppe di Putin
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Nei giorni scorsi lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva annunciato una manovra offensiva delle forze ucraine, dichiarando ingenti perdite da parte dell’esercito russo. Anche diversi Paesi esteri, tra cui il Regno Unito, avevano confermato: adesso è la stessa Russia a dare informazioni sulla guerra
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Secondo le informazioni ucraine prima e quanto confermato dalla cartina russa poi, le forze di Kiev hanno riconquistato circa 2mila km di territorio agli invasori. Stando alla mappa, Mosca ora controlla solo una piccola porzione a est del fiume Oski
Zelensky: "Al momento negoziati impossibili"La mappa aggiornata presenta profonde differenze rispetto a quella mostrata pochi giorni fa. Nelle ultime ore il Cremlino aveva descritto il ritiro delle forze russe da Izyum e da altri cruciali insediamenti dell’area come una semplice "riorganizzazione per puntare alla conquista di tutto il Donbass", ma il sospetto degli analisti è che l’esercito abbia subìto notevoli perdite
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Anche Kiev ha smentito quanto dichiarato dal Cremlino, affermando che la “riorganizzazione” era invece una ritirata vera e propria, dovuta alla controffensiva dell’esercito ucraino e che i recenti sviluppi possono portare addirittura alla vittoria
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Centri che per mesi sono stati in mano russa nelle scorse ore sono quindi tornati agli ucraini. Le riconquiste di Kupiansk, Balakliya e soprattutto di Izjum mostrano come la controffensiva dell’esercito di Kiev stia avanzando sempre più a est del Paese, respingendo gli invasori vicino al confine
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