Russia, fermata la reporter che protestò contro la guerra durante il tg

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La giornalista moscovita Marina Ovsyannikova nei mesi scorsi aveva contestato l'invasione della Russia mostrando un cartello in diretta sul primo canale. In base alla recente legge che punisce con pene detentive la divulgazione di false informazioni sulle forze armate del Paese, rischia fino a 15 anni di carcere

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La giornalista 'no-war' russa Marina Ovsyannikova, che aveva protestato contro la guerra in Ucraina mostrando un cartello durante il telegiornale sul primo canale, è stata fermata dalla polizia con l'accusa di "aver screditato" l'esercito: lo ha detto all'Afp il suo avvocato, Dmitri Zakhvatov. Ovsyannikova, 43 anni, è diventata nota in tutto il mondo per essersi presentata a sorpresa in diretta davanti alle telecamere della tv di Stato russa durante il tg mostrando un cartello contro l'invasione. Per quella protesta, la giornalista era stata fermata dalla polizia e poi rilasciata, ma con l'accusa di matrice politica di aver "screditato l'esercito" ed era stata condannata a una multa di 50.000 rubli (GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE).

 

 

Il legale della giornalista: "Accusata di informazioni false"

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"Siamo attualmente con gli investigatori. Un'indagine è stata aperta" contro Ovsyannikova per "diffusione di informazioni false" sull'esercito russo, ha detto il legale, aggiungendo che la reporter "è stata fermata". Ovsyannikova è nota per essersi presentata a sorpresa in diretta davanti alle telecamere della tv di Stato russa durante il tg mostrando un cartello contro la guerra in Ucraina ordinata da Vladimir Putin 

Ovsyannikova rischia fino a 15 anni di carcere

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La polizia russa in mattinata aveva perquisito, senza aspettare l'arrivo di un avvocato, l'abitazione della Ovsyannikova. Secondo l'avvocato della reporter, la perquisizione è legata a un procedimento penale sulla base di una nuova legge "bavaglio" entrata in vigore dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe che prevede fino a 15 anni di reclusione per la diffusione di informazioni sulle forze armate che dovessero essere ritenute "false" dalle autorità russe. In base a questa legge, in pratica, chi condanna l'invasione dell'Ucraina rischia pesanti pene detentive in Russia, dove il governo sta rafforzando la censura reprimendo ogni forma di dissenso.

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