Gaza, regge il cessate il fuoco: Israele riapre i valichi ma rimangono misure di sicurezza

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Torna la calma dopo tre giorni dell’operazione militare “Breaking Dawn” contro la Jihad islamica. Secondo la radio militare israeliana, in 72 ore da Gaza sono stati lanciati 1.100 razzi. Il ministro della Sicurezza interna, Omer Barlev, fa sapere che l’accordo non prevede il rilascio da parte di Israele di due alti esponenti della fazione di Gaza. Ue: "Lanciare indagine su vittime civili". Onu: "Se riprendono ostilità, conseguenze devastanti"

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La vita torna gradualmente alla normalità nella striscia di Gaza e nel sud di Israele dopo il cessate il fuoco raggiunto fra Israele e la Jihad islamica e mediato dall'Egitto. Accordo che non include il rilascio da parte di Israele di due alti esponenti della fazione di Gaza, ha precisato oggi il ministro della Sicurezza interna Omer Barlev. Intanto, con la conclusione dell’operazione “Breaking Dawn”, la radio militare ha quantificato gli attacchi da parte palestinese e le operazioni condotte da Israele: da Gaza, ha riferito l’emittente, sono stati sparati 1.100 razzi, ma solo 900 sono entrati in territorio israeliano mentre gli altri sono ricaduti nella Striscia. Nei tre giorni di combattimenti sono rimaste uccise 44 persone, di cui 15 bambini e minorenni e quattro donne, come ha reso noto il ministero della sanità locale secondo cui i feriti sono 360. La Jihad islamica ha detto di aver perduto complessivamente 12 dirigenti e membri della sua ala militare. L'esercito israeliano, citato dal quotidiano Yediot Ahronot, ha affermato che 15 civili di Gaza sono stati uccisi in realtà dalle esplosioni di razzi difettosi della Jihad islamica. Intanto l'Onu avverte: "Il cessate il fuoco è fragile. Qualsiasi ripresa delle ostilità avrà solo conseguenze devastanti per palestinesi e israeliani e renderà sfuggente qualsiasi progresso politico".

Ripartono le attività della centrale elettrica

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Israele in giornata ha annunciato la riapertura del valico commerciale di Kerem Shalom e del valico per i passeggeri di Erez, da dove oggi possono transitare 14mila manovali di Gaza impiegati in Israele. Nella zona vicina alla Striscia, Israele mantiene tuttavia alcune misure prudenziali. Di prima mattina sono entrati nella Striscia diversi camion di gasolio destinati alla centrale elettrica locale per consentirle di riprendere le attività dopo due giorni di chiusura. La centrale ha annunciato che necessita ancora diverse ore per poter aumentare l'erogazione della corrente elettrica che al momento resta di otto ore al giorno. Nel frattempo nella Striscia è stato riattivato il collegamento internet che ieri era rimasto interrotto per molte in diverse zone, a causa dei combattimenti. In Israele la polizia consente ormai un libero transito sulle strade vicine alla striscia di Gaza, dopo una chiusura protrattasi per una settimana. Anche la linea ferroviaria fra Ashkelon e Sderot sta per essere riattivata, dopo che i tecnici avranno stabilito che le rotaie non siano state danneggiate dai mortai e dai razzi della Jihad islamica. 

 

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Secondo la radio militare israeliana, nei tre giorni dell’operazione “Breaking Dawn” le batterie di difesa Iron Dome hanno intercettato 380 razzi che minacciavano direttamente zone abitate in Israele. Si tratta, secondo l’emittente, di una percentuale di successo del 96-97%, nettamente superiore a quelle registrate negli ultimi dieci anni nelle operazioni condotte contro Hamas a Gaza. Ciò è dovuto, spiega la radio, al costante perfezionamento di quelle batterie. Il nuovo sistema di intercettamento con razzi laser non è stato ancora utilizzato e secondo l’emittente sarà operativo solo fra uno o due anni. In tre giorni di combattimento Israele ha colpito a Gaza 170 obiettivi della Jihad islamica. Fra questi: un tunnel militare, magazzini, rampe di lancio, postazioni e anche esponenti di spicco dell’ala militare di quella organizzazione. Dieci lanci di razzi sono stati intercettati a terra, in tempo reale.

Israele: “Non concordato rilascio esponenti Jihad”

"Israele non ha concordato nulla, abbiamo risposto in maniera negativa alla richiesta". Così il ministro della Sicurezza interna Omer Barlev, alla tv Kan, ha spiegato che l’accordo per il cessate il fuoco non comprende il rilascio di Khalil al-Awawda - attualmente in sciopero della fame in carcere dove si trova in detenzione amministrativa - e Bassam al-Saadi, leader della Jihad in Cisgiordania arrestato la settimana scorsa a Jenin.

Ue: "Lanciare indagine urgente su vittime civili"

Intanto l'Unione europea fa sapere che "accoglie con favore l'annunciato cessate" il fuoco tra Israele e Gaza, ma "deplora la perdita di vite civili" causate nei tre giorni di ostilità, "compresi numerosi bambini e donne, uccisi e feriti della Striscia di Gaza", e "chiede un'indagine tempestiva e approfondita". Lo riferisce il portavoce dell'Ue per la Politica estera e la Sicurezza, Peter Stano. "Ora - si legge in una nota - è fondamentale lavorare per consolidare il cessate il fuoco e riaprire i valichi per consentire in particolare l'assistenza umanitaria e il carburante, oltre ai lavoratori, di entrare e uscire da Gaza".

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