Usa, divieto di aborto sospeso da un giudice in Florida

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Bloccata in Florida la nuova legge sull'aborto che vieta l'interruzione di gravidanza dalla 15esima settimana. Oggi il presidente Joe Biden incontrerà sei governatori democratici per decidere cosa fare dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro il diritto all'aborto. Intanto proseguono i sit in di protesta degli americani davanti a Capitol Hill

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Doveva entrare in vigore oggi in Florida la nuova legge statale che vieta gli aborti dopo 15 settimane di gravidanza. Invece un giudice americano l’ha bloccata stabilendo che il provvedimento è incostituzionale perchè “viola la regole sulla privacy in vigore nello Stato”.  Lo riferisce il Center for Reproductive Rigths, l'associazione che ha difeso l'unica clinica abortista in Mississippi nel caso "Dobbs v Jachson”. Lo Stato della Florida è già pronto a far ricorso alla Corte Suprema. 

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Oggi Joe Biden deciderà con sei governatori democratici le prossime mosse sull'aborto. In videocollegamento ci sono la governatrice di New York Kathy Hochul e quello della California, Gavin Newsom, due Stati che sostengono le donne che vogliono abortire. Questo incontro col presidente americano è stato preso dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che la scorsa settimana ha abolito il diritto federale ad interrompere volontariamente la gravidanza, lasciando ai singoli stati la decisione se permetterla o meno. In Florida è stata fermata la nuova legge fortemente voluta dal governatore repubblicano Ron Desantis, ma al momento non si sa fino a quando durerà il blocco. Nel frattempo resta in vigore la legge precedente che permetteva l'aborto entro la 24esima settimana o anche oltre, in caso di rischi per la salute della madre, stupro o incesto. 

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Continuano le proteste a favore dell’aborto a Washington. La polizia di Capitol Hill ha arrestato finora quasi 200 manifestanti, accusati di aver bloccato il traffico. Tra le persone fermate c’è la rappresentante democratica della Camera, Judy Chu. I manifestanti si erano radunati nell'area vicino alla Corte Suprema e a Capitol Hill per contestare la revoca del diritto all'interruzione di gravidanza annunciata venerdì. "Subito dopo la decisione dei giudici - ha commentato la democratica, eletta in California - ho pensato a chi avrebbe subito le conseguenze più gravi: la vittima di stupro, quella che non ha i soldi per andare in un altro Stato, chi ha una gravidanza a rischio della propria vita".

 

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