Guerra in Ucraina, la sfida di gestire oltre 7 milioni di profughi interni. VIDEO

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Jacopo Arbarello

A sopportare il maggior peso di questa ondata immensa sono le regioni dell’ovest del paese e, su tutte, la Galizia e la città di Leopoli, che da sola ne ospita oltre 250 mila. Il racconto del nostro inviato

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Guerra e profughi sono un binomio inscindibile, a tutte le latitudini. L’Ucraina non fa eccezione. A scappare dal Paese sono stati più di 6 milioni di persone, mentre i rifugiati interni sono oltre 7 milioni. In tutto più di un quarto della popolazione non vive più nella propria casa. A sopportare il maggior peso di questa ondata immensa sono le regioni dell’ovest del paese e, su tutte, la Galizia e la città di Leopoli, che da sola ne ospita oltre 250 mila, dopo averne visti passare milioni alla stazione sulla strada per la Polonia.  (IL LIVEBLOG SULLA GUERRA - LO SPECIALE).

Prima accoglienza non più sufficiente

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La prima sfida è stata accoglierli, ovunque fosse possibile. Nelle scuole, chiuse e tutte in Dad, nelle palestre o in strutture prefabbricate finanziate con soldi di donatori (LA FOTOGALLERY).  Ma la prima accoglienza, che ormai va avanti da oltre due mesi, non è più sufficiente. Bisogna dare a tutte queste persone una prospettiva, una visione per il futuro, anche perché la guerra rischia di essere lunga. E le loro case potrebbero essere inagibili per anni. 

L'impegno dei volontari

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Per questo a Leopoli, ma anche altrove in Ucraina, le migliaia di persone che volontariamente dedicano il proprio tempo ad aiutare i profughi iniziano a pensare a come rendere strutturale la presenza dei rifugiati. Assicurando loro un lavoro, un’istruzione, una speranza per i prossimi mesi e anni. C’è chi si industria per trovargli un lavoro, ci sono le maestre che fanno il doppio turno, la mattina in Dad il pomeriggio nelle scuole occupate dagli sfollati, ci sono gli architetti che progettano di costruire quartieri o interi villaggi con le più moderne tecnologie di urbanistica e sostenibilità. Dagli asili di quartiere agli spazi verdi comuni. Sempre, però, anche nei render, le nuove strutture prevedono un rifugio antiaereo. Perché l’Ucraina, ancora in guerra, pensa sì al futuro, ma per sicurezza si ricorda del suo passato di paese invaso ripetutamente dai nemici.

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