Vicepremier Kiev a Sky TG24: "Russi bruciano corpi civili ucraini"

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Iryna Vereshchuk accusa le truppe di Putin di usare forni mobili per cancellare le prove e cremare i cadaveri di donne e bambini, oltre ai corpi dei soldati di Mosca

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“I russi bruciano i cadaveri dei civili ucraini su dei camion crematori”. Lo rivela la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, spiegando a Sky TG24 qual è la situazione, sia nella zona di Kiev sia a Mariupol, per quanto riguarda i massacri dei civili (GUERRA IN UCRAINA, LO SPECIALE DI SKY TG24).

"A Mariupol bruciano donne e bambini" 

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“Per quanto riguarda Mariupol, i nostri servizi segreti ci dicono che la Russia cerca di nascondere i propri delitti e per questo sta usando forni crematori mobili per bruciare i cadaveri delle nostre donne e bambini. Gli stessi forni crematori li sta usando anche per il proprio esercito. Li hanno portati dalla Crimea e li sta usando anche per bruciare i propri soldati, di modo che non li vedano in Russia, immaginate se dovessero vedere migliaia di cadaveri che ritornano in patria. Putin sta usando i forni crematori per nascondere tutte le sue azioni da delinquente. Ha capito che il mondo è rimasto sconvolto da quello che è successo a Bucha ed ha visto quanto il mondo intero è pronto ad unirsi contro queste azioni bestiali ed è pronto a nascondere ogni traccia usando i forni crematori”, ha detto Iryna Vereshchuk che ha aggiunto: “La situazione intorno a Kiev è meno pesante però non è meno difficile per questo. Ci sono tantissimi territori minati. Purtroppo l’Ucraina è diventato il territorio con più mine che ci sia. Noi adesso faremo di tutto per eliminarle. La catastrofe umanitaria esiste, in molte città è molto difficile raggiungere alcuni posti, come Governo facciamo di tutto e le persone che si trovano in trappola hanno ricevuto un aiuto medico o alimentare”.

Visita del Papa a Kiev sarebbe passo simbolico

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“Grazie, a nome del mio popolo, al Santo Padre per quello che fa. Io rispondo con i corridoi umanitari, e so quanti sforzi ha fatto Papa Francesco per farli funzionare”. Così la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, interpellata su una possibile mediazione da parte del Vaticano e del Santo Padre. “Ho incontrato un nunzio papale - ha proseguito - , e abbiamo parlato proprio di questi corridoi. So che ha incontrato anche l’ambasciatore russo in Italia, gliene ha parlato e ha mostrato la sua solidarietà all’Ucraina. Sono passi davvero forti e importanti. Ringraziamo dal cuore Papa Francesco e tutto il mondo cattolico per il sostegno che ci da”. Una sua vita a Kiev, ha concluso, “sarebbe un passo davvero simbolico”.

Putin deve sentire la forza dei nostri armamenti e delle sanzioni delle altre nazioni

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“Qual è il principale obiettivo di Putin, quando si fermerà? Quando noi lo fermiamo. In Ucraina abbiamo un proverbio: non importa chi abbiamo di fronte, quanto chi abbiamo accanto a noi. È importante avere accanto voi, gli italiani, le altre Nazioni e civiltà - ha detto la vicepremier ucraina -. I paesi democratici che capiscono il valore della vita umana e quanto sia importante conservare la pace nel mondo. E quello che vuole e pensa lui, Putin, non ha tanta importanza. È importante non avere paura di lui. Deve sentire la forza dei nostri armamenti, delle vostre sanzioni e della nostra unione”. 

Serve embargo su petrolio e gas russo

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“Non ci sentiamo abbandonati, sappiamo che tutti ci sostengono, che tutti sono con noi. Sappiamo che le donne di tutto il mondo piangono quando vedono le foto dei bambini uccisi, o anche di donne torturate e uccise”. E ancora “gli anziani e tutte le persone che stanno soffrendo per mano di Putin e del suo esercito. Però abbiamo bisogno di un sostengo reale: ci deve essere unità sulla decisione dell’embargo di petrolio e gas russo. Dobbiamo avere le sanzioni funzionanti, anche adesso, perché non possono procedere passo a passo”. Lo ha detto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, rispondendo alla domanda se crede, dopo le critiche del presidente Zelensky che ha giudicato le sanzioni insufficienti, che l’Unione Europea stia facendo abbastanza per aiutare l’Ucraina. “La situazione che abbiamo visto in tutte le città - ha aggiunto -, come Bucha, Mariupol, Gostomel o Irpin, la vedremo ancora. Putin non si fermerà da solo”, ma “insieme lo possiamo fermare”.

Ritorno ambasciata Italia a Kiev sarebbe messaggio a Putin

"So che l'Italia sta pensando di far tornare il suo ambasciatore a Kiev. Questo sarebbe un altro segnale che possiamo dare a Putin che non abbiamo paura di lui" ha dichiarato  Iryna Vereshchuk.

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