Ucraina, Biden a Zelensky: "Risposta decisa se Russia attacca". Papa: "Sforzi per la pace"

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Continuano gli sforzi diplomatici per evitare lo scontro armato, ma la tensione rimane altissima. Il segretario di Stato Usa Blinken: "Mosca potrebbe istigare un incidente per giustificare un'azione militare già pianificata”. Il cancelliere tedesco avverte: sanzioni occidentali in caso d’invasione. Intanto la Polonia si prepara a una possibile ondata di rifugiati

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Joe Biden ha detto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che gli Stati Uniti, insieme agli alleati e ai partner, "risponderanno in modo rapido e deciso" ad un'aggressione della Russia (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE). La telefonata tra i due leader è arrivata dopo il colloquio tra il presidente degli Stati Uniti e Vladimir Putin, in cui Joe Biden ha detto al suo omologo che “se invadete la pagherete cara”. Il Pentagono ha fatto sapere di non vedere “motivi di ottimismo” dopo la telefonata e che il “tempo per la diplomazia si sta riducendo”. Ma nonostante questo Biden e Zelensky si sono detti detti d’accordo "sull'importanza di continuare a perseguire la diplomazia e la dissuasione in risposta al rafforzamento militare della Russia al confine con l'Ucraina”, e il leader ucraino ha chiesto a Biden di recarsi in visita nel Paese. E proprio per perseguire la diplomazia Kiev ha chiesto a Mosca un incontro entro 48 ore, insieme agli altri firmatari del Documento di Vienna.
In giornata sulla crisi è intervenuto anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz, affermando che “se la Russia dovesse invadere l'Ucraina, le sanzioni occidentali sarebbero immediate”. Mentre Papa Francesco, nel corso dell’Angelus domenicale, è voluto intervenire sul possibile conflitto: “Le notizie che giungono dall'Ucraina sono molto preoccupanti. Affido all'intercessione della Vergine Maria e alla coscienza dei responsabili politici ogni sforzo per la pace”.

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Per adesso però gli sforzi diplomatici non sembrano aver sortito alcun risultato, tanto da spingere il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace a un paragone audace: “C'è profumo di Monaco nell'aria”. Il riferimento è alla conferenza di pace del 1938 in cui Francia e Regno Unito cercarono invano l’appeasement con Hitler prima della Seconda guerra mondiale. "Ciò che preoccupa è che nonostante l'aumento degli sforzi diplomatici, il potenziamento militare è continuato. Non si è fermato, è continuato", e l'invasione potrebbe avvenire "in qualsiasi momento".

La risposta di Kiev: “Fuori luogo”

Parole che naturalmente non sono state ben accolte da Kiev: il primo a reagire al paragone è stato proprio l'ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadim Pristaïko. "Non è il momento migliore per offendere i nostri partner nel mondo, ricordando questo atto che non ha portato la pace ma il contrario", ha detto il diplomatico alla Bbc. "C'è panico ovunque, non solo nell'animo della gente ma anche nei mercati finanziari". E questo, ha aggiunto, "nuoce all'economia ucraina più o meno come le persone che lasciano le ambasciate".

Blinken: “Mosca potrebbe usare un incidente come pretesto”

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La paura di un’invasione rimane però reale: secondo il segretario di Stato americano Blinken “nessuno dovrebbe sorprendersi se la Russia istigasse una provocazione o un incidente e lo utilizzasse per giustificare un'azione militare già pianificata da tempo". "La notte scorsa ho parlato al telefono con il ministro degli Esteri russo Lavrov e ho sollevato le nostre serie preoccupazioni sulla possibilità che Mosca stia valutando un attacco militare ai danni dell'Ucraina nei prossimi giorni", ha aggiunto il segretario di Stato Usa, secondo quanto riportato dalla Tass. "Ho chiarito, come ha fatto il presidente Biden nella sua conversazione con il presidente Putin, che una strada diplomatica per risolvere la crisi, una crisi creata dall'accumulo non provocato di forze russe tutt'intorno all'Ucraina, rimane aperta", ha proseguito Blinken. "Mosca ha un modo semplice per dimostrare che vuole seguire questa strada. Dovrebbe preferire la de-escalation all'escalation e dovrebbe non solo parlare della ricerca di una via d'uscita diplomatica, ma lavorarvi in concreto".

Blinken: “Un nucleo del personale dell’ambasciata resterà in Ucraina”

Blinken ha anche detto che un nucleo del personale dell'ambasciata Usa resterà in Ucraina nonostante l'evacuazione della maggior parte degli addetti. "Ieri abbiamo ordinato la partenza della maggior parte degli americani ancora presenti all'ambasciata di Kiev - ha affermato Blinken - Il rischio di un'azione militare russa è abbastanza alto e la minaccia è abbastanza imminente da rendere prudente agire così'". "Un nucleo del personale rimarrà in Ucraina con i nostri colleghi ucraini mentre continuiamo a lavorare senza fermarci per risolvere questa crisi attraverso la dissuasione e la diplomazia", ha aggiunto Blinken. 

Germania: situazione critica, Russia responsabile rischio guerra

E sulla crisi tra Ucraina e Russia è intervenuta anche la Germania: una fonte governativa ha fatto sapere che il governo di Berlino reputa la situazione della crisi ucraina "critica”. "La nostra preoccupazione è cresciuta" e "pensiamo che la situazione sia critica, molto pericolosa", ha spiegato la fonte ai giornalisti tedeschi, alla vigilia delle visite a Kiev e Mosca del cancelliere Olaf Scholz. Lo stesso capo del governo ha poi ammonito Vladimir Putin: "Se la Russia dovesse invadere l'Ucraina, le sanzioni occidentali sarebbero immediate".
A intervenire è stato poi anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, nel suo primo discorso dopo la rielezione oggi per un secondo mandato di 5 anni: "Siamo nel bel mezzo di un rischio di conflitto militare, di una guerra in Europa orientale ed è la Russia a esserne responsabile”. "Faccio un appello al presidente Putin: sciolga il cappio attorno al collo dell'Ucraina. Si unisca a noi nella strada che porta alla preservazione della pace in Europa. E non sottovaluti la forza della democrazia".

Polonia: ci prepariamo a ondata rifugiati

E sulla crisi in corso pesa anche la paura di un dramma umanitario, specialmente nei Paesi che condividono con Kiev il confine: "E' ovvio che a causa della situazione in Ucraina ci stiamo preparando per vari scenari. Uno di questi riguarda le azioni legate al possibile afflusso di rifugiati dall'Ucraina che, a causa di un possibile conflitto, potrebbero cercare rifugio nel nostro Paese". Lo ha scritto su Twitter il ministro dell'Interno polacco, Mariusz Kaminski. Polonia e Ucraina condividono una frontiera lunga oltre 530 km.

Lituania invia all’Ucraina missili anti-aerei Stinger

E se la diplomazia fallisse, i preparativi militari continuano: l’Ucraina ha ricevuto dalla Lituania una fornitura del sistema missilistico anti-aereo Stinger. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Kiev, Oleksii Reznikov. Sempre oggi, ha aggiunto, due aerei hanno consegnato 180 tonnellate di munizioni dagli Stati Uniti, per un totale di circa 1.500 tonnellate ricevute finora.
Nel pomeriggio c’è stata anche una videochiamata tra il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Charles Michel, la premier svedese Magdalena Andersson, il primo ministro lettone Krisjanis Karins, la premier estone Kaja Kallas, il presidente della Repubblica lituano Gitanas Nauseda, il capo del governo bulgaro Kiril Petkov e il primo ministro ceco Petr Fiala. Al centro della riunione la crisi ucraina e il coordinamento della riposta europea in caso di ulteriore aggressione militare da parte di Mosca. "La Russia è responsabile e allo stesso tempo ne affronterà le conseguenze. Siamo uniti nella nostra solidarietà e nel nostro supporto all'Ucraina", ha scritto in un tweet, Michel.

Canada ritira parte dei suoi militari in Ucraina

A riprova dell’aumento della tensione nell’area, il Canada ha deciso di ritirare parte dei suoi militari in Ucraina ricollocandoli "temporaneamente" in altri paesi europei. Lo ha annunciato il ministero della Difesa canadese. Il ritiro è legato alle tensioni con la Russia e alla volontà di garantire la sicurezza dei militari.

Duemila gli italiani in Ucraina

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Intanto aumentano i Paesi che invitano i cittadini a lasciare l’Ucraina "in via precauzionale", e tra questi c’è anche l’Italia. I circa duemila italiani che vivono nel Paese, la maggior parte dei quali nella capitale Kiev, sono invitati a salire su un aereo commerciale e tornare in patria il prima possibile. A chi è in Italia, "considerata la situazione di incertezza ai confini", viene invece chiesto di "posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l'Ucraina", in particolare quelli "a qualsiasi titolo nelle regioni di Donetsk e Lugansk e in Crimea", che sono "sconsigliati". Ma non solo: "Un'altra disposizione presa - ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio - è quella di far rientrare tutto il personale della nostra sede diplomatica a Kiev non essenziale". Una decisione che non implica la chiusura dell'ambasciata, ha assicurato il ministro, che "resta pienamente operativa". Il personale non essenziale sarà di ritorno in Italia domani. "Lavoriamo tutti al fine di evitare un'escalation", ha assicurato Di Maio, sottolineando che si sta cercando "una soluzione diplomatica e ci auguriamo che il prima possibile possano arrivare segnali tangibili in tal senso".

Kiev alle compagnie aeree: “Non volate sul Mar Nero”

L'Ucraina ha intanto consigliato alle compagnie aeree di evitare di sorvolare le acque del Mar Nero da lunedì a sabato della prossima settimana a causa delle esercitazioni navali russe che si svolgono lì: lo riferisce il Guardian. Ieri l'agenzia di stampa Ria Novosti ha riferito di oltre 30 navi da guerra russe impegnate vicino alla penisola di Crimea, nell'ambito di esercitazioni navali più ampie. "Da domani, si consiglia alle compagnie aeree di non volare su quest'area e di pianificare in anticipo rotte alternative, tenendo conto della situazione attuale", ha affermato il servizio di traffico aereo statale ucraino.

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