Razzi su Israele e raid su Striscia, Biden sente Netanyahu e invoca il cessate il fuoco

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Prosegue da una settimana lo scontro tra israeliani e palestinesi. Diversi gli appelli per una tregua. Il presidente Usa ha telefonato al premier. Sul campo il conflitto va avanti con ondate di razzi sullo Stato ebraico (alcuni dal Libano) e pesanti attacchi alla Striscia

Prosegue lo scontro tra Israele e Gaza: dopo una settimana di guerra, la tregua non si vede. Il conflitto va avanti tra ondate di razzi su Israele e pesanti attacchi alla Striscia. Attacchi che hanno martellato - con nuove vittime - la rete di tunnel segreti di Hamas e colpito 9 abitazioni dei suoi comandanti, uccidendo Hussam Abu Harbid, capo della Jihad islamica nel nord della Striscia e mente dei lanci.

Il presidente americano Joe Biden è nuovamente intervenuto, con una nuova telefonata al premier Benyamin Netanyahu in cui ha "ribadito il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi contro gli indiscriminati attacchi di razzi" e ha appoggiato al contempo il cessate il fuoco.

In precedenza, gli Usa avevano chiesto anche a Israele di precisare la "giustificazione" dell'attacco alla Torre dei media a Gaza City dove erano ospitare tra le altri le sedi dell'Associated Press (che ha chiesto una "indagine indipendente" sull'accaduto) e di al Jazeera. Il presidente palestinese Abu Mazen ha invece ricevuto a Ramallah (Cisgiordania) l'inviato del dipartimento di Stato Usa Hadi Amr. Nell'incontro, riferisce la agenzia di stampa ufficiale Wafa, ha chiesto all'amministrazione Biden "di intervenire per mettere fine alle aggressioni di Israele". Diverse le telefonate anche con altri leader internazionali. L'intensa pressione diplomatica, però, non è riuscita finora a spegnere il fuoco (LA CRONISTORIA DELLE TENSIONI). "Le istruzioni sono di continuare a colpire con durezza gli obiettivi del terrorismo", ha detto il premier Benyamin Netanyahu. E in serata le sirene di allarme antimissili sono risuonate nel nord di Israele, in alta Galilea nei pressi del kibbutz di Misgav Am, ad un passo dal confine con il Libano. Il portavoce militare israeliano ha detto i razzi lanciati dal Libano sono stati 6: non sono passati, ha aggiunto, all'interno dello Stato ebraico. "In risposta - ha detto ancora - forze di artiglieria hanno sparato verso le fonti dei lanci".

Si riunisce Consiglio di Sicurezza dell'Onu

Intanto, gli Usa hanno bloccato per la terza volta una possibile dichiarazione del Consiglio Onu, in quanto non aiuterebbe gli sforzi diplomatici per porre fine all'escalation. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà di nuovo martedì a porte chiuse. Il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, ha ribadito la "necessità di una voce molto forte e unita dal Consiglio, che secondo noi avrebbe peso".

Lo scontro sul campo

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Sul campo la situazione rimane la stessa. Israele ha colpito "Metro", la rete dei tunnel di Hamas nel nord della Striscia: 35 attacchi in oltre 20 minuti che hanno distrutto 15 chilometri di centri comando e depositi, i cui ingressi - secondo l'esercito - sono spesso nascosti negli edifici civili, in un caso anche sotto a un asilo. Dall'inizio del conflitto, secondo il portavoce militare, sono stati circa 100 i chilometri di tunnel distrutti. Il bilancio delle vittime a Gaza - oramai in piena emergenza umanitaria - continua a salire: secondo i dati sono circa 200, di cui 58 - è stato spiegato - sono "bambini sotto i 18 anni". Alle vittime di Gaza, il ministero della salute dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha sommato anche "quelle dell'aggressione israeliana nei Territori Palestinesi e a Gerusalemme est", portando il totale complessivo, a 220. Con lo stesso metodo, l'Anp ha calcolato in oltre 5mila i feriti: "3.728 feriti in Cisgiordania" e "1.300 a Gaza". Dall'avvio del conflitto, dalla Striscia sono stati tirati 3.350 razzi con circa il 90% intercettato dall'Iron Dome mentre erano diretti verso centri densamente abitati del sud e del centro del Paese. 460 di quei razzi sono ricaduti all'interno della Striscia. Ashkelon (dove ieri era stata centrata una sinagoga), Ashodod, Beer Sheva, Sderot e le comunità israeliane attorno a Gaza sono da giorni sotto costante lancio con la gente nei rifugi. Ad Ashdod, un razzo ha centrato un palazzo facendo 8 feriti. Le vittime restano 10, tra cui due bambini di 5 e 12 anni.

Gaza: in attacco Israele ucciso medico al-Ouf e famiglia

In uno degli attacchi compiuto da Israele nella Striscia è morto il medico Ayman Abul Al-Ouf, e con lui la moglie e 5 figli. Lo ha reso noto il ministero della sanità di Hamas secondo cui i loro corpi sono stati portati all'ospedale Shifa dove il professore era una figura di primo piano, noto anche nella comunità medica internazionale. L'attacco - dove sono rimasti feriti decine di palestinesi - è avvenuto nella notte di sabato scorso nella via Al Wahda a Gaza City a 200 metri dell'ospedale. In memoria di al-Ouf la struttura ha intitolato una delle sue sale.

Raid hanno "gravemente" danneggiato rete elettrica Gaza

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I raid israeliani hanno gravemente danneggiato anche la rete di fornitura di elettricità a Gaza City: lo ha reso noto un portavoce della Gaza Electricity Distribution Company, l'azienda elettrica a Gaza. Subito dopo l'intenso sbarramento di fuoco israeliano, diverse fonti sul posto avevano riferito che ampi settori della città erano rimasti completamente al buio. La centrale che fornisce energia elettrica a Gaza ha annunciato che le sue scorte di combustibile sono quasi finite e che stasera potrebbe essere obbligata a sospendere le attività. Gli abitanti di Gaza ricevono in questi giorni solo 4 ore di corrente al giorno. Fonti locali aggiungono che se la centrale fosse chiusa la parte Nord di Gaza rischierebbe un completo black out. Intanto, l'esercito israeliano ha voluto spiegare i motivi delle operazioni militari su aree densamente abitate come Gaza, dicendo che "Hamas nasconde deliberatamente obiettivi militari negli edifici residenziali e nelle aree civili”.

Ap: inchiesta indipendente su raid contro edificio Gaza

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Il direttore dell'Associated Press ha intanto chiesto un'indagine indipendente sull'attacco aereo israeliano che ha distrutto l'edificio di Gaza City che ospitava l'AP, l'emittente Al-Jazeera e altri media, con la motivazione che il pubblico merita di conoscere i fatti. Ne dà notizia la stessa Ap. Anche Reporter senza frontiere, separatamente, ha chiesto alla Corte penale internazionale di indagare sul bombardamento. Anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha chiesto a Israele di precisare la "giustificazione" dell’attacco.

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Ieri il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha reso noto che la sua amministrazione sta lavorando con palestinesi e israeliani per arrivare a una tregua dei combattimenti, anzi a "una calma duratura", e ha aggiunto che entrambe le parti meritano di vivere in sicurezza e libertà. Il segretario di Stato americano Antony Blinken in una serie di telefonate compiute nelle ultime ore ai ministri degli esteri di Francia, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Pakistan ha sottolineato la necessità di un impegno comune per arrivare a un cessate il fuoco e per trovare le soluzioni in grado di far ripartire il dialogo. All’Onu intanto, nella terza riunione del Consiglio di Sicurezza da quando sono cominciate le violenze, Israele e Palestina si sono scambiati accuse durissime. E dalla riunione non è uscita alcuna dichiarazione comune: la maggior parte dei Paesi e delle potenze ha chiesto la fine immediata delle ostilità.

Telefonata Merkel-Netanyahu

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel è intervenuta e ha sentito al telefono Netanyahu. Ha assicurato la "solidarietà del governo federale" a Israele, come riferisce il portavoce del governo Steffen Seibert in una nota. La cancelliera "ha riaffermato il diritto di Israele di difendersi dagli attacchi", ma ha espresso la sua speranza "per una fine dei conflitti il prima possibile, a fronte della perdita di molti civili da entrambe le parti". Mentre Netanyahu ha spiegato che "Hamas sta conducendo un doppio  crimine di guerra: lancia razzi  sulla popolazione civile e usa i suoi cittadini come scudi numani". 

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