Referendum in Cile, svolta storica: vince con il 78% il sì alla riforma della Costituzione

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I cileni hanno votato a stragrande maggioranza a favore dell'opzione 'Apruebo' (oltre il 78% dei voti), scelta che apre il processo costituente. La stesura della nuova Carta sarà affidata a una 'Convenzione costituente' (votata con il 79% del consenso) che sarà composta interamente da cittadini, 155 persone elette con voto popolare proprio a tale scopo. L'altra opzione ha ottenuto soltanto il 21% di consensi. L'Assemblea costituente avvierà i suoi lavori nel maggio 2021

A stragrande maggioranza, il Cile ha deciso con uno storico referendum di darsi una nuova Costituzione e seppellire la sua attuale legge fondamentale, ereditata dalla dittatura di Augusto Pinochet. Il referendum, conseguenza delle proteste sociali di un anno fa, cancella una Costituzione considerata da molti come il germe delle disuguaglianze che causarono proprio quei disordini. I cileni hanno votato in netta maggioranza a favore dell'opzione 'Apruebo' (oltre il 78% dei voti), scelta che apre il processo costituente. La stesura della nuova Carta sarà affidata a una 'Convenzione costituente' (votata con il 79% del consenso) che sarà composta interamente da cittadini, 155 persone elette con voto popolare proprio a tale scopo. L'altra opzione, di un organismo formato per il 50% da parlamentari e dal 50% da persone scelte attraverso una elezione, ha ottenuto soltanto il 21% di consensi.

I lavori dell’Assemblea Costituente

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Quindi i 155 membri della Assemblea costituente saranno scelti in occasione delle elezioni amministrative dell'11 aprile 2021, sulla base di un criterio di parità di genere e con una rappresentanza di delegati delle popolazioni indigene. L'Assemblea costituente avvierà i suoi lavori nel maggio 2021 e il risultato del suo lavoro sarà sottoposto da un referendum di ratifica popolare che si svolgerà nel secondo semestre del 2022. In caso di approvazione la nuova Costituzione entrerà in vigore immediatamente, sostituendo automaticamente la precedente.

Piñera: "Nel referendum ha trionfato la democrazia"

Il presidente cileno Sebastián Piñera ha dichiarato che "i cileni hanno espresso la loro volontà, scegliendo una Assemblea costituente che avrà piena uguaglianza tra uomini e donne per redigere una nuova Costituzione per il Cile". "Ciascun voto - ha proseguito - ha avuto lo stesso valore, ha trionfato la cittadinanza e la democrazia, l'unità sulla divisione, la pace sulla violenza,e questo è un trionfo dei cileni. Questo trionfo della democrazia ci deve riempire di gioia e speranza, perché abbiamo dimostrato che il dialogo è più fecondo dell'intolleranza". Questo referendum, ha concluso, "non è la fine, ma l'inizio di un cammino che tutti insieme dobbiamo percorrere per arrivare alla nuova Costituzione che (...) deve essere la casa di tutti". Fin dalla diffusione dei primi dati, migliaia di cileni si sono riversati nelle strade del centro di Santiago, e di molte altre città cilene (Iquique, La Serena, Valparaíso, Santiago, Talca, Concepción e Punta Arenas) per celebrare la vittoria. Nella Plaza Baquedano della capitale, ribattezzata da un anno Plaza Dignidad, i manifestanti hanno esposto un enorme striscione in cui si leggeva 'Plaza Dignidad, non dimentichiamo il 1973', anno del cruento colpo di stato che pose fine al governo di Unidad Popular del presidente Salvador Allende.

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Cambiare la Costituzione ereditata dalla dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990) fu una delle richieste delle persone scese in piazza a manifestare dal 18 ottobre 2019 per rivendicare una società più equa. L'attuale legge fondamentale limita fortemente l'azione dello Stato e promuove l'attività privata in tutti i settori, compresi l'istruzione, la sanità e le pensioni. Per i sostenitori dell'"Apruebo" ("Approvo"), principalmente all'opposizione di centro e sinistra, una nuova costituzione rimuoverà un ostacolo essenziale a riforme sociali di vasta portata in uno dei Paesi con più disuguaglianza dell’America Latina. I difensori del "Rechazo" ("Rifiuto"), che riuniscono i partiti più conservatori, hanno invece sostenuto che sia possibile introdurre cambiamenti nella legge fondamentale, che ritengono abbia garantito la stabilità del Cile negli ultimi decenni, senza sostituirla in toto.

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