Esplosioni a Beirut, oltre 100 morti e migliaia di feriti. Tra loro un militare italiano

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Due boati nella capitale libanese. Si cercano persone sotto le macerie. Secondo media locali e testimoni gli scoppi sarebbero stati molteplici, seguiti da uno fortissimo. Il ministro della Salute: "Aria tossica, chi può lasci città"

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È di 78 morti e 4.000 feriti il bilancio provvisorio di due forti esplosioni che hanno scosso Beirut nel pomeriggio del 4 agosto (FOTO - VIDEO). A fornirlo è il ministero della Sanità libanese, che ha anche invitato chi può a lasciare la capitale. Tra i feriti c'è anche un militare italiano, ha confermato il ministero della Difesa italiano. I militari fanno parte di un'unità del contingente italiano in Libano. Le deflagrazioni hanno fatto crollare anche un edificio di tre piani e si cercano persone intrappolate sotto le macerie. Lo ha riferito, citando fonti mediche locali, il presidente dell'Associazione dei medici stranieri in Italia (Amsi), Fouad Aoudi, in contatto con i colleghi locali. Secondo l'Osservatorio sismologico della Giordania, l'esplosione ha eguagliato l'energia di un terremoto di 4.5 magnitudo sulla scala Richter. 

Materiali esplosivi sequestrati possibile causa

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Diversi video pubblicati sui social mostrano che la zona delle esplosioni è quella del porto, ma le cause degli scoppi sono ancora tutte da definire. Secondo quanto riporta la stampa locale una delle esplosioni avrebbe colpito un magazzino che conteneva materiale esplosivo. Secondo una fonte di sicurezza citata dai media locali, l'esplosione è scaturita da "un carico di 2.750 tonnellate di ammonio". Una circostanza confermata anche dal presidente libanese Michel Aoun, che ha definito "inaccettabile" il fatto che tutto quel materiale esplosivo sia rimasto immagazzinato per sei anni nel porto di Beirut senza misure di sicurezza. Secondo l'emittente Lbci l'esplosione sarebbe avvenuta nelle operazioni di manutenzione per chiudere una falla nel recinto e impedire furto del materiale, che è utilizzato come fertilizzante ma anche come componete di esplosivo, e che sarebbe stato confiscato nel 2013 da una nave moldava diretta verso l'Africa.

La dinamica

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Non è ancora chiara la dinamica di quanto avvenuto, ma diversi video ripresi da edifici non lontani dal porto di Beirut e diffusi sui social mostrano le esplosioni. L'ultima in particolare sembra aver avuto effetti catastrofici. Nei filmati prima si vede una nuvola di fumo nero levarsi nel cielo, poi una serie di piccole deflagrazioni in quello che sembra essere un incendio, e infine una gigantesca esplosione che scatena una fortissima onda d'urto. L'ambasciata degli Stati Uniti a Beirut ha invitato coloro che si trovano nell'area dell'esplosione a "rimanere al chiuso e a indossare maschere se disponibili" perché sono segnalati gas tossici rilasciati dalla potente deflagrazione che ha devastato l'area del porto.

Numerosi danni e tanti cittadini per strada

Dal luogo delle esplosioni si è innalzata una grossa colonna di fumo e si parla di numerosi danni a case e vetri in frantumi, con tanti cittadini che si sono riversati per strada. Hamad Hasan, ministro della Sanità libanese, ha parlato di "un numero molto alto di feriti", come riportato dalla Bbc . Il ministro ha anche ribadito che i danni provocati dalle deflagrazioni sono ingenti.  "Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano", ha dichiarato in lacrime il governatore della capitale libanese, Marwan Abboud.

"Aria tossica"

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Il ministro della salute libanese, inoltre, consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. Hasan - citato dai media locali - afferma infatti che materiali pericolosi si sono sprigionati nell'aria dopo le deflagrazioni e potrebbero avere effetti a lungo termine mortali. 

Il presidente Aoun convoca d'urgenza il Consiglio supremo di difesa

Aoun ha convocato, per una riunione urgente in serata, il Consiglio supremo di Difesa, che ha dichiarato Beirut "città sinistrata" e decretato lo stato d'emergenza per due settimane. Il presidente ha inoltre dispiegato tutte le forze militari per fare fronte all'emergenza e sono stati avviati pattugliamenti nei quartieri più colpiti. Il premier Hassan Diab inoltre ha decretato che mercoledì, 5 agosto, in Libano sarà una giornata di lutto nazionale e ha chiesto ai "Paesi amici" di aiutare il Libano. "Lancio un appello urgente a tutti i Paesi fratelli che amano il Libano a stare al suo fianco e ad aiutarci a guarire le nostre ferite profonde", ha detto il premier in un discorso televisivo

Israele: "Nessun legame con le esplosioni"

Fonti israeliani qualificate, citate da Reuters, hanno sottolineato che Israele non ha alcun legame con le esplosioni avvenute al porto di Beirut. Anche Hezbollah ha dichiarato che la deflagrazione non è stata causata da missili. Tel Aviv ha anche offerto al governo libanese - attraverso intermediari internazionali - "aiuti umanitari e medici e immediata assistenza di emergenza". L'iniziativa è del ministero degli Affari esteri guidato da Gabi Ashkenazi e del ministero della difesa di Benny Gantz. Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha detto che Israele condivide "il dolore del popolo libanese e offre sinceramente il suo aiuto un questo momento difficile". 

Tra le vittime il segretario del partito Kataeb

Tra le vittime c'è anche un importante politico locale, il segretario generale del Partito Kataeb, Falangi Libanesi, Nizar Najarian: colpito alla testa, è morto poco dopo. Falangi Libanesi è un partito nazionalista e cristiano maronita. Ferito anche il deputato Nadim Gemayel ha riportato un trauma cranico ed è tra le centinaia di persone ricoverate all'ospedale dell'Hotel Dieu. Anche Tarek Merhebi, deputato di Movimento il Futuro, è stato ferito ed è stato ricoverato presso l'ospedale di Clemenceau.

Conte: "Faremo tutto il possibile per il Libano"

"Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L'Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenerlo. Con la Farnesina e il ministero della Difesa stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Di Maio: "Italia vicina agli amici libanesi"

Numerose le reazioni dei governi di tutto il mondo. Da Roma un tweet della Farnesina, con le parole del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "L'Italia è vicina agli amici libanesi in questo momento tragico. I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime, a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, e alle persone ferite, a cui auguriamo una pronta guarigione".

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