Atlanta, morte Rayshard Brooks: accusato di omicidio l’ex-agente di polizia che ha sparato

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Garrett Rolfe, l'ex poliziotto che ha ucciso il 27enne afroamericano nel parcheggio di un fast food, ora rischia il carcere a vita - senza possibilità di libertà condizionale - o la pena di morte. Il legale: ha temuto per la sua sicurezza 

Undici capi di accusa, tra cui quello di omicidio. Garrett Rolfe, l'ex agente di polizia che ha sparato, colpendolo a morte, a Rayshard Brooks ad Atlanta, nel parcheggio di un fast food (LE IMMAGINI DEL LOCALE INCENDIATO PER PROTESTA), ora rischia il carcere a vita - senza possibilità di libertà condizionale - o la pena di morte. Il suo collega, Devon Brosnan, è stato invece accusato di aggressione aggravata e violazione del giuramento per aver calpestato la spalla di Brooks quando era a terra e non averlo soccorso. Il legale di Rolfe ha sostenuto invece che il suo assistito "ha reagito dopo aver sentito un colpo di arma da fuoco e visto una luce davanti a sé. Temendo per la sua sicurezza e per quelle dei civili nell'area ha lasciato il taser e sparato verso l'unica porzione di Brooks davanti a lui, la schiena" (LE PROTESTE PER L'OMICIDIO AD ATLANTA).

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"Brooks non si è presentato come una minaccia", ha ribadito invece il procuratore distrettuale della contea di Fulton, Paul L. Howard Jr, spiegando che Rolfe ha colpito due volte alla schiena il ragazzo afroamericano, gli ha dato un calcio mentre era a terra e poi dichiarato di "averlo preso". Nel presentare le accuse, Howard ha messo in evidenza che Brosnan sta collaborando con le autorità e ha "deciso di testimoniare. Ci ha detto che in un paio di giorni prevede di rilasciare una dichiarazione sulla colpevolezza di Rolfe. Plaude all'impegno di Brosnan anche la famiglia di Brooks. "Anche nei momenti bui bisogna cercare di vedere la luce. E la cosa positiva di questa situazione è il coraggio dell'agente Brosnan di dire che quello che è accaduto è sbagliato. Sono agenti così che possono cambiare la polizia”, ha detto Chris Stewart, il legale della famiglia. Un avvocato di Brosnan ha però negato che l’uomo abbia accettato di essere un testimone dell'accusa e ha detto che non si è dichiarato colpevole di nulla.

“Vietato sparare a chi scappa”

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Nel corso della conferenza stampa per la presentazione delle accuse il procuratore ha aggiunto inoltre che agli agenti di Atlanta è vietato sparare a chi sta scappando: "la città vieta ai pubblici ufficiali di usare il taser nei confronti di qualcuno che sta scappando. Quindi non si può sparare neanche con un'arma da fuoco".

L'ex agente avrebbe insabbiato sparatoria nel 2015

I media statunitensi hanno raccontato che Rolfe è stato accusato in passato di aver insabbiato una sparatoria in cui era uno dei protagonisti insieme ad altri suoi colleghi. Secondo alcuni documenti relativi al 2015, nell’agosto 2015 Garrett Rolfe e altri due agenti avevano sparato contro Jackie Jermaine Harris, che stavano inseguendo perché alla guida di una vettura rubata. La sparatoria non è mai stata riportata dagli agenti. Harris, come Brooks, è un afroamericano.

Agenti protestano dopo accuse a colleghi per Brooks

Ieri però, rivela la Cnn, molti agenti di Atlanta hanno protestato dopo le accuse avanzate contro Garrett Rolfe e Devon Brosnan. Alcuni di loro si sono dichiarati malati, altri sono andati al posto di lavoro ma non hanno risposto alle chiamate al 911. Una sponda è arrivata anche dal presidente Trump secondo cui “la polizia non è trattata in modo giusto in questo Paese. Non si può resistere alla polizia in quel modo", ha detto riferendosi allo scontro fra gli agenti e Brooks.

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