Coronavirus Germania, ministro Salute: "La fine della pandemia è lontana"

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Ministro Spahn: "La situazione nei Laender è molto diversa”. Presentata bozza legge per potenziamento test. Berlino sceglie app tracciamento con approccio decentralizzato. Limitazione viaggi all'estero prorogata a 14 giugno. Nel Paese 3 milioni in cassa integrazione

"La pandemia è ben lontana dall'essere finita". L’annuncio è stato fatto dal ministro tedesco della Salute Jens Spahn, che si è presentato alla stampa per spiegare il secondo pacchetto di leggi per la protezione della salute dei cittadini dopo la seduta di gabinetto di oggi (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). Nei giorni in Germania l'indice di contagio da coronavirus R0 era risalito per la prima volta da marzo, appena dopo che erano entrate in vigore le misure di allentamento. Oggi il ministro Spahn ha affermato che il pacchetto di misure rispecchia bene la "complessità della pandemia", difficile da affrontare e la cui gestione non si può ridurre a dei numeri. Il ministro ha poi sottolineato che la situazione in Germania è molto differenziata nei diversi Laender. Spahn ha anche ricordato che "la Germania è solidale con i suoi vicini europei. Abbiamo trattato molti pazienti europei nei nostri ospedali, ed è chiaro che vogliamo assumerci i costi delle cure somministrate". La Germania ha accolto oltre 200 pazienti affetti da Coronavirus, da altri Paesi europei, in condizioni critiche, fra cui anche 44 italiani (LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO - LE TAPPE - LE GRAFICHE).

Berlino: in bozza legge potenziamento dei test

Nella bozza presentata oggi,  c’è un potenziamento dei test per il coronavirus, i cui costi saranno sostenuti dalle casse sanitarie, e investimenti fino a 50 milioni di euro per i 375 enti sanitari, che dovranno occuparsi di seguire le catene di contagio in Germania. Previsti anche i cosiddetti "corona bonus" per il personale sanitario: gli infermieri delle case di cura riceveranno un "premio" una tantum da 1000 euro (MASCHERINE GRATIS A BERLINO).

App tracciamento: Germania sceglie sistema Google-Apple

La Germania ha deciso di appoggiare la tecnologia proposta da Apple e Google per l'app di tracciamento del contagio da coronavirus, preferendo quindi un approccio decentralizzato. Helge Braun, medico e ministro della Cancelleria federale, tedesca, insieme a Jens Spahn, ministro della Salute, hanno riferito in una dichiarazione congiunta che Berlino adotterà un approccio decentralizzato abbandonando l'alternativa prevista inizialmente che avrebbe consentito alle autorità sanitarie il tracciamento centralizzato. Una decisione che va nella direzione opposta a quella assunta dal servizio sanitario britannico (Nhs) che userà un proprio sistema centralizzato di tracciamento dei contratti. L'approccio di Apple e Google sembra offrire più garanzie dal punto di vista della privacy e anche semplificare il lavoro degli sviluppatori grazie a specifiche interfacce di programmazione (Api) che aiutano l'attivazione del tracciamento dei contatti sia per iPhone sia per i dispositivi Android (I PAESI CON IL MAGGIOR NUMERO DI CASI - LOCKDOWN E RIAPERTURE NEL MONDO).

Ministro tedesco: avvisi viaggi fino al 14 giugno

Sempre oggi, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha confermato che in Germania gli avvisi sui viaggi su scala globale, a causa del coronavirus, saranno prorogati fino al 14 giugno. La notizia era già trapelata dalla Dpa. "Non siamo ancora arrivati al punto di poter raccomandare di viaggiare senza preoccupazione", ha spiegato il ministro (LE INDICAZIONI DELLA FARNESINA SULLA GERMANIA).

Almeno 3 milioni in cassa integrazione

Sul lato economico, almeno tre milioni di persone, a marzo e ad aprile, sono andate in cassa integrazione in Germania, a causa dell'impatto del coronavirus, ha spiegato il ministro dell'Economia Peter Altmaier in conferenza stampa a Berlino. L'aumento del tasso di disoccupazione, che su base annua potrebbe arrivare al 5,8%, stando alle stime di primavera del governo, è molto contenuto proprio dal grande sostegno messo in campo dallo Stato.

Una impresa su 3 teme insolvenza in Germania

Stando a un sondaggio dell'Ifo, le misure contro la pandemia in Germania allarmano molti: una impresa su tre teme il fallimento, ha reso noto l'istituto economico oggi a Monaco. Secondo il rilevamento, il 29,2% del campione teme l'insolvenza, e il 52,7% afferma di avere margine di sopravvivenza fino a sei mesi. La situazione è particolarmente critica nel commercio al dettaglio, dove il 44,9% ha risposto di poter reggere per tre mesi. "Si tratta di numeri inquietanti, che preannunciano un'ondata di insolvenze", ha commentato Klaus Wohlrabe, dell'istituto.

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