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Aereo ucraino caduto in Iran: cosa sappiamo finora

le tappe della tragedia

8' di lettura

Il Boeing 737 è precipitato mercoledì 8 gennaio poco dopo il decollo da Teheran: 176 morti. L’Iran dopo alcuni giorni ha ammesso che il velivolo è stato colpito per errore dalle proprie forze di difesa aerea che lo hanno scambiato per un “aereo nemico”

Mercoledì 8 gennaio un Boeing 737 ucraino è precipitato poco dopo il decollo da Teheran, in Iran, causando la morte di 176 persone (FOTO). A bordo del volo c'erano 82 cittadini iraniani e 63 canadesi. Trasportava anche 11 ucraini, 10 svedesi, quattro afgani, tre tedeschi e tre britannici (CHI ERANO LE VITTIME). L’aereo era diretto a Kiev.

Per alcuni giorni sono state fornite diverse spiegazioni per la tragedia. L'11 gennaio poi, l'Iran ha ammesso le proprie responsabilità: la tv di stato iraniana, citando fonti militari, ha spiegato che l’aereo di linea ucraino è stato “erroneamente” e “involontariamente” preso di mira "per un errore umano" dalle proprie forze di difesa aerea che lo hanno scambiato per un “aereo nemico” (LE FOTO DEL MOMENTO DELL'IMPATTO).

Le prime informazioni invece parlavano di un possibile incendio al motore all'origine dell’incidente, con Teheran che aveva escluso la pista “terroristica”. Poi nelle ore successive si era fatta strada la possibilità che il velivolo fosse stato colpito da un missile partito da una batteria anti-aerea iraniana, proprio nelle ore in cui avveniva l'attacco iraniano alle basi americane in Iraq. Un'ipotesi rilanciata inizialmente da Newsweek e Cbs, che hanno citato fonti Usa qualificate secondo cui l'abbattimento sarebbe stato involontario. Più tardi è spuntato un video - pubblicato all'inizio dal New York Times - che mostrerebbe il momento dell'impatto con il missile (FOTO).

"Forse qualcuno ha commesso un errore", ha commentato Donald Trump. Anche Canada e Regno Unito hanno confermato la tesi americana. "Abbiamo le prove", ha dichiarato il premier canadese Justin Trudeau.

Ecco cosa sappiamo finora (GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI). 

Il decollo e lo schianto

Il volo 752 dell’Ukraine International Airlines è decollato intorno alle 6 e 12 minuti dell’8 gennaio dall’aeroporto di Teheran. Al momento della partenza non aveva manifestato alcun tipo di problema. A due minuti dal decollo - alle 6 e 14 -, quando l’aereo aveva iniziato a prendere quota, le comunicazioni con la torre di controllo si sono improvvisamente interrotte e il velivolo ha iniziato a precipitare da un'altezza di 2,4 chilometri senza inviare più ulteriori segnali.

I video in cui si vede l’aereo in fiamme

Alle 6 e 18 un abitante di Fardousiye, città che si trova a 5 km dal punto dello schianto - a Khajal Abad -, riprende in un video le immagini del disastro aereo. Dal filmato è possibile avere conferma che l’aereo, una volta precipitato, era in fiamme. CCTV diffonde un secondo video in cui si vede il momento dell’impatto vicino a un campo di calcio. Il velivolo "è scomparso dagli schermi radar quando ha raggiunto i 2.400 metri (8.000 piedi). Il pilota non ha inviato alcun messaggio radio sulle circostanze straordinarie. Secondo testimoni, a bordo dell'aereo è stato visto un incendio che è cresciuto di intensità", riferisce l'aviazione civile iraniana che ha detto di aver interrogato testimoni sia a terra che a bordo di un secondo aereo che stava volando sopra il Boeing 737 ucraino. "L'aeromobile, che originariamente si stava dirigendo a Ovest fuori dall'area dell'aeroporto, ha virato a destra dopo che si è verificato un problema e i piloti avevano avviato una manovra per tornare indietro al momento dello schianto", scrive l'Organizzazione per l'aviazione civile iraniana sul suo sito web.

I primi soccorsi

Alle 7 e 37 la Croce Rossa iraniana annuncia su Twitter di avere inviato i primi soccorsi sul luogo dell’incidente. Non vengono trovati sopravvissuti. Il bilancio è di 176 vittime. Viene recuperata la scatola nera dell’aereo che sarà sarà esaminata da tecnici iraniani.

Le foto dei danni e le prime ipotesi di abbattimento

Intorno alle 10 e 15 iniziano a girare sui social network alcune foto dei rottami dell’aereo: un gruppo di esperti aviatori avanza l’ipotesi che il velivolo sia stato abbattuto da un missile. A riprova di ciò sostengono che i fori presenti sull’aereo sarebbero stati causati da schegge conseguenza dell’esplosione di un missile. Ma numerosi esperti obiettano che, dopo un esame più accurato, quelli che sembrano buchi da schegge risultano in realtà sassi e fori da impatto con alcuni detriti.

La versione di Teheran

Teheran aveva inizialmente escluso le ipotesi di "terrorismo" o di impatto con un missile, circolate subito dopo l'incidente. Le autorità iraniane, però, annunciano di non voler consegnare alla Boeing né agli Usa le due scatole nere recuperate tra i detriti.

L’ipotesi di un’avaria

In un primo momento, le agenzie di intelligence occidentali scartano l'ipotesi che il Boeing 737 sia stato colpito da un missile. A rivelarlo è una fonte d'intelligence canadese, citata da Ynet, il sito del giornale israeliano Yedioth Ahronot. L'ipotesi condivisa, spiega la fonte, è quella di un'avaria tecnica. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non esclude però l'ipotesi dell'attacco: "Tutte le possibili interpretazioni su quanto accaduto devono essere esaminate", scrive in un post su Facebook, aggiungendo che esperti ucraini andranno a Teheran per collaborare alle indagini e per recuperare i corpi dei connazionali.

La pista dell’abbattimento

Nel pomeriggio di giovedì 9 gennaio inizia però a circolare con sempre più insistenza la pista dell’abbattimento. Secondo Newsweek, che cita tre fonti - una del Pentagono, una dell'intelligence Usa e un'altra dell'intelligence irachena - l’aereo sarebbe stato colpito da un missile terra-aria Tor M-1, di fabbricazione russa, noto come Gauntlet presso la Nato. La batteria anti-aerea iraniana sarebbe stata attiva contro possibili risposte ai raid compiuti contro gli obiettivi americani. Secondo le fonti, la batteria - che era attiva perché in quelle stesse ore era in corso il raid missilistico iraniano contro le due basi irachene che ospitano militari statunitensi - è partita per errore. Dopo Newsweek, anche la Cbs accredita la tesi dell'abbattimento. In particolare, secondo le fonti citate dall'emittente Usa, l'intelligence americana avrebbe intercettato segnali di due missili lanciati dagli iraniani, probabilmente degli SA-15, seguiti poco dopo da un’esplosione. Il presidente statunitense Donald Trump commenta: "Qualcuno potrebbe aver commesso un errore". L'ipotesi che il Boeing sia stato abbattuto da un missile è "senza senso", sostiene invece il responsabile dell'aviazione civile e viceministro dei Trasporti iraniano, Ali Abedzadeh.

Anche Canada e Regno Unito confermano la tesi Usa

Più tardi anche Canada e Regno Unito confermano le tesi americane. Il premier canadese Justin Trudeau - a bordo del volo c'erano 63 suoi connazionali - dice che "secondo numerose fonti di intelligence" l'Iran ha abbattuto con un missile l'aereo ucraino. Poi aggiunge: "Le prove raccolte indicano che potrebbe essere stato colpito non intenzionalmente". Dopo qualche ora anche il premier britannico Boris Johnson conferma che, secondo le informazioni in suo possesso, il Boeing è stato abbattuto da un missile iraniano.

Il video del Nyt

Nella serata del 9 gennaio spunta un video, ottenuto e pubblicato dal New York Times, che mostrerebbe il momento in cui il Boeing 737 ucraino è stato colpito da un missile alcuni minuti dopo essere decollato dall'aeroporto di Teheran. Le immagini mostrano come il missile abbia centrato l'aereo, senza però provocare un'esplosione immediata: il velivolo ha continuato a volare per diversi minuti ancora, cercando di tornare indietro verso lo scalo della capitale iraniana. Altri video visti dal Nyt, poi, mostrano il momento in cui l'aereo in fiamme è esploso e precipitato.

L'ammissione dell'Iran

L’11 gennaio l’Iran ha infine ammesso le proprie responsabilità parlando di un “errore umano”. La tv di stato iraniana ha dato la notizia che l’aereo è stato “erroneamente” e “involontariamente” preso di mira dalle forze di difesa aerea iraniane che lo hanno scambiato per un “aereo nemico”. Scusandosi e porgendo le condoglianze alle famiglie delle vittime, il Quartier generale delle Forze armate iraniane afferma, in un comunicato, che metterà in atto "riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro" e che perseguirà legalmente "coloro che hanno commesso l’errore”. “Siamo profondamente dispiaciuti per questo disastroso errore”, ha scritto su Twitter il presidente iraniano Rohani. Il ministro degli Affari esteri iraniano Zarif ha affermato che "l'errore umano" dietro all'abbattimento dell'aereo di linea ucraino da parte delle forze armate dell'Iran è accaduto nel "momento di crisi causato dall'avventurismo degli Usa".

Data ultima modifica 11 gennaio 2020 ore 08:15

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