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Brexit, May incontra Juncker e spera nell'accordo. Il Labour apre al secondo referendum

2' di lettura

Il presidente della Commissione europea e la premier britannica si sono incontrati a margine del vertice Ue-Lega Araba. Tusk: rinvio sarebbe una "soluzione razionale". Conte: "Stiamo valutando la possibilità di aggiungere una dichiarazione sul backstop irlandese"

Jean-Claude Juncker e la premier britannica Theresa May, nel loro bilaterale di oggi a Sharm el-Sheikh, hanno affrontato la questione Brexit compiendo "buoni progressi sui tre dossier di lavoro identificati nella loro riunione del 20 febbraio", come ha fatto sapere una portavoce della Commissione europea (LE PAROLE CHIAVE DELLA BREXIT). I due leader, in particolare, si sono concentrati sulla dichiarazione politica, sul processo di lavoro sulle disposizioni alternative per il futuro e su eventuali garanzie supplementari sul backstop. Juncker e May, a margine del vertice Ue-Lega Araba, hanno anche concordato sulla necessità di concludere il lavoro su Brexit in tempo utile, prima del Consiglio europeo del 21 marzo (LE TAPPE). Ma sul divorzio di Londra dall'Unione europea oggi è tornato anche il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Per lui estendere l'articolo 50, per evitare un addio di Londra a Bruxelles senza accordo, sarebbe "una soluzione razionale" e l'Ue "dimostrerebbe comprensione". 

Il Labour pensa al secondo referendum

Intanto, con lo spettro del “no deal” sempre più concreto, il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, alla fine ha ceduto alla pressione di attivisti e “remainer”: ha annunciato che il suo partito "proporrà o sosterrà" un nuovo referendum sulla Brexit. E' l'ultimo clamoroso colpo di scena in un caos politico da cui non si vede via di uscita, a poco più di un mese dal 29 marzo, la data per cui è fissata l'uscita del Regno Unito dall'Ue.

Conte: "Si valuta dichiarazione su backstop Irlanda"

Il premier italiano, Giuseppe Conte, impegnato ieri sera in un bilaterale proprio con May, ha spiegato che "arrivare a un deal è interesse di tutti, ma il problema vero è che c'è un accordo a cui abbiamo lavorato a lungo e non è possibile stravolgerlo o cambiarlo. Quindi stiamo valutando la possibilità di aggiungere una dichiarazione sul backstop irlandese, una dichiarazione suppletiva all'accordo" che andrebbe finalizzata "entro la fine di marzo". 

Nuovo incontro

Intanto domani il capo negoziatore della Ue per la Brexit, Michel Barnier, riceverà nuovamente il team della premier britannica a Bruxelles, per continuare a lavorare in uno “spirito costruttivo”.

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