Antonio Di Fazio, gip: “Un suo amico pluripregiudicato intimidì una delle vittime”

Lombardia

L’uomo, "contiguo" alla criminalità organizzata "ndranghetista", si sarebbe appostato fuori dal tribunale di Milano “per seguirla con lo sguardo con fare minaccioso, incutendo timore”. Lo si legge nella nuova ordinanza notificata in carcere per altri cinque casi, compreso il tentato omicidio dell’ex moglie, a carico del manager, che sarà interrogato domattina dal gip

Quando una delle vittime dell'imprenditore farmaceutico Antonio Di Fazio si presentò il 24 maggio in Procura a Milano per deporre, pochi giorni dopo l'arresto del 50enne accusato di aver stordito con benzodiazepine una studentessa e averla violentata, un suo amico "pluripregiudicato" e "contiguo" alla criminalità organizzata "'ndranghetista" si sarebbe appostato fuori dal tribunale di Milano per seguirla "con lo sguardo con fare minaccioso, incutendo timore". Lo si legge nella nuova ordinanza su richiesta del pm Menegazzo e dell'aggiunto Mannella, notificata in carcere per altri 5 casi, compreso il tentato omicidio della ex moglie, a carico di Di Fazio, che sarà interrogato domattina dal gip.

Il racconto della vittima: "Pericoloso e amico di Di Fazio"

Nella parte in cui tratta del pericolo di inquinamento probatorio, contestato a Di Fazio assieme a quelli di fuga e reiterazione del reato, il gip Chiara Valori, spiega che una delle vittime dell'imprenditore, tutte stordite con sostanze narcotizzanti e poi abusate, ha raccontato di aver visto "una volta all'interno degli uffici di Global Farma", l'impresa del manager. Lo ha descritto come "calabrese pericoloso e amico del Di Fazio" spiegando che aveva lasciato "una borsa contenente un telefono e una pistola" e aveva detto: "la borsa resta qua perché devo andare ai piani alti a parlare e non voglio essere intercettato". Sempre la donna, che sarebbe stata violentata più volte tra l'ottobre e il dicembre 2020 dopo che il 50enne aveva messo benzodiazepine "in bevande e integratori" e anche alla presenza del "figlio minore", ha messo a verbale di aver notato la presenza dello stesso uomo, poi identificato "in N.L.V." il 24 maggio fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano, mentre lei si apprestava ad andare a parlare coi pm. Lo stesso avrebbe anche "avvicinato" la sorella della vittima.

Il gip: "Numerosi contatti almeno telefonici con manager"

"Numerosi - scrive il gip - sono risultati i suoi contatti almeno telefonici con il Di Fazio e la sua presenza presso gli uffici della Global Farma". Anche un'altra delle donne, "drogata e abusata per giorni" e il cui caso assieme agli altri è riportato nell'ordinanza, ha raccontato agli inquirenti che un altro conoscente di Di Fazio l'avrebbe "contattata" proprio il giorno dopo la "cattura dell'indagato", il 21 maggio. E ha cercato di "convincerla a non sporgere denuncia". Da qui il pericolo di inquinamento delle prove anche perché, spiega il gip, si avvicina "la data prevista per la deposizione testimoniale di quattro delle persone offese in incidente probatorio", il 17 dicembre. Di Fazio, si legge nelle 52 pagine di ordinanza, "può disporre di terzi per cercare di incutere timore" nelle vittime.

Una vittima: "Non l'ho mai denunciato, avevo molta paura di lui"

"Io volevo denunciarlo ma non l'ho mai fatto perché ho sempre avuto molta paura di lui, che mi diceva di avere conoscenze molto importanti e potenti, tanto che anche la denuncia di maltrattamenti fatta dalla moglie nei suoi confronti era stata archiviata". Lo ha raccontato a verbale una delle vittime di Di Fazio. Una delle vittime, che avrebbe subito abusi tra giugno e luglio 2020 dopo essere stata narcotizzata, così come le altre, ha raccontato, dunque, ai pm le intimidazioni che Di Fazio metteva in atto affinché non denunciasse. Diceva di essere "una persona con conoscenze importanti anche nell'ambito dei servizi segreti e della criminalità organizzata". Continui, scrive il gip, i suoi "tentativi di blandire, denigrare, minacciare e persino perseguitare le persone offese".

"Sono stata a Milano e mi hanno addormentata con un liquido rosa e poi ho perso la memoria", scriveva la donna in un messaggio inviato il 20 luglio 2020 ad un amico. La modella ha messo a verbale di essere entrata in contatto con Di Fazio "tramite Fabrizio Brignolo, persona bene inserita nel mondo dello spettacolo" e il cui nome era già emerso negli atti. Quest'ultimo le aveva proposto un lavoro di "accompagnatrice" dell'imprenditore. La giovane, tra l'altro, ha messo a verbale anche di essere stata "inaspettatamente contattata dal Brignolo anche la sera del 22 maggio 2021", dopo che l'imprenditore era già stato arrestato, e lui "l'aveva espressamente pregata di non denunciare i fatti che l'avevano riguardata". La stessa ultima "fidanzata" di Di Fazio, anche lei tra le vittime, ha spiegato di "aver conosciuto" l'imprenditore tramite Brignolo che l'aveva contatta su Instagram. Le aveva fissato "un appuntamento presso la sua azienda", quella di Di Fazio, e lei sperava "in una buona opportunità di lavoro". Tra ottobre e dicembre 2020, scrive il gip, l'imprenditore "le ha quotidianamente somministrato sostanze narcotizzanti, spacciandole ora per medicinali contro il Covid, ora per cure miracolose".

Una testimone: "Aveva un'ossessione nei confronti di mia figlia"

"È iniziato un incubo poiché il Di Fazio veniva tutti i giorni da Milano (...) io e mia figlia l'abbiamo addirittura visto al cimitero dove andavamo spesso. Aveva una vera ossessione nei confronti di mia figlia e ho avuto davvero molta paura per mia figlia che viveva in uno stato di angoscia". È una delle tante testimonianze - in questo caso della madre di una giovane che era fidanzata con l'imprenditore farmaceutico - contenute nella nuova ordinanza. "Quando mia figlia si è resa conto che Di Fazio era un millantatore - ha spiegato la testimone - e che ci aveva messo in ginocchio, creandoci solo problemi economici, si è allontanata da lui". A quel punto è iniziato "l'incubo" e "noi cercavamo di evitare di lasciare sola nostra figlia".

"Serialità condotte costante almeno dal 2008"

Il gip, sempre nella nuova ordinanza, scrive che la "serialità delle condotte" dell'imprenditore è "costante almeno a partire dal 2008", anno in cui l'uomo avrebbe iniziato a violentare, sempre dopo averla narcotizzata, sua moglie. Il gip chiarisce anche che il suo comportamento è diventato anzi "progressivamente sempre più spregiudicato, pervasivo e violento". E allo stesso tempo "più subdolo e raffinato, proprio allo scopo di indurre le vittime in uno stato confusionale mentale tale da impedire loro di ricordare" e qualsiasi "reazione". Negli atti si evidenzia la sua "perversione".

"Ricerca esperienze 'dal vivo' analoghe a quelle viste in rete"

Nelle indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Milano Porta Monforte, coordinati dal pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunto Letizia Mannella, è stata accertata da parte di Di Fazio la "ripetuta e frequente ricerca di immagini sul web riferite a 'ragazze addormentate/narcotizzate con il cloroformio' sin dal 2016" e una "ricerca di esperienze 'dal vivo' analoghe a quelle viste in rete". Il giudice formula nel provvedimento "una prognosi aspramente negativa per il futuro anche perché, allo stato, Di Fazio non pare aver mostrato alcun segnale di presa di consapevolezza della gravità delle proprie condotte". Si parla negli atti di "utilizzo smodato di benzodiazepine, somministrate in modo occulto alle persone offese in quantitativi sempre maggiori". Le vittime hanno parlato a verbale, si legge ancora, di "effetti pesantissimi sulle loro condizioni fisiche" a causa di un "dosaggio" ritenuto "abnorme". Il gip mette in luce "la pervicacia delle condotte, la capacità affabulatoria e l'alacrità con cui" Di Fazio "ha cercato di sviare le indagini". C'è anche il pericolo che l'uomo fugga, si legge, dati gli "accertati legami con la Repubblica di San Marino presso cui lavora la sorella", medico, che potrebbe costituire per lui "un rifugio". Lo stesso Di Fazio, intercettato il 5 aprile scorso, diceva, sapendo già di essere stato denunciato dalla prima studentessa: "Questo casino qua finisce, quando Antonello (ossia egli stesso) molla sto c.... di paese ... vende tutte le aziende (...) io intanto me ne vado".

"Aveva un blocchetto di ricette mediche in bianco con la firma della sorella"

Secondo quanto si legge nel provvedimento firmato dal gip, il manager aveva addirittura un "blocchetto di ricette mediche in bianco" con la firma della sorella medico Maria Rosa per prescrivere ed acquistare le benzodiazepine con cui stordiva le sue giovani vittime al punto da cancellare in gran parte i loro ricordi degli abusi e violenze subiti. "Tali farmaci", non vendibili se non dietro prescrizione, "sono stati sempre somministrati in modo subdolo e fraudolento (...) talvolta mescolati a bevende - scrive il giudice - talaltra spacciandoli per integratori o fermenti lattici, in alti ancora inserendoli direttamente nella bocca di persone semi-incoscienti" con lo scopo "di prolungare lo stato di stordimento e di incapacità". Dall'ordinanza viene a galla, oltre al rapporto con la sorella, anche lo schema con cui avrebbe attirato le vittime, quasi tutte modelle, nella sua trappola: la ricerca di una hostess e ragazza immagine per cene di lavoro e incontri di rappresentanza che puntualmente veniva rintracciata e proposta dall'amico e comico Fabrizio Brignolo. Si trattava comunque di giovani in cerca di lavoro con cui inizialmente avrebbe avuto "un approccio persuasivo e seduttivo" per poi somministrare prodotti narcotizzanti e mettere in atto il suo piano criminale.

Le violenze contestate

Nell'ordinanza vengono contestati a Di Fazio, "tra il 2008 e il 2017", episodi di violenza sessuale aggravata dall'uso di sostanze narcotizzanti ai danni di una 27enne, commessi tra ottobre e dicembre 2020, e poi altri abusi dello stesso genere nei confronti di una donna di 30 anni, anche lei fotografata "in stato di incoscienza", tra ottobre e dicembre 2019. E poi ancora altre violenze dal 5 all'8 marzo del 2021 su una 33enne, con le benzodiazepine sciolte in un "gin tonic". E poi ancora lo stesso schema con una 35enne tra giungo e luglio del 2020. Tra le imputazioni anche le violenze sessuali aggravate per almeno tre volte in 4 anni, dal 2008 e fino al febbraio 2012, ai danni della ex moglie, la quale presentò contro di lui ben 13 denunce tra il 2009 e il 2016. Lei sarebbe rimasta anche vittima di un tentato omicidio il 4 maggio del 2014, quando Di Fazio l'avrebbe accecata con dello spray urticante e l'avrebbe colpita "sulla fronte con una chiave inglese". Poi, le avrebbe messo anche una corda attorno al collo dicendole "tu da questo appartamento non uscirai più". Infine, una lunga serie di maltrattamenti ai danni sempre dell'ex moglie (qualificati dal gip come stalking): la "isolava e non le permetteva di frequentare persone terze", le "impediva di prendere la cittadinanza italiana", le aveva tolto il telefono "per impedirle di contattare i familiari e minacciava di morte suo padre". Quando nel 2009 era riuscita ad andarsene di casa col figlio, "la molestava telefonicamente, la pedinava quotidianamente" e installava anche delle "microspie" nel suo appartamento. E avrebbe creato pure "false email a suo nome".

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