Omicidio Voghera, Adriatici ai domiciliari in una località segreta

Lombardia

L'assessore è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l'uccisione di Youns El Boussetaoui. Nell'ordinanza con cui conferma i domiciliari, il gip di Pavia scrive di "pericolosità dell'indagato" intesa come attitudine a "porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità"

Il gip di Pavia ha convalidato l'arresto dell'assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, Massimo Adriatici, confermando, per l'uomo politico, gli arresti domiciliari. Adriatici è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l'uccisione di Youns El Boussetaoui (LE PAROLE DEL LEGALE DELLA VITTIMA), avvenuta martedì sera con un colpo di pistola in piazza. L'assessore non si trova più nella sua abitazione, bensì in un luogo segreto. La decisione, a quanto si apprende, è stata presa su richiesta della difesa perché sui social sono apparse immagini della sua abitazione.

Piazza Meardi, il luogo in cui l'assessore alla sicurezza Massimo Adriatici ha sparato ad un uomo davanti al bar Ligure uccidendolo, Voghera, 21 Luglio 2021. ANSA/PAOLO TORRES
©Ansa

Gip: "Assessore consapevole delle sue azioni"

Nell'ordinanza con cui conferma i domiciliari, il gip di Pavia scrive di "pericolosità dell'indagato" intesa come attitudine a "porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità. Ciò che si vuole evidenziare - scrive il gip nell'ordinanza visionata dall'Ansa - è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni". E questo è avvenuto "prima che El Boussettaoui lo colpisse e prima dello stordimento. Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante - scrive il gip -, ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si addivenisse all'evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto". E ciò si ritiene "soprattutto in considerazione della consapevolezza qualificata che si deve richiedere a un uomo con la professionalità dell'indagato per anni nelle forze dell'ordine ed esperto penalista, istruttore delle forze dell'ordine, esperienza in base alla quale l'uomo avrebbe dovuto essere in grado di discernere il rischio effettivamente corso e i valori che era chiamato a bilanciare in tale situazione".

L'interrogatorio

Nella giornata di ieri l'interrogatorio è durato circa tre ore. Fatto davanti al gip di Pavia Maria Cristina Lapi, per la convalida dell'arresto e dei domiciliari dell'assessore. Dopo aver risposto alle domande del gip, l'esponente leghista, che si è autosospeso dalla sua carica, si è allontanato a bordo di un'auto in compagnia dei suoi legali. L'uomo ieri avrebbe esposto nel dettaglio la versione resa nell'immediatezza, secondo cui il colpo sarebbe partito accidentalmente durante una colluttazione.

Un testimone: "Ha preso la mira e ha sparato"

Come riporta La Repubblica, c’è un testimone diretto della morte di Youns El Boussettaoui. Il teste ha descritto una scena del delitto vista da molto vicino: "Ho visto un signore italiano che stava parlando al telefono, Youns lo ha spinto e l’italiano è caduto in terra sulla schiena. A quel punto, mentre era sdraiato, ha estratto la pistola dal fianco e gli ha sparato un colpo a sangue freddo. Dopo essere stato colpito, Youns è corso via con la mano sulla pancia e poi è caduto a terra". E ancora: "Ero a sei, sette metri dalla scena. Quello che sparava, l’ho visto che chiamava l’ambulanza. Poi sono arrivati i carabinieri, poi la polizia".

L'uomo era già stato sentito dai pm e dai carabinieri mercoledì scorso. I legali dei famigliari di Youns El Boussetaoui hanno depositato la testimonianza in cui afferma di aver visto il politico prendere la mira e sparare. Agli inquirenti però, a quanto si apprende, non aveva riportato questa circostanza.

Adriatici trasferito in una località segreta

Dopo l'interrogatorio Adriatici è stato trasferito in una località segreta su richiesta dei legali della difesa. Secondo quest'ultimi l'incolumità del politico sarebbe a rischio dopo che una persona vicina ad ambienti dell'estrema destra vogherese ha postato un video paventando disordini nella manifestazione del pomeriggio e ha inquadrato l'abitazione dell'assessore.

Omicidio Voghera
©Ansa

Il sindaco di Voghera: "Adriatici assessore apprezzato"

Massimo Adriatici, l'assessore alla sicurezza di Voghera agli arresti domiciliari per aver sparato in piazza a Youns El Boussetaoui, trentottenne marocchino conosciuto come Musta, è "persona stimata e rispettata in città di cui abbiamo apprezzato il lavoro di questi mesi,". Lo ha scritto il sindaco Paola Garlaschelli in una lettera agli abitanti della cittadina pavese parlando della "tragedia che si è consumata" e della "strumentalizzazione mediatica che hanno assunto fatti che la magistratura è stata chiamata a chiarire". E ancora: "Sono giorni difficili per la nostra comunità - scrive il sindaco nella lettera aperta -. Siamo increduli per la tragedia che si è consumata, scossi dal clamore che ha investito la nostra città e dalla strumentalizzazione mediatica che hanno assunto fatti che la magistratura è stata chiamata a chiarire. Ed è successo qualcosa di molto grave che inevitabilmente ci induce a riflettere profondamente. Ed è morta una persona in circostanze drammatiche e un assessore della mia giunta, persona stimata e rispettata in città, di cui abbiamo apprezzato il lavoro di questi mesi, è stato travolto da un fatto tragico. Non sta a noi giudicarne le responsabilità o le colpe. Insieme ai colleghi della giunta ed ai consiglieri di maggioranza ho ritenuto che un rispettoso silenzio fosse in questi giorni la scelta più saggia". Infine: "Indagare, ricostruire i fatti ed emettere sentenze non è compito di chi amministra la città, anzi rischierebbe solo di complicare il lavoro delle forze dell'ordine e della Magistratura, che stanno lavorando con grande impegno per accertare le responsabilità dell'accaduto. Voghera è una città oggi ferita come lo siamo noi tutti. Ho il dovere di difenderla e di descrivere la realtà, che è ben diversa da quella che sta emergendo". 

Manifestazione a Voghera: "Vogliamo giustizia"

Sono alcune centinaia, in gran parte di origini arabe, le persone che a Voghera hanno protestato per l'uccisione di Youns El Boussettaoui. Al presidio, organizzato davanti al luogo in cui l'immigrato è stato colpito, anche esponenti di varie realtà di sinistra. "Vogliamo giustizia" scandiscono i manifestanti, che accusavano Adriatici di essere un "assassino" e gridavano  "in galera", "in galera" oltre al nome di Youns.

Il corteo

I manifestanti questo pomeriggio si sono ritrovati in corteo in piazza Meardi." Con il megafono c'era chi invitava a tenere le mani in alto dicendo "non vogliamo casino". Fra i cartelloni, diversi quelli contro la Lega, come la scritta 'Salvini sei contento?' con accanto una svastica. "Via la Lega da Voghera" un altro degli slogan scanditi dai partecipanti. Fra gli intervenuti al microfono in piazza anche Gad Lerner e Bahija, la sorella di Youns, che ha ribadito che lui è stato "ammazzato sparato al cuore" ma era "malato". I manifestanti si sono poi mossi verso il Comune ma, in via Cavour, hanno trovato uno schieramento di polizia in assetto antisommossa. Dopo alcuni minuti di attesa sono retrocessi fino a Piazza della Liberazione. Ma parte di loro, non in corteo, ha raggiunto comunque il municipio dove sono stati scanditi slogan contro l'assessore alla sicurezza Massimo Adriatici: "Assassino, assassino". Non si sono registrati particolari momenti di tensione.

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