Omicidio Voghera, legale della vittima: “Andava curato, non ucciso”

Lombardia
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Così l’avvocato che difende i famigliari dell’uomo morto dopo un colpo di pistola sparato dall’assessore alla Sicurezza: “Non faceva male a nessuno ed era malato”

Il 39enne marocchino Youns El Boussettaoui "andava curato, non ucciso, perché non faceva male a nessuno ed era malato". Lo ha spiegato l'avvocato Debora Piazza, che con il collega Marco Romagnoli difende i famigliari dell'uomo ucciso in piazza a Voghera (nel Pavese) in seguito a un colpo di pistola sparato dall'assessore alla Sicurezza, Massimo Adriatici (CHI È). "Non siamo nemmeno stati avvisati dell'autopsia - ha spiegato il legale - perché pensavano non avesse parenti che invece sono tutti italiani". L'avvocato Piazza ha aggiunto che l'uomo era "fuggito" da una struttura di Vercelli dove era ricoverato per problemi mentali perché voleva tornare in piazza a Voghera, "che diceva essere casa sua". Sempre a Voghera è prevista per oggi l’udienza di convalida del fermo di Adriatici.

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Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco Paola Garlaschelli da ottobre del 2020, è stato arrestato ieri poiché - a quanto emerge dai primi accertamenti - avrebbe esploso un colpo di pistola (che a quanto si è appreso deteneva regolarmente) contro il 39enne dopo una lite tra i due, avvenuta davanti a un bar. Soccorso dagli operatori del 118 alle 22.17, il ferito è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale di Voghera. Le sue condizioni, che all'inizio non sembravano preoccupanti, si sono aggravate rapidamente sino alla morte avvenuta nella notte in ospedale. La vittima era irregolare su suolo italiano e aveva numerosi precedenti: minacce, resistenza a pubblico ufficiale, spaccio, evasione, guida in stato di ebbrezza e senza patente, falso, porto di armi atte a offendere.

Le parole della sorella

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Intanto i familiari della vittima chiedono giustizia. "La mia bambina mi ha chiesto: 'come è uscito quel colpo?'. Se capisce una bambina come non possono capirlo i magistrati", ha detto la sorella del 39enne ucciso, davanti al bar dove è avvenuto l'omicidio. "Era mio fratello - sottolinea -. Pensate se avessero ucciso un fratello vostro". "Vogliamo giustizia - aggiunge suo marito - Giustizia, e che sia giustizia per tutti".

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