Festa Inter, scuola di Saronno scrive a Fontana e Sala: “Scene che ci hanno offeso”

Lombardia
©Ansa

Nella lettera gli alunni della 5B della scuola “Gianni Rodari” manifestano la loro delusione per quanto accaduto ieri in centro a Milano e chiedono maggiore rispetto nei loro confronti: “Vi siete preoccupati di proteggere gli anziani, di accontentare gli adulti durante l’estate. E noi bambini che fine abbiamo fatto? Vi siete dimenticati di noi?”

A seguito degli assembramenti che si sono verificati ieri in centro a Milano dopo la vittoria dello Scudetto da parte dell’Inter (LE FOTO - FONTANA: "ASSEMBRAMENTI PERICOLOSI"), questa mattina gli alunni della classe 5B “Gianni Rodari” di Saronno hanno inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e al sindaco del capoluogo, Giuseppe Sala, nella quale hanno manifestato il loro disappunto per quanto accaduto. “Abbiamo assistito a scene che ci hanno offesi e delusi: folle sterminate di persone che, anche senza mascherine, hanno creato assembramenti pericolosissimi”, si legge nelle prime righe della missiva. (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - QUANDO MI VACCINO?)

Il testo della lettera

Nella lettera, gli alunni ripercorrono poi le difficoltà e i sacrifici dell’ultimo anno, che ora rischiano di essere vanificati. “Durante il primo lockdown - scrivono - avete chiesto a noi bambini di essere bravi nell’accettare tutte le limitazioni che ci avete imposto, e noi lo abbiamo fatto. È stato difficile e triste lavorare in DAD, ma noi lo abbiamo fatto, nella speranza di ritornare in classe a settembre. 

A settembre siamo riusciti a tornare in classe, ma solo per poco, perché, come sapete, siamo ritornati in zona rossa e abbiamo avuto tanta paura. Anche in quel caso ci avete chiesto di essere bravi e di accettare le restrizioni, e noi lo abbiamo fatto. Abbiamo rinunciato a festeggiare il Natale con i nostri nonni, la Pasqua, i nostri compleanni, le nostre Comunioni... siamo stati costretti a rinunciare alle gite di quinta, che avevamo atteso per tutto il ciclo delle elementari con grande trepidazione. Abbiamo rinunciato a giocare nei parchi con i nostri amici, ad abbracciarci o semplicemente a tenerci per mano, e tutto questo perché ce lo avete chiesto voi adulti.

Anche a scuola - proseguono - le cose sono cambiate: non abbiamo potuto fare educazione fisica per i contatti, abbracciare le nostre maestre come eravamo abituati a fare, a dividerci le merende o semplicemente a giocare in giardino ai giochi che piacciono a tutti i bimbi.

Noi in particolare modo abbiamo sofferto, quando a settembre ci hanno comunicato che cinque dei nostri compagni erano stati spostati dalla classe per evitare assembramenti, in quanto l’aula era piccola per contenere tutti.

Riuscite voi ad immaginare quello che abbiamo provato a veder andare via i nostri compagni dopo cinque anni? Anche in quel caso ci avete chiesto di essere bravi e comprensivi, e noi abbiamo obbedito!”

“Vi siete dimenticati di noi”

“In queste ultime settimane - si legge ancora -, tra noi bambini non si è parlato d’altro del saluto di fine quinta. Un saluto che, a seguito degli assembramenti di ieri, abbiamo visto sfumare... ed era l’unica cosa che ci era rimasta da sognare.

Vi siete preoccupati di proteggere gli anziani, di accontentare gli adulti durante l’estate aprendo attività che poi hanno prodotti contagi...

E noi bambini che fine abbiamo fatto? Vi siete dimenticati di noi? Fino ad ora non vi abbiamo chiesto nulla, ma a questo punto vogliamo chiedervi di avere rispetto di noi, dei nostri bisogni e dei nostri diritti.

Nella speranza che questa nostra richiesta venga esaudita, vi salutiamo cordialmente.

5B”.

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