Covid, Lombardia zona rossa fino a 31 gennaio. Oggi 2.134 nuovi casi

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Contro il provvedimento del Governo la regione, tramite una nota, ha annunciato che presenterà ricorso al Tar, con richiesta di misura cautelare urgente

 

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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa. Gli effetti dell'ordinanza saranno attivi da domani fino al 31 gennaio. La regione, in una nota, ha annunciato che presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente. In Lombardia sono 2.134 le persone risultate positive nelle ultime 24 ore, a fronte di 35.317 tamponi effettuati.

Intanto a Voghera un infermiere ha vaccinato la moglie pensionata sottraendo una dose tra quelle riservate al personale sanitario. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

19:53 - Regione Lombardia annuncia ricorso al Tar contro zona rossa

"Dopo il provvedimento del ministro Speranza, che ha deciso di collocare la Lombardia in 'zona rossa', la Regione, come preannunciato dal presidente Attilio Fontana, lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente". Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.

19:18 - Il ministro Speranza firma ordinanza, Lombardia rossa fino 31/1

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa. Gli effetti dell'ordinanza saranno attivi da domani fino al 31 gennaio.

17:10 - In Lombardia 2.134 nuovi casi su 35.317 tamponi effettuati

Con 35.317 tamponi effettuati (di cui 26.717 molecolari e 8.601 antigenici), sono 2.134 i nuovi positivi in Lombardia, con il tasso di positività al 6%, in calo rispetto all'8.3% di ieri calcolato senza il dato dei test antigenici. Sono in calo i ricoveri nelle terapie intensive (-12, 454 in totale), aumentano invece negli altri reparti (+63, 3.664 in totale). I decessi sono 78 per un totale complessivo di 26.172 morti in regione dall'inizio della pandemia. I guariti/dimessi sono 1.212. Per quanto riguarda le province, sono 729 i nuovi casi nella Città metropolitana di Milano, di cui 365 a Milano città, 320 a Brescia, 179 a Varese, 171 a Mantova, 165 a Como, 143 a Pavia, 103 a Monza e Brianza.

16:10 - Confcommercio, zona rossa Lombardia? Contestiamo metodo

Confcommercio contesta dal punto di vista "del metodo e della programmazione" la "decisione radicale" di istituire di nuovo una zona rossa in Lombardia "motore economico del Paese". Secondo il presidente Carlo Sangalli "è necessario e urgente un più stretto raccordo e ascolto a livello istituzionale tra governo, enti locali e parti sociali. E soprattutto un deciso cambio di passo nella politica dei sostegni alle imprese penalizzate dai lockdown, passando dagli insufficienti ristori agli indennizzi compensativi delle perdite reali di fatturato". "Dopo quasi un anno di emergenza sanitaria la Lombardia, motore economico del Paese - ha sottolineato Sangalli -, entra nel terzo lockdown aggravando ulteriormente la crisi di migliaia di imprese. E' una decisione radicale che non ci permettiamo di contestare dal punto di vista scientifico ma da quello del metodo e della programmazione". Secondo il presidente di Confcommercio, infatti, "la continua produzione normativa, con le conseguenti variazioni di colori e chiusure, impedisce alle imprese di pianificare la loro attività e di investire anche nel breve periodo. Produzione normativa talvolta contraddittoria e poco comprensibile. Questo significa, con una pandemia ancora pienamente attiva, ipotecare il futuro di interi settori imprenditoriali ed escludere qualunque ipotesi di ripresa economica". 

15:48 - Vaccino: in Lombardia utilizzate 70% dosi disponibili

Sale a 165.523 il numero delle persone vaccinate in Lombardia, nel corso di questa prima fase della campagna anti covid riguardante personale sanitario e degenti delle Rsa. Lo rende noto la Regione, la quale specifica che, solo nella giornata di ieri, sono state somministrate 16.552 dosi del vaccino Pfizer. Ad oggi è stato superato il 70% delle dosi finora disponibili. 

15:40 - Fontana a Speranza, zona rossa non coerente con dati

"Ritengo che l'eventuale classificazione della Regione Lombardia in c.d. "zona rossa" a decorrere dal 17 gennaio prossimo non sia stata oggetto di adeguata analisi preliminare". Inizia così la lettera che il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha inviato ieri sera al ministro della Salute Roberto Speranza. Nella lettera, inviata anche al ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, Fontana chiede di "riconsiderare l'adozione dell'Ordinanza di applicazione delle misure di cui alla c.d. zona rossa in quanto tale provvedimento non sarebbe coerente con i dati complessivi aggiornati dell'andamento epidemiologico in Lombardia". "Infatti - scrive Fontana - tale provvedimento pur basandosi sul monitoraggio dei dati relativi alla settimana dal 4 al 10 gennaio 2021, prende in considerazione come riferimento un RT-sintomi del 30 dicembre scorso, quindi di ben diciassette giorni fa. Tale elemento, così rilevante ai fini della classificazione in zone in base alla disciplina dettata dal DL 33/2020, è pertanto fortemente datato e quindi non più aggiornato all'attuale andamento epidemiologico". Fontana aggiunge inoltre che nella valutazione "è stato disatteso il parere della Cabina di Regia" e allega alla lettera una nota tecnica preparata dalla Direzione generale Welfare della Lombardia in viene sottolineato, tra le altre cose, che "la Lombardia è considerata in zona rossa mentre altre regioni con tassi di incidenza settimanali molto superiori non hanno la stessa classificazione". 

14:40 - Confindustria Lombardia: "Senza regole chiare si compromette ripresa"

Il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti chiede "regole chiare e certezza di metodo, per favorire la programmazione" nel decidere le zone rosse per contenere la pandemia. Il tutto, spiega in una nota "nella assoluta necessità di tutelare la salute dei cittadini e preservare la capacità di risposta del sistema socio-sanitario". A suo avviso "la tempestività nella valutazione dei dati e la coerenza con il reale andamento epidemiologico devono essere le basi per orientare le scelte del Governo". "E' più che necessario - prosegue - che vengano applicati tutti gli indicatori finalizzati alla definizione del livello di rischio, compreso il criterio della 'resilienza' del Sistema Sanitario Regionale". "Tutto ciò - sottolinea - è fondamentale affinché gli operatori economici abbiano fiducia nelle decisioni assunte, perché altrimenti si rischia di compromettere irreversibilmente la continuità della ripresa che stiamo faticosamente rincorrendo".

14:10 - Protesta "Io apro", sanzionati due ristoranti nella Bergamasca

Due locali nella Bergamasca, uno a Orio al Serio e l'altro a Gorlago, sono stati sanzionati ieri sera perché aperti nonostante i divieti imposti dalle misure per contrastare il coronavirus. I due ristoranti hanno aderito all'iniziativa '#ioapro1501' organizzata sui social a livello nazionale. Per questo polizia di Stato, carabinieri e polizia locale hanno organizzato nella Bergamasca una serie di controlli mirati: a Orio al Serio nel ristorante c'erano 30 avventori seduti ai tavoli. Sono stati identificati e allontanati dalla polizia di Stato. Il titolare è stato multato: in corso le procedure per le relative contestazioni anche ai clienti. A Gorlago è stato invece multato dai carabinieri il titolare di un altro ristorante. 

14:05 - L'assessore De Corato: "Sala sbaglia bersaglio su zona Rossa"

"Mentre il sindaco di Cremona e quello di Bergamo sulla zona Rossa in Lombardia hanno chiesto più o meno quello che chiediamo noi, con il ricorso giustamente presentato dal governatore Fontana, cioè di essere trattati diversamente, Sala invece se la prende con la Regione": lo ha affermato l'assessore lombardo alla Sicurezza Riccardo De Corato, sottolineando che "il sindaco di Milano ha sbagliato bersaglio". "E' vergognoso che mentre il Governo punisce Milano e la Lombardia - ha concluso nella conferenza stampa di FdI nel capoluogo lombardo -, Sala non alza il tono nei confronti del ministro Speranza, che ha firmato questa vergognosa ordinanza che ci obbliga da domani al lockdown. Alza i toni contro la Regione Lombardia. Io dico, scusa ma Gori a Bergamo e il sindaco di Cremona hanno chiesto quello che chiede la Lombardia e giustamente Fontana gli ha detto di rivolgersi al Governo. La zona Rossa l'ha decisa il Governo, Sala invece fa la polemica su di noi". 

13:43 - Anci Lombardia: “Serve nuovo patto per definire regole”

“È indispensabile riscrivere un patto interistituzionale tra Stato, Regioni, Enti locali" secondo il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra per affrontare l'epidemia di Covid e le sue conseguenze, Si tratta di un patto, ha spiegato il presidente regionale dell'associazione dei Comuni, "che definisca come accelerare la campagna vaccinale, fronteggiando solidalmente anche le difficoltà dei ritardi annunciati da una casa farmaceutica, e insieme ridefinisca un percorso di regole condivise e tendenzialmente stabili, per il periodo di sviluppo della campagna, sulle misure di limitazione di spostamenti e attività, impegnando ogni energia per riportare i giovani a scuola e garantire ristori veri, adeguati e immediati alle attività e settori economici e commerciali più colpiti". Guerra parte dal fatto che "il Paese è stanco, le sofferenze diffuse e profonde" e che i conflitti (sui dati, sulla definizione delle zone, le battaglie al Tar) destabilizzano le persone. "La confusione e la polemica costante sui dati - ha aggiunto -, sulla loro interpretazione, sulle modalità del loro utilizzo per definire le misure di limitazione di spostamenti e attività, le tentazioni di uso di tutto questo nello scontro politico e di coinvolgimento nello stesso dei diversi livelli istituzionali, l'intreccio contraddittorio tra decisioni normative, amministrative e giudiziarie, determinano sconcerto tra i cittadini e non aiutano a resistere e superare questa crisi". Per questo, adesso, è convinto, "è il momento della massima responsabilità e della piu ostinata e tenace volontà di collaborazione e solidarietà istituzionale”.

12:01 - L'assessore regionale Locatelli: “Non si penalizzino i più fragili”

Il nuovo Piano Pandemico 2021-2023 emanato dal Ministero della Sanità non discrimini le persone più fragili. È questa la richiesta al ministro Roberto Speranza del neo assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Disabilità di Regione Lombardia, Alessandra Locatelli. Secondo l'assessore, il piano "dice nero su bianco che quando le risorse sono insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di fornire trattamenti necessari in via preferenziale a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio". "Cosa significa questo? - si chiede Locatelli -. Può essere che il governo intenda dire che le persone con disabilità, i più fragili, i malati cronici o di malattie rare e gli anziani avranno meno diritto di altri ad avere accesso a tutte le cure?". "Le persone più fragili - conclude l'assessore Locatelli - sono già state sacrificate e penalizzate in questa grave emergenza. Non è accettabile nessun criterio programmato di discriminazione del diritto alla salute. Tutti i cittadini hanno il sacrosanto diritto di avere le stesse possibilità di salvarsi, sempre".

10:36 - Infermiere vaccina la moglie abusivamente nel Pavese

Un infermiere che lavora in provincia di Pavia ha pensato bene di vaccinare abusivamente la moglie, una pensionata, sottraendo una fiala a quelle destinate al personale sanitario dell'ospedale in cui lavora. Lo riporta oggi la Provincia Pavese. E' accaduto a Voghera (Pavia) e adesso l'ospedale della cittadina e l'Asst locale hanno annunciato un procedimento disciplinare nei suoi confronti e una causa per danno d'immagine. L'uomo, un coordinatore infermieristico, ha portato la donna nel luogo di lavoro, domenica scorsa, approfittando della presenza ridotta di personale. Poi l'ha vaccinata, ma è stato notato. Proprio il giorno precedente 40 colleghi erano stati rimandati a casa perché le dosi scarseggiavano, particolare che ha reso il suo gesto ancor più grave.

7:54 - Cinque religiosi morti in una settimana al Pime di Lecco

In una settimana, a causa di complicanze legate al Covid-19, sono morti cinque religiosi ospiti della Casa Beato Giovanni Mazzucconi di Lecco, residenza del Pime che ospita padri ritiratisi dall'attività dopo anni trascorsi per lo più in missioni all'estero. Tre i decessi dovuti a complicanze insorte proprio a seguito del contagio negli ultimi cinque giorni ma i decessi salgono a cinque in una settimana se si considerano anche le morti - avvenute l'8 gennaio - di padre Bruno Mascarin, di 91 anni, e di padre Mario Meda, 93 anni, entrambi positivi ma già malati oncologici da tempo. L'ultimo lutto ieri, quando è stato annunciata la morte di padre Innocente Bentoglio che con 97 anni era il secondo membro più anziano dell'Istituto. Nella notte del 12 gennaio il decesso di padre Sandro Schiattarella, 95 anni. E il 10 gennaio era morto padre Severino Crimella, 90 anni. Da inizio 2021, al luttuoso elenco, c'è da aggiungere anche padre Alfredo Di Landa, 93 anni, morto il 2 gennaio. 

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