Caso Diasorin: difesa di Fontana deposita a Riesame consulenza su chat

Lombardia

I legali Jacopo Pensa e Federico Papa vogliono dimostrare che il governatore, non indagato, non vuole ostacolare le indagini ma contestare il blitz della guardia di finanza di fine settembre perché troppo invasivo

La difesa del governatore Attilio Fontana, che ha presentato ricorso contro il blitz del 23 settembre della guardia di finanza di Pavia sul caso Diasorin-San Matteo durante il quale è stata acquisita copia dei i contenuti del telefono del presidente della Regione, ha deciso di disporre e depositare presso il Tribunale del Riesame una propria consulenza tecnica. L'inchiesta ha al centro l'accordo tra la multinazionale farmaceutica Diasorin e il San Matteo di Pavia per lo sviluppo dei test sierologici per la diagnosi del coronavirus.

La consulenza, completa di chiavetta usb, riguarda i messaggi tra il presidente lombardo e il presidente dell'istituto scientifico pavese Alessandro Venturi (indagato), e altri selezionati secondo chiavi di ricerca. Una mossa con cui i legali Jacopo Pensa e Federico Papa vogliono dimostrare che il governatore, non indagato, non vuole ostacolare le indagini, ma contestare il blitz perché troppo invasivo. I giudici sono in riserva. 

Il blitz

Le acquisizioni da parte della Gdf su una serie di telefoni, tra cui quello di Fontana, erano state disposte dalla Procura di Pavia dopo che Venturi, secondo i pm, nei primi giorni di luglio "ha proceduto alla cancellazione massiva dal telefono cellulare di tutte le chat WhatsApp". Al Riesame gli inquirenti avrebbero depositato una nota nella quale hanno chiarito che con quest'attività erano alla ricerca dei messaggi che avrebbe cancellato Venturi e ritrovabili in altri telefoni, compreso quello del governatore.

La consulenza

Attraverso la consulenza tecnica la difesa di Fontana è andata ad estrapolare dal telefono del presidente della Regione i suoi messaggi con Venturi - cinque o sei in tutto da quanto è stato riferito - e che sarebbero chat in cui venivano inviati articoli di stampa, una sentenza del Consiglio di Stato e messaggi di auguri. In più, la difesa ha fatto selezionare altra messaggistica con parole chiave come Diasorin, San Matteo e altre. In pratica, sottolinea la difesa in una memoria, ha fatto lo stesso tipo di accertamento che avrebbe potuto disporre la Procura rispettando i parametri normativi. Nella memoria i difensori evidenziano che il blitz effettuato con copia di tutto il telefono è in pratica come un'operazione di contrasto alla criminalità organizzata. E così facendo è stata sequestrata ogni forma di corrispondenza, anche quella di Fontana con parlamentari e sui suoi rapporti giornalieri con membri del Governo per l'emergenza Covid. Da qui la richiesta di annullamento del provvedimento di sequestro e di restituzione di tutto il materiale copiato dal suo cellulare. Stesse richieste ai giudici dalle difese dell'assessore al Welfare Giulio Gallera (avvocato Guido Camera) e della responsabile della segreteria della presidenza Giulia Martinelli (avvocato Massimiliano Diodà).

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