Fondi Lega, Salvini: “Sono assolutamente tranquillo”

Lombardia

"Questi magistrati stanno cercando da anni soldi in Russia, in Svizzera, in Lussemburgo, a San Marino, Panama, Cipro, Liechtenstein. Non li trovano semplicemente perché non ci sono”, ha detto l'ex ministro dell'Interno

"Sono assolutamente tranquillo e curioso, così come per tante altre inchieste che vanno avanti da anni e non hanno portato a nulla", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in merito agli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria della Procura di Milano che coinvolge alcuni commercialisti vicini al partito.

Salvini: “Non trovano i soldi perché non ci sono”

"Questi magistrati stanno cercando da anni soldi in Russia, in Svizzera, in Lussemburgo, a San Marino, Panama, Cipro, Liechtenstein. Non li trovano semplicemente perché non ci sono. Da quando sono segretario la Lega i soldi li prende dal 2 per mille degli italiani, dal contributo degli imprenditori che vogliono darci una mano e con le donazioni mensili dei parlamentari e degli eletti, punto. Detto questo, rispetto il lavoro dei magistrati, cerchino quello che ritengono di cercare", ha detto Salvini in collegamento con Aria Pulita su 7 Gold. "Il processo di cui mi sto interessando - ha poi aggiunto l'ex ministro dell'Interno - è quello che riguarda me. Io tra 15 giorni vado in un'aula di tribunale vera, per un processo vero, non riguarda soldi, tangenti ruberie ma riguarda il blocco degli sbarchi di immigrati, cosa che era mio diritto e mio dovere fare".

Previsto un altro interrogatorio di Sostegni

Un altro interrogatorio previsto per Luca Sostegni, il presunto prestanome nel caso Lombardia Film Commission, che è già stato sentito tre volte dall'aggiunto di Milano, Eugenio Fusco, e dal pm Stefano Civardi dopo che è finito in carcere a metà luglio e ha iniziato a collaborare con gli inquirenti. L'interrogatorio di Sostegni, difeso dal legale Giuseppe Alessandro Pennisi, dovrebbe tenersi settimana prossima, il 25 settembre. Il presunto prestanome dei tre contabili della Lega finiti ai domiciliari sei giorni fa, oltre ad ammettere le proprie responsabilità nella vicenda della presunta vendita gonfiata di un capannone a Cormano per la LFC, ha già fornito dettagli sul conto in Svizzera, collegato alla fiduciaria Fidirev, su cui sono finiti "400 mila euro", parte della "provvista" illecita. "Scillieri aveva la mia firma per operare sul conto, e poi da lì io non so dove sono andati a finire i soldi", ha spiegato ai pm. Sostegni è accusato di reati fiscali, peculato ed estorsione perché avrebbe anche chiesto e ottenuto denaro dai commercialisti del Carroccio per mantenere il silenzio sulle presunte operazioni illecite ed è stato fermato mentre stava scappando in Brasile. Michele Scillieri, ha riferito ai pm, "si vantava delle amicizie che aveva con Di Rubba", altro contabile ai domiciliari come Andrea Manzoni, "e altri esponenti locali della Lega, tanto da aver ricevuto un incarico per cercare di vendere la sede della Lega di via Bellerio". "Quando Scillieri - ha messo ancora a verbale - parlava di retrocessione da impiegarsi per la campagna elettorale della Lega lo diceva ridendo, però sull'argomento è tornato con me più di una volta, e anch'io ho fatto qualche battuta, anche se ho sempre pensato che le retrocessioni fossero per Di Rubba e Manzoni (...) Tuttavia mi suona strano che su vicende di questo genere chi era sopra di loro non ne sapesse nulla".

Scillieri si farà interrogare dai pm

Ha deciso di farsi interrogare dai pm di Milano Michele Scillieri, che a differenza di Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni non si è presentato ieri per l'interrogatorio davanti al gip Giulio Fanales. Ha scelto, però, assistito dal legale Massimo Di Noia, di farsi interrogare dall'aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Stefano Civardi. L'interrogatorio, da quanto si è saputo, è fissato per venerdì. Intanto, gli inquirenti stanno analizzando in queste ore il contenuto del telefonino di Luca Sostegni, il presunto prestanome che sta collaborando coi magistrati già da settimane.

Le indagini della guardia di finanza

L'unico componente dell'organismo di vigilanza della Lombardia Film Commission, all'epoca del caso del capannone di Cormano venduto, secondo l'accusa, a prezzo gonfiato per drenare soldi pubblici, avrebbe avuto rapporti economici con società partecipate o amministrate dai tre contabili della Lega e dal tesoriere leghista Giulio Centemero. Emerge da un'informativa della Gdf dello scorso maggio agli atti dell'indagine. L'analisi delle "movimentazioni finanziarie registrate sul conto corrente personale" di Alessio Gennari, componente dell'Odv della Lombardia Film Commission, "riflette effettivamente l'esistenza di rapporti economici attivi anche con Di Rubba", l'ex presidente di LFC, "risalenti al maggio 2019". Nel corso delle indagini, si legge ancora nell'annotazione, "sono emersi altri elementi indicativi della peculiare vicinanza (economica) di Gennari a Di Rubba e Manzoni", revisore contabile della Lega alla Camera e anche lui ai domiciliari. Vicinanza "alle società ad essi a vario titolo riconducibili". Prima e durante l'incarico in LFC, scrive la Gdf, nel 2012, 2014, 2017 e 2018, Gennari "ha percepito compensi (redditi da lavoro autonomo) anche da altre società riconducibili a persone collegate al partito di riferimento (tra cui Scillieri, Manzoni e Di Rubba)". Nel 2012, si legge, ha incassato oltre 7mila euro da Areapergolesi srl società di cui Scillieri, Manzoni e Di Rubba erano depositari contabili e partecipata da Di Rubba, Manzoni, Giulio Centemero e Stefano Borghesi, senatore leghista. Nel 2015 e 2016 anche la moglie di Gennari ha ricevuto circa 2.400 euro dalla stessa società. Poi, per Gennari anche 2500 euro nel 2014 da Geseco srl "di cui Centemero è stato amministratore unico" e nel 2017 oltre 6mila euro da Editoriale nord srl "di cui Manzoni è stato liquidatore".

La Gdf: "Manzoni ha una carica in Ats Milano"

Tra "le varie cariche pubbliche ricoperte" da Andrea Manzoni c'è anche quella di "componente del Collegio Sindacale dell'Agenzia di Tutela della Salute (Ats) della Città Metropolitana di Milano", nominato "per il triennio 2019-2021", si legge in un'altra informativa della Gdf agli atti dell'indagine milanese. Nell'annotazione i finanzieri descrivono i rapporti tra Manzoni e l'imprenditore Francesco Barachetti, indagato per peculato e molto vicino alla Lega. In una telefonata del 18 marzo scorso Manzoni dice a Barachetti: "Io come vedi ti faccio da agente di commercio". Manzoni, infatti, si legge negli atti, cura "gli interessi economici di Barachetti". E promuove nel periodo dell'emergenza Covid anche la sua "nuova attività di pulizia e sanificazione", svolta dalla Barachetti service srl anche nella sede della Lega di via Bellerio, come risulta dalle intercettazioni. In un colloquio del 30 aprile, tra l'altro, gli chiede: "lì in Bellerio riesci a fornire le mascherine? (...) forniscine 1000 (...) va bene di tutto gel, guanti, mascherine". Per la Gdf c'è una "sorta di immedesimazione organica di Manzoni nelle dinamiche societarie di Barachetti", tanto da "promuovere in prima persona l'attività svolta da quest'ultimo". Barachetti è figura centrale nelle indagini dei pm milanesi che stanno lavorando anche sul fronte di presunti 'fondi neri' raccolti per il partito con retrocessioni di denaro.

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