Fondi Lega, i pm: “Contabili infiltrati nelle istituzioni”

Lombardia

Lo scrivono l'aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi nella richiesta di custodia che è tra le migliaia di atti depositati sul caso Lombardia Film Commission. I magistrati fanno riferimento a un "riservato incontro tenutosi in Roma" a fine maggio e a "fibrillazioni ai piani alti della politica"

Se per "le reazioni alle contestazioni disciplinari di un direttore di filiale compiacente", quello della Ubi di Seriate (Bergamo), i contabili della Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni "raggiungono subito i piani altissimi della politica a Roma nelle giornate del 26 e 27 maggio, allora è facilmente immaginabile la reazione e la capacità di inquinamento probatorio di persone tanto infiltrate nelle istituzioni". Lo scrivono l'aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi nella richiesta di custodia che è tra le migliaia di atti, consultati dall'ANSA, depositati sul caso Lombardia Film Commission. I pm fanno riferimento al "riservato incontro tenutosi in Roma" a fine maggio e a "fibrillazioni ai piani alti della politica".

I magistrati: “Indagare su settori delicati”

L'operazione "capannone", la presunta vendita gonfiata di un immobile per la Lombardia Film Commission, è indicata quasi "come marginale nella segnalazione di operazione sospetta del 19 maggio 2020" e "rimangono sicuramente da esplorare altri ancor più delicati settori in cui il 'pool' di commercialisti ha impiegato la propria professionalità", si legge ancora nella richiesta di custodia che ha portato ai domiciliari tre commercialisti di fiducia della Lega. "Del resto - aggiungono i pm - che la presente vicenda abbia generato fibrillazioni ai piani alti della politica ne è prova il riservato incontro tenutosi in Roma per studiare anche le strategie di difesa del direttore della filiale di Seriate di Banca Ubi", Marco Ghilardi. L'ex presidente della Lombardia Film Commission, Alberto Di Rubba, direttore amministrativo per la Lega al Senato, "è non solo uomo di partito come Manzoni, ma anche pubblico ufficiale piazzato dal partito a presiedere uno dei tanti enti del sottobosco della pubblica amministrazione attraverso i quali sono drenati i soldi pubblici", proseguono i pm nel documento.

Ghilardi: “Movimenti di denaro così mai visti”

Intanto, nuovi elementi emergono dalla testimonianza davanti ai pm milanesi di Marco Ghilardi. ”Sono operazioni prive di valide ragioni economiche che, aldilà degli importi, non mi è capitato di vedere in tutta la mia carriera. E ho lavorato in banca quasi trent’anni”, ha detto ai magistrati, descrivendo alcune "movimentazioni" sui conti della Taaac, una delle tante società riconducibili a Di Rubba e Manzoni. Il teste nel verbale del 22 luglio ha parlato anche dei "giri di soldi tramite 'Più voci'", l'associazione di cui era legale rappresentante il tesoriere della Lega Giulio Centemero, e del fatto che "Di Rubba mi aveva chiesto di aprire il conto di Radio Padania e delle associazioni regionali della Lega”.

"Col senno di poi devo riconoscere - ha spiegato ai pm Ghilardi - che Di Rubba, pur di realizzare i suoi scopi, mi ha mentito. Mi ha sempre parlato di un'associazione ('Più voci', ndr) senza scopo di lucro, a fini culturali, del tutto scollegata dal mondo politico. In realtà, su questo conto sono transitati anche bonifici di importo significativo, per la prassi bancaria inconferenti con la natura associativa".

Le intercettazioni

"Come mai la società di noleggio auto ha fatturato quasi un milione di euro alla Lega in un anno? Caz.. se sono andati in giro ah ah ah", dice intercettato mentre parla con un altro indagato il commercialista Michele Scillieri, arrestato giovedì scorso assieme a Di Rubba e Manzoni, che sembra, come scrivono i pm di Milano, "conservare nei suoi 'cassetti mentali' più di un ricordo di significative ruberie". Nella conversazione del 14 maggio, letta dall'ANSA in un'informativa della Gdf depositata, Scillieri dice ancora: "Com'è che Di Rubba ha messo su un autosalone di macchine di lusso poco lì accanto a Barachetti (Francesco, imprenditore indagato e vicino alla Lega, secondo i pm, ndr) che ha comprato un edificio dove ha fatto la sede grandiosa della sua società? Ma da dove arrivano i soldi?".

"C'è stata la riunione con ... con Salvini, poi non mi sono fermato lì a parlare con Calderoli, però mi ha chiamato (...) perché da martedì a Roma, mi fa per martedì mattina incontriamo, incontriamo tutti i segretari politici". Sono le parole, invece, di Andrea Manzoni, intercettate lo scorso 27 maggio.

Indagine nata da esposto su sede in condominio

Dagli atti consultati dall’ANSA si è scoperto che l'indagine sul caso Lombardia Film Commission è nata con un fascicolo iscritto dopo una denuncia del febbraio 2018 per la "domiciliazione" della sede legale del partito 'Lega per Salvini premier' in un palazzo di Milano, perché "inconciliabile con i regolamenti condominiali". Nel 2017, infatti, la 'Lega per Salvini premier' era stata domiciliata in via delle Stelline e in particolare nello studio del professionista Michele Scillieri. Da quell'esposto sono partite le indagini, come spiega la guardia di finanza in un'informativa, anche perché è poi emerso che Scillieri negli ultimi anni "ha percepito compensi dal partito politico" o da altre "entità giuridiche ad esso riconducibili", come la Pontida fin srl. E si è arrivati, accertamento dopo accertamento, al caso della vendita gonfiata del capannone per la Lombardia Film Commission.

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