Coronavirus Lombardia, Sala: "C'è grande preoccupazione ma Milano vuole ripartire"

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"Milano ha in sé le capacità, dal punto di vista delle università, della creatività, dell'industria, che la faranno ritornare ad essere quello che è - ha spiegato il sindaco del capoluogo lombardo -. Anzi addirittura credo che il gap che c'era tra Milano e l'Italia nel lungo termine rischi di ampliarsi perché qui vedo una gran voglia di ripartire e devo ancora capire se questa cosa vale per tutto il Paese"

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"In questa fase c'è preoccupazione per Milano ma per il lungo termine non sono preoccupato voglio dirlo con chiarezza". Lo ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a Rtl 102.5, aggiungendo: "I milanesi li vedo preoccupati ma sono molto consapevoli e sappiamo che abbiamo davanti uno due anni di grandi sofferenze. Milano però ha in sé le capacità, dal punto di vista delle università, della creatività, dell'industria, che la faranno ritornare ad essere quello che è".

Tramite una nota, invece, l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha parlato dei "protocolli Anticovid, messi in atto dall'Ats Valpadana in collaborazione con medici di base, medici del lavoro e aziende", i quali "hanno permesso di soffocare sei focolai prima ancora che si propagassero". (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

18:18 - In Lombardia 111 contagi, altri 3 decessi

Si registrano 111 nuovi contagi da coronavirus in Lombardia: di questi, 76 a seguito di test sierologici e 23 “debolmente positivi”. I decessi sono tre, per un totale di 16.700. I guariti e i dimessi sono 61 in più di ieri, per un totale di 68.335. In terapia intensiva si trovano 36 persone, mentre quelle in altri reparti sono 233. I tamponi effettuati quest’oggi sono 5.855, per un numero complessivo di 1.088.960.
Nella provincia di Milano i nuovi casi sono 12, di cui a Milano città 9. Le altre, in ordine di numero: Cremona 23, Mantova 22, Bergamo 17, Brescia 10, Como e Lecco 5, Varese 2 e infine Sondrio, Lodi e Pavia con zero positivi registrati quest’oggi.

14:52 - Salone del Mobile di Milano, rinviata al 2021 l'edizione a Shanghai

L'edizione 2020 del Salone del Mobile Milano a Shanghai è stata rinviata al novembre 2021 a causa della situazione legata alla pandemia del Covid-19. Lo ha comunicato il comitato del Salone del Mobile di Milano, spiegando di aver preso atto "dell'impossibilità di organizzare un'edizione della manifestazione che rispettasse pienamente gli standard qualitativi che l'hanno contraddistinta sin dagli esordi e ne hanno decretato il successo di cui siamo tutti testimoni. La decisione dopo una lunga analisi della situazione inerente all'emergenza Covid-19 tra cui l'incertezza sui voli internazionali, la quarantena obbligatoria e la sospensione dei visti per la Cina, tra i motivi che hanno portato a scegliere le nuove date del prossimo anno. "Una decisione sofferta e inevitabile - afferma Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile Milano - che ci sprona a essere ancora più decisi e determinati a consolidare la leadership del marchio Salone del Mobile come fiera di riferimento per il design nel mondo". Tutti gli sforzi si concentreranno ora su una intensa attività promozionale legata alla sessantesima edizione del Salone del Mobile a Milano che rappresenterà il primo importante momento di incontro con visitatori e professionisti internazionali e che potrà accogliere il pubblico cinese dal 13 al 18 aprile 2021. "Gli appuntamenti - aggiunge Luti - sono dunque solamente rimandati e i prossimi mesi saranno all'insegna della ripartenza consapevoli che tutti insieme - manifestazione e aziende - continueremo a crescere e supportare l'arredo made in Italy in Cina e nel mondo".

14:35 - A Milano 2,8 milioni per acquisto di strutture temporanee per le scuole

In vista della ripartenza della scuola a settembre il Comune di Milano investirà 2,8 milioni di euro per l'acquisto di strutture temporanee, come prefabbricati leggeri, per ampliare gli spazi degli istituti scolastici alla luce delle norme di contenimento del Covid. È quanto ha spiegato l'assessore all'Edilizia Scolastica del Comune, Paolo Limonta, in commissione consiliare. L'assessore in commissione ha fatto delle richieste al ministero dell'Istruzione perché "a settembre la scuola deve tornare ad essere protagonista e non si possono trasformare le scuole in uffici e ospedali, badando solo al distanziamento e alle mascherine - ha spiegato -. A settembre dovranno esserci tutte le condizioni per garantire il tempo pieno a scuola ai bambini milanesi come gli è stato garantito fino a febbraio 2020. Con il tempo pieno". E poi la richiesta di mettere in campo fondi perché gli organici siano al completo e adatti alle esigenze. "Le risorse il ministero dovrà metterle in gioco per gli organici di ogni singolo istituto scolastico, a settembre ogni scuola dovrà avere tutti gli insegnanti compresi quelli di sostegno. Chiediamo al ministero e alla ministra di garantire lo stesso livello di presenza e attenzione che stiamo garantendo noi".

14:20 - De Luca: “Milano non si ferma ma hanno registrato migliaia morti"

"In Campania abbiamo contenuto il Covid-19 in maniera straordinaria, adottando misure anche venti giorni prima del governo nazionale. Si diceva 'Milano non si ferma', 'Bergamo non si ferma', non si fermavano e poi hanno registrato morti a migliaia", ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo a un convegno a Napoli. De Luca ha fatto riferimento alla Lombardia anche sottolineando l'efficienza nei tempi di pagamento in sanità. "Siamo i primi in Italia - ha detto - a pagare i fornitori in sanità, voi magari pensavate fosse la Lombardia, ma dopo il Covid 19 avete perso queste certezze. Ora la comunità campana deve essere unita e deve imparare a combattere. Non siamo rappresentanti del sud straccione e della cialtroneria che è ancora presente in tante istituzioni e che produce solo chiacchiere e debito pubblico".

14:13 - Vienna, molto presto ok ai viaggi in Lombardia

"Sono fiducioso che molto presto potrà essere revocato l'avviso di viaggio per la Lombardia", lo ha annunciato il ministro degli esteri austriaco Alexander Schallenberg, in visita a Bolzano. "Anche in caso di seconda ondata cercheremo soluzioni locali per garantire Schengen ed evitare una chiusura dei confini come avvenuto a marzo", ha aggiunto. "Riaprire è più difficile di chiudere e con l'Italia abbiamo sperimentato la soluzione regionale che poi è stata anche applicata per Guetersloh in Germania", ha detto. "Il coronavirus non è andato in vacanza, siamo nel bel mezzo della pandemia e dobbiamo fare tutti tutto per evitare una seconda ondata", ha detto il ministro degli esteri austriaco. In riferimento all'aumento dei contagi in Austria Schallenberg ha detto che "sono stati individuati dei cluster in Alta Austria sui quali stiamo intervenendo a livello locale per evitare un diffondersi dei casi. Secondo Schallenberg è stata buona la collaborazione a livello europeo, come anche la solidarietà tra gli Stati membro.

13:43 - Calcio: primi tamponi al Monza, tutti negativi

Sono tutti negativi i tamponi del Monza, il club di proprietà di Silvio Berlusconi. I giocatori, il tecnico Cristian Brocchi e il suo staff si sono sottoposti al primo giro di esami nelle giornate di giovedì e sabato e nessuno è risultato positivo. Tra due giorni la squadra riprenderà gli allenamenti, sottoponendosi anche ad un secondo esame sierologico e continuando a rispettare le norme contenute nel Protocollo. Il Monza si è radunato mercoledì scorso per iniziare a preparare il prossimo campionato di Serie B, torneo a cui prenderà parte per la prima volta in 19 anni con l'obiettivo dichiarato di salire in A.

13:31 - Fase 3, Guindani (Assolombarda): "Riflettere su formazione"

"Lo scenario socioeconomico attuale impone una riflessione seria e corale sul futuro della formazione". Così Pietro Guindani, vicepresidente di Assolombarda con delega a università, innovazione e capitale umano, presentando il libro "Il Futuro della Formazione". "Queste circostanze senza precedenti di emergenza e di distanziamento spaziale - ha aggiunto Guindani - hanno restituito al comparto educativo una diffusa consapevolezza del proprio valore e del proprio insostituibile ruolo". "In quest'ottica - ha continuato Guindani - possiamo leggere l'emergenza Covid-19 come un acceleratore di un processo di rinnovamento che era già in corso e che ci auguriamo possa definitivamente traghettare verso una nuova modernità il sistema educativo, che nel frattempo ha dimostrato una straordinaria capacità di reazione, caratterizzata da una progressiva digitalizzazione, sviluppando soluzioni tecnologiche da remoto per supplire alla didattica in presenza. Oggi più che mai, siamo tutti chiamati - imprenditori, classe dirigente, insegnanti, studenti e decisori pubblici - a comprendere a fondo la rilevanza strategica dell'investimento in formazione e capitale umano, un fattore fondamentale per l'individuo perché possa maturare una piena cittadinanza sociale ed economica. Un Paese che non investe in formazione - ha sottolineato - è un Paese che non scommette sul proprio futuro". 

13:10 - A Milano 12 mila imprese nate durante emergenza Covid, sfidano pandemia

Nel territorio milanese durante la pandemia sono nate più di 12.370 imprese, tra gennaio e giugno, con un saldo negativo di 5 mila nuove nate in meno rispetto al primo semestre dello scorso anno (-28,6%). A giugno 2020 il saldo tra iscritte e cessate si attesta a -80 imprese, con un segnale di resilienza che arriva da Milano, dove permane un debole saldo positivo pari a +306 imprese. E' quanto emerge dal rapporto "Milano Produttiva 2020" della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, presentato oggi. A Milano tiene anche l'export, in crescita dell'1,3% annuo, soprattutto grazie al buon andamento del settore farmaceutico con una crescita del 56,4% verso gli Stati Uniti, segnata da un boom del +75,4% dei prodotti farmaceutici e da un calo degli altri mercati più rilevanti. Marcato invece il calo delle importazioni (-5,2%) a Milano, Monza Brianza e Lodi. "La prima conseguenza negativa della pandemia per l'industria manifatturiera - segnala il rapporto - è la cancellazione degli ordini dai clienti (39,1% a Lodi, 36,7% a Milano)", che colpise anche il settore dei servizi: circa un terzo delle imprese artigiane di Milano e Monza denuncia problemi di liquidità. Le chiusure forzate hanno colpito soprattutto il commercio (40% a Milano) che denuncia anche le maggiori difficoltà organizzative. Più del 70% delle imprese dell'industria e dell'artigianato ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, attorno al 60% per commercio e servizi. Poco meno del 10% ha ridotto l'organico ma hanno preferito rinviare le assunzioni previste (21,6% delle imprese dei servizi di Milano) o in misura minore non rinnovare i contratti in essere.

12:02 - Rsa: al Trivulzio a giugno deceduti tre anziani positivi

Nel mese di giugno nelle Rsa del Pio Albergo Trivulzio di Milano sono morti 14 ospiti anziani, di cui tre Covid positivi, e cinque pazienti ricoverati per "cure intermedie", tutti negativi al Coronavirus. Lo riporta lo stesso istituto, finito al centro di un'inchiesta della Procura di Milano sui decessi nel periodo dell'emergenza sanitaria, in un bollettino per dipendenti e familiari. Dopo l'avvio sperimentale delle visite dei familiari, si legge ancora nel bollettino, il primo luglio "sono iniziate le visite presso l'Istituto Frisia di Merate" a Lecco, che fa parte del Trivulzio, "con le stesse modalità e criteri individuati per le sedi milanesi". Dopo la prima fase sperimentale, "si è nuovamente riunito il Tavolo Tecnico, alla presenza dell'Unità di Coordinamento, del Prof. Pregliasco (virologo e supervisore, ndr) e del Comitato parenti e si è condiviso l'incremento del numero quotidiano di accessi", quattro al giorno presso le quattro rsa. Il Trivulzio ricorda "che resta ferma la facoltà della Direzione del Dipartimento Sociosanitario di rideterminare, in qualsiasi momento, la programmazione del progetto e delle visite in rapporto all'evoluzione della curva epidemica territoriale e ad intervenute superiori disposizioni". 

9:19 - Sala: "Milano vuole ripartire, devo ancora capire se questo vale per tutto il Paese"

Dopo l'emergenza Covid e la relativa crisi economica "in questa fase c'è preoccupazione per Milano ma per il lungo termine non sono preoccupato voglio dirlo con chiarezza". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, alla trasmissione 'Non Stop News' in diretta su Rtl 102.5. "I milanesi li vedo preoccupati ma sono molto consapevoli e sappiamo che abbiamo davanti uno due anni di grandi sofferenze - ha aggiunto -. Milano però ha in sé le capacità, dal punto di vista delle università, della creatività, dell'industria, che la faranno ritornare ad essere quello che è. Anzi addirittura credo che il gap che c'era tra Milano e l'Italia nel lungo termine rischi di ampliarsi perché qui vedo una gran voglia di ripartire e devo ancora capire se questa cosa vale per tutto il Paese".

7:23 - Giulio Gallera: “In Lombardia bloccati sei focolai”

"I 'protocolli Anticovid', messi in atto dall'Ats Valpadana in collaborazione con medici di base, medici del lavoro e aziende, hanno permesso di soffocare sei focolai prima ancora che si propagassero: 1.500 tamponi eseguiti, 70 persone positive di cui 58 residenti sul territorio lombardo, 54 in Provincia di Mantova e 4 in Provincia di Cremona". Lo afferma in una nota l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, facendo riferimento anche ai focolai nel Mantovano che si sono sviluppati in macelli e salumifici. L'assessore nel comunicato parla dell'attività "della locale Agenzia per la Tutela della Salute che, a seguito di alcune segnalazioni, nelle ultime due settimane ha svolto una intensa attività di controllo, tracciamento, sorveglianza e prevenzione, in particolare nell'ambito di sei realtà produttive nel territorio di competenza".

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