Funerali dei gemelli uccisi a Margno, la mamma: “Ricordiamoli con il sorriso”

Lombardia

Molte persone si sono radunate al campo sportivo per l'ultimo saluto ai dodicenni uccisi dal papà mentre erano in Valsassina. "Ciao Diego" è lo striscione con la foto del ragazzino mentre gioca a calcio con la maglia rosso-bianca della Asf Cambiaghese posto all'ingresso dell'impianto sportivo

Una folla si è radunata al campo sportivo Romeo Bertini di Gessate (in provincia di Milano) per i funerali dei gemelli Elena e Diego, i dodicenni uccisi dal papà, Mario Bressi, mentre erano in Valsassina (LA RICOSTRUZIONE - LE INDAGINI). "Ciao Diego" è lo striscione con la foto del dodicenne mentre gioca a calcio con la maglia rosso-bianca della Asf Cambiaghese appeso all'ingresso del campo sportivo, in cui si è potuti entrare con la mascherina, rispettando il distanziamento sociale e dopo aver misurato la temperatura e disinfettato le mani. I posti a sedere sono stati tutti occupati, mentre sul resto del campo dei dischi bianchi indicano i posti da tenere per chi rimarrà in piedi. Per Gessate, oggi, la sindaca Lucia Mantegazza ha proclamato lutto cittadino.

I funerali

In centinaia (tra amici di famiglia e semplici conoscenti, adulti e coetanei dei gemelli, tra cui compagni di squadra di Diego e quelli di pattinaggio Free-Art di Elena) hanno attraversato il campo sportivo accompagnati dalle parole di 'Un Senso', la canzone di Vasco Rossi, e da un lungo applauso, i feretri bianchi di Elena e Diego. Nessun fiore sulle piccole bare, solo una maglia azzurra da calcio su quella del piccolo Diego. Le esequie si  sono concluse con palloncini bianchi liberati in cielo. Le due bare bianche sono state accompagnate lungo il campo sportivo tra le centinaia di persone commosse e molti ragazzini e amici, con le note di 'Ogni volta' di Vasco Rossi e 'No One But You' dei Queen. Applausi anche dalle tante persone rimaste fuori dalla struttura. Le telecamere sono rimaste fuori per desiderio della famiglia.

Lancio di palloncini durante i funerali di Elena e Diego Bressi, i gemelli uccisi dal padre Mario poi suicidatosi, celebrati al campo sportivo di Gessate (Milano), 04 luglio 2020. ANSA/ ANDREA CANALI
©Ansa

La mamma: “Ricordarli col sorriso”

"Ciao nanetti, non riesco ancora a realizzare che non potrò più vedervi, abbracciarvi, sentire la vostra voce che chiama 'mamma'. Vi abbraccio e vi dico che andrà tutto bene, nonostante il male che vi è stato inferto". È un passaggio della lunga lettera dedicata a Elena e Diego che la madre ha fatto leggere ad un'amica di famiglia al termine dei funerali a Gessate. "Sono stata fortunata ad essere la vostra mamma" e "chiedo a tutti di ricordarvi sorridendo non nelle lacrime, avrebbero preferito così”. 

"Mamma: quell'intercalare che sentivo nominare miliardi di volte al giorno e che ora non sentirò mai più", scrive ancora Daniela nella lettera. "La felicità è una scelta e voi avevate scelto di vivere sereni e felici nella vostra breve vita con i vostri caratteri differenti entrambi accomunati dal sorriso: Elena un vulcano portavi allegria in ogni luogo, Diego riflessivo e osservatore". Sono stata fortunata ad essere la vostra mamma - prosegue Daniela - non sono sicuramente stata una mamma perfetta, come voi non siete stati figli perfetti, ma sono stata me stessa e voi, voi stessi. Voi innamorati perdutamente innamorati della vita e io di voi".

"Finché saprò ancora emozionarmi sentendo il vostro nome Elena e Diego, saprò che questa enorme violenza e ingiustizia non ha vinto. Mi mancherete tantissimo - si legge ancora nella lettera che prosegue - So che da ora in poi sarete al mio fianco, il vostro sorriso mi terrà compagnia nei momenti di paura". "In questo ultimo saluto vi abbraccio e vi dico che andrà tutto bene, nonostante il male che vi è stato inferto - è la conclusione della lettera - Questa mostruosa esperienza mi sta insegnando che non importa quanto forti possiamo essere, tutti prima o poi abbiamo bisogno di un abbraccio".

Il ricordo della loro professoressa

"Un'insegnante spera sempre di spalancare le porte verso il futuro dei suoi ragazzi e mai immagina di proseguire il cammino senza di loro. Non ci sarà giorno in cui entrando in classe non cercherò la mano alzata di Diego, la prima ad alzarsi per una domanda" e "gli occhi buoni di Elena, sempre sorridente, con il cuore grande: era l'alunna di cui ti puoi fidare". Così una delle professoresse di Elena e Diego in una preghiera al termine della celebrazione. "Non ho una goccia di conforto per la vostra mamma - conclude la prof - la scuola, la vita non sarà come prima, mi mancherete, la vostra prof”. 

“Per voi ci sarò sempre: chiamatemi ancora 'proffy' con la y finale se no mi offendo, vi abbraccio e vi voglio bene - ha detto un altro insegnante dei ragazzi -. Ho un immenso bisogno delle vostre domande, mi avete dato entusiasmo anche nella surreale distanza dei pc”.

L'omelia del sacerdote

"Gesù è pieno di compassione: vede il nostro dolore e si prende cura di noi, e oggi lo fa con estrema tenerezza risollevando Elena e Diego mentre li chiama a giocare e crescere in quel giardino stupendo che è il paradiso, che è il suo amore", ha detto durante l'omelia don Matteo Galli, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Gessate, dove fratello e sorella facevano catechismo.

Il saluto dei compagni della Cambiaghese

Insegnanti, allenatori, amici: sono state diverse le lettere che al termine della funzione hanno ricordato i gemelli lette da voci commosse e spezzate dal pianto. "Dovresti vedere quante persone ci sono qui oggi, Diego: ti ricordi quella traversa in finale? Il tuo carisma sarà sempre in campo, d'ora in poi sarai il capitano di ogni nostra squadra. Non ci sono addii per noi, ovunque tu sia, ci vediamo al campo", è stato l'ultimo saluto dei compagni della Cambiaghese.

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