Coronavirus Lombardia, pronto l'ospedale in Fiera Bergamo

Lombardia

Il presidio sarà operativo con circa 35 posti letto per poi arrivare gradualmente a 142, di cui la metà di terapia intensiva e sub-intensiva

Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia 

Tutto pronto all'ospedale allestito all'interno della Fiera di Bergamo per accogliere i primi pazienti colpiti dal coronavirus. Il presidio ospedaliero avanzato sarà operativo con circa 35 posti letto, per poi gradualmente andare a regime. I posti complessivi sono 142, di cui la metà di terapia intensiva e sub-intensiva. Intanto su Twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, fa sapere che sono "4.183 medici, infermieri e Oss contagiati negli ospedali lombardi". A Brescia, invece, molti volontari stanno pulendo gli ingressi delle Rsa.
Nel mentre, Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, è tornato sull'obbligatorietà di indossare le mascherine quando si esce: "Era importante dare un messaggio forte e preciso: fa più caldo, i numeri sono favorevoli ma non bisogna allentare la tensione. Partiranno oggi la distribuzioni dei primi 3,5 milioni" di dispositivi "nei luoghi nevralgici" ma che comunque in questa fase "i cittadini devono stare a casa" e uscire solo per necessità. L'assessore alla Protezione Civile della Lombardia, Pietro Foroni, a Sky TG24  ha intanto dichiarato che saranno i sindaci a occuparsi della distribuzione delle mascherine (da ieri mattina 3 milioni nei 12 capoluoghi), tramite vari sistemi di volontariato.
In Lombardia però continua ad aumentare la mobilità, come riportato dal vice presidente della Regione, Fabrizio Sala, a Sky TG24 (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI).

18:19 - Federazione medici: "Gestione confusa delle Rsa"

Secondo la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Lombardia, fra gli errori nella iniziale gestione dell'emergenza in Lombardia c'è stata "la gestione confusa della realtà delle RSA e dei centri diurni per anziani, che ha prodotto diffusione del contagio e un triste bilancio in termini di vite umane", si legge in una lettera indirizzata all'assessore al Welfare Giulio Gallera. I medici lamentano anche "la mancanza di dati sull'esatta diffusione dell'epidemia" e "l'incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio".
La lettera è insieme un j'accuse e una richiesta di un intervento incisivo: "E' superfluo segnalare - ammonisce la Federazione - come qualsiasi imprudenza potrebbe determinare un disastro di proporzioni difficili da immaginare e come le misure di isolamento sociale siano da potenziare e applicare con assoluto rigore". Per le attività non sanitarie, fra le proposte dei medici, c'è quella di uno screening esteso per individuare chi non è venuto a contatto con il virus. E poi per chi ha avuto sintomi, anche lievi, la richiesta è del test prima del rientro al lavoro la richiesta è del tampone, almeno per gli "addetti ad attività ritenute di prioritario interesse".
"A tale scopo Regione Lombardia dovrà mettere in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili". I medici nella loro lettera per il futuro chiedono alla Regione anche "test rapido immunologico, una volta ufficialmente validato" a tutti gli operatori sanitari" con successivo tampone diagnostico a chi abbia gli anticorpi, con la possibilità per chi risulta positivo ma asintomatico "di un'attività solo in ambiente Covid, sempre con protezioni individuali adeguate".
Inoltre, la Federazione nella prima fase dell'emergenza lamenta la "pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica". E si dice convinta che la "situazione disastrosa" che si è verificata in Lombardia rispetto ad altre regioni sia dovuta proprio perché è stata trattata come "un'emergenza intensivologica, quando in realtà si trattava di un'emergenza di sanità pubblica".

17:54 - Gallera: "51.534 casi in Lombardia, 297 decessi in più"

In Lombardia cala il numero di persone ricoverate negli ospedali dopo essere risultate positive al Coronavirus. Secondo quanto riporta in diretta Facebook l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, nella Regione sono in totale 51.534 i positivi, con un aumento di 1.089 rispetto a ieri. Sono 11.914, invece, i ricoverati non in terapia intensiva, 95 in meno rispetto a ieri, a cui si aggiungono i 1.343 in terapia intensiva, 26 in più. In totale sono 9.020 le persone decedute in Regione, con un aumento di 297 rispetto a ieri.

17:05 - Morto medico in servizio nelle carceri di Brescia

È morto Salvatore Ingiulla, uno dei medici in servizio nelle carceri bresciane di Verziano e in quello di Canton Mombello. Era risultato positivo nelle scorse settimane.

16:44 - Dal Sudan a Bergamo, la cardiologa al lavoro per Emergency

Quattro anni passati nel centro di cardiochirurgia di Emergency in Sudan, oltre all'esperienza nella Repubblica centrafricana, e si è offerta di andare a lavorare nel nuovo ospedale di Bergamo allestito nella Fiera e riservato ai pazienti Covid-19. "Eh sì, me la sono andata cercare!", sorride al telefono Daniela De Serio, cardiologa di terapia intensiva al suo primo giorno nella struttura costruita in tempi record grazie agli alpini e che conta 142 posti letti, per metà di terapia intensiva. Daniela, che ha 37 anni ed è di Lamezia Terme, fa parte dello staff messo a disposizione da Emergency per l'ospedale. In tutto una trentina fra medici e infermieri, che gestiranno 12 pazienti in rianimazione. "Oggi ho fatto la prova di vestizione, i primi minuti sembra faticoso lavorare così ma poi ci si concentra sui pazienti e si dimentica. Anche per questo Emergency ha previsto una figura che noi chiamiamo 'igienista': osserva i nostri comportamenti nel turno per verificare che teniamo le distanze, che laviamo spesso le mani, insomma una specie di supervisore che ci aiuta in questa fase", racconta sminuendo un po' i rischi: "Rispetto ai primi colleghi in campo, noi siamo più consapevoli delle protezioni e di come usarle". Con Emergency dal 2011 in vari progetti, prima dell'emergenza coronavirus lavorava in una struttura privata a Milano. "Ma di fronte a quello che sta succedendo era difficile star fermi e non intervenire. È un dovere, l'ho sentita quasi come una necessità", aggiunge. A Milano ha lasciato solo il cane. La sua compagna, che fa l'infermiera, ha condiviso l'avventura e lavora nello stesso ospedale. "Diciamo che ce la siamo andata a cercare in due", commenta. A fine turno, come tutto lo staff di Emergency, stanno in un hotel a Bergamo. "A differenza delle esperienze in Africa, qui fa strano trovarsi in un luogo familiare come può essere un albergo nel proprio Paese, ma allo stesso tempo stare lontani sempre. Ognuno ha la sua stanza, ognuno mangia da solo. I primi giorni mi dava un senso di isolamento forte, ora parliamo da un tavolo all'altro e pazienza! L'altra sera abbiamo ordinato tutti la pizza. Ognuno l'ha mangiata in camera ma ci sembrava di stare vicini". Poi saluta perché la pausa è finita, l'aspettano i carrelli dei farmaci da riempire e le ultime procedure prima dell'arrivo dei pazienti. Sul suo contratto c'è scritto 2 mesi. "Ma resto finché serve, lo so già".

16:43 - Regione Lombardia stanzia 23,5 milioni per gli indigenti

Uno stanziamento di 23,5 milioni di euro "per supportare le famiglie che vivono in alloggi popolari e non riescono più a pagare il canone e le spese di condominio". Lo ha approvato la giunta regionale della Lombardia, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini. "La misura - ha spiegato Bolognini - è indirizzata a due platee di potenziali beneficiari. La prima prevede un contributo sino a 1.850 euro annui e riguarda i nuclei famigliari indigenti. Viene incontro, quindi, a chi si trova in condizione di povertà assoluta e di grave deprivazione materiale, soggetti che accedono per la prima volta ai servizi abitativi pubblici. La seconda misura, sino a 2.700 euro annui, è rivolta ai nuclei famigliari già assegnatari di un'abitazione destinata a servizi abitativi pubblici che si trovano in una condizione di comprovata difficoltà economica e non riescono a pagare la locazione sociale. In quest'ultimo caso, abbiamo previsto che i richiedenti siano in possesso di certificazione Isee fino a 9.360 euro". 

16:36 – Regione apre il bando per progetti di terapie e diagnostica

Si apre oggi il bando da 7,5 milioni di euro lanciato dalla Regione Lombardia per progetti di terapie e diagnostica del coronavirus, che potrà finanziare fra l'altro di mascherine riutilizzabili, o app per controllare i malati. Il bando, che sarà aperto fino alle 17 del 20 aprile, riguarda più precisamente progetti sullo sviluppo di "studi di virologia che permettono di identificare varianti virali attuali e/o future; terapie per affrontare le epidemie di coronavirus attuali - elenca la Regione in un comunicato - diagnostica anche per screening di popolazione ampi che includano soggetti sintomatici e asintomatici studi su popolazione che permettano una stima affidabile su soggetti asintomatici positivi o che siano stati positivi al Covid-19, con la possibilità di conservazione in bio-banca di materiale biologico proveniente da pazienti Sars-Cov-2 e da soggetti positivi asintomatici".

16:24 – Cesvi dona 500 ventilatori polmonari a Bergamo

cinquecento ventilatori polmonari, per un valore di 277.000 euro, è la donazione di Cesvi all'Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo. centocinquanta andranno alle RSA che hanno accolto pazienti Covid-19 che devono completare il percorso di recupero; gli altri saranno assegnati ai tre alberghi che ospitano pazienti Covid-19 positivi a bassa intensità per ossigeno terapia. "Cesvi opera da sempre nelle più gravi emergenze umanitarie del mondo - ha spiegato la presidente Gloria Zavatta - Ora a trovarsi in una seria situazione di emergenza è l'Italia e, in particolare, la città di Bergamo dove Cesvi è nato 35 anni fa. Siamo orgogliosi di aver acquistato e donato all'ATS di Bergamo questi macchinari che saranno usati per ossigeno terapia di pazienti positivi al Covid-19 ospitati nelle strutture residenziali e negli hotel allestiti per la loro accoglienza". "L'Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo è grata a Cesvi per questa significativa donazione: importante nei numeri, ma anche nella funzione, in quanto ci consente di dar seguito nel migliore dei modi alla fase post ospedaliera dei degenti Covid-19 nelle RSA e negli alberghi Covid" ha commentato Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo.

15:42 – Racca: “Ancora 2 o 3 giorni prima di distribuire le mascherine”

"Ci vorranno ancora due o tre giorni" per iniziare la distribuzione nelle farmacie delle 300 mila mascherine gratuite annunciate dalla Regione Lombardia per i soggetti più 'fragili'", ha detto all'ANSA il presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, spiegando che "la Regione ci deve dare i criteri di aggiudicazione, ossia a chi distribuire, che non possono essere lasciati alla discrezionalità del farmacista" e poi "stiamo cercando di organizzare la distribuzione alle 3 mila farmacie. Noi la affidiamo ai grossisti che ci portano i farmaci, che lo faranno gratuitamente, però due o tre giorni ci vorranno". Altro tema che Federfarma sta affrontando con la Regione "è il numero - ha aggiunto Racca - perché 300 mila mascherine sono 100 a farmacia, non sono tante". Sui tempi per la distribuzione dei dispositivi "la comunicazione della Regione è stata corretta, forse c'è stato un misunderstanding. Questa mattina abbiamo messo un cartello, ai cittadini diciamo che non devono uscire di casa e che nel momento in cui tutte le farmacie saranno approvvigionate avviseremo tutta la popolazione. Bisogna aspettare la comunicazione e vedere se uno ne ha diritto". Va bene, intanto, l'iniziativa sui farmaci a domicilio avviata in collaborazione con la Croce Rossa per chi non è autosufficiente o si torva in quarantena, "che ci ha permesso nelle prime due settimane di fare 5 mila consegne in tutta la Lombardia", ha concluso Racca.

15:38 – La Cisl: “Seimila frontalieri hanno perso il lavoro”

Circa 6mila lavoratori frontalieri hanno perso il lavoro a causa dell'emergenza coronavirus. Si tratta prevalentemente di "lavoratori stagionali del settore turistico e lavoratori somministrati impiegati in vari settori", afferma Mirko Dolzadelli, responsabile Cisl per i frontalieri nel consiglio generale degli italiani all'estero. Per questi lavoratori "abbiamo chiesto - aggiunge Dolzadelli - l'estensione delle misure previste per le lavoratrici e i lavoratori italiani contenute nel decreto legge Cura Italia". I frontalieri residenti in Italia sono circa 80.000. Oltre 70.000 risiedono in Lombardia (nelle province di Varese, Como e Sondrio) e lavorano in prevalenza nel Ticino ma anche nei Grigioni e Vallese. "Due cantoni nei quali - aggiunge Dolzadelli - insistiamo perché vengano adottate le misure a salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori introdotte in Italia e nello stesso Canton Ticino". Il Consiglio generale degli italiani all'estero, organismo di consulenza del governo e del parlamento, ha presentato la proposta di estendere ai frontalieri e ai cittadini italiani residenti stabilmente all'estero, rientrati in Italia per la perdita del lavoro, le indennità previste per le lavoratrici e i lavoratori italiani nelle misure contenute nei Dl 9 e 18 di marzo 2020. "La proposta - conclude Dolzadelli - si rivolge ai nostri connazionali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro a causa dell'emergenza Covid-19. Abbiamo voluto rispondere anche alle segnalazioni fatte, in particolare dalle organizzazioni sindacali svizzere e italiane, dei rappresentanti dei Consigli sindacali interregionali e delle comunità italiane di confine, rispetto alla condizione che vivono molti lavoratori frontalieri".

15:36 – Oltre 5000 consegne di farmaci fatte dalla Croce Rossa in Lombardia

A due settimane dall'attivazione del servizio CRI Pronto farmaco presso l'Unità di Crisi di Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Lombardia, sono circa 5.200 le consegne effettuate dai volontari di Croce Rossa nel periodo della crisi per la diffusione del coronavirus. Una cifra raggiunta - spiega una nota - grazie alla collaborazione tra il Comitato Regionale CRI e Federfarma Lombardia, che coinvolge le circa 3.000 farmacie operative nella Regione, e all'attività di 87 Comitati di Croce Rossa Italiana presenti sul territorio, spesso in sinergia con le Amministrazioni comunali. Nella prima settimana (23-27 marzo), le province con più alto numero di interventi sono state Milano (22%), Brescia (18%), Monza Brianza (13%) e Bergamo (12%). Gli utenti sono per la maggior parte persone over 65 (63%), ma non mancano coloro che sono stati sottoposti a quarantena (23%), sono non autosufficienti (7%) o positivi al Covid-19 (6%). Per il 53% delle consegne effettuate, si tratta di farmaci salvavita.

14:57 - Mascherine nelle farmacie lombarde da metà settimana

Saranno disponibili dalla metà di questa settimana nelle farmacie della Lombardia le mascherine gratuite: lo sottolineano in un comunicato congiunta Regione, Federazione dei Farmacisti Lombardi, Federfarma Lombardia e Assofarm. "Come già annunciato - prosegue la nota – abbiamo previsto di destinare per questa iniziativa oltre 300.000 mascherine che sono già presso il magazzino regionale. Insieme alle associazioni di categoria stiamo ultimando le modalità distributive che inizieranno nella giornata di oggi in modo tale che nei prossimi giorni si possa rifornire ogni farmacia lombarda". Le mascherine saranno "destinate ai clienti delle farmacie con riferimento alle fasce della popolazione più fragili e insieme stiamo definendo i criteri per la consegna".

14:55 - Anonima famiglia di Sesto San Giovanni dona cibo per 7mila euro

"Un'anonima famiglia sestese ha donato al Comune 7.000 euro di cibo e beni di prima necessità da consegnare ai cittadini più bisognosi". Lo ha reso noto il sindaco Roberto Di Stefano. "In totale - scrive sui social - oltre 200 spese che nei prossimi giorni porteremo a chi si trova in difficoltà. A nome di tutta la cittadinanza, ringrazio questa famiglia per il suo bellissimo gesto di solidarietà! Sesto ha un grande cuore!".

14:29 - Bergamo, in 30mila firmano petizione per chiedere giustizia

Oltre 30mila persone hanno firmato un appello su Change.org che chiede giustizia per le vittime di Bergamo e della Val Seriana. "Con la presente petizione - si legge nel testo inviato ai sindaci del territorio e al premier Conte - si chiede che i politici locali e i rappresentanti del territorio esigano chiarezza su quanto accaduto dopo la chiusura del 23 febbraio del pronto soccorso di Alzano Lombardo inspiegabilmente riaperto senza alcuna precauzione del caso. Si chiede, inoltre, di verificare perché, nonostante le spinte dei cittadini e degli amministratori, non sia stata istituita alcuna zona rossa che, come a Codogno e Lodi, avrebbe potuto limitare i danni".
"Alla luce dell'aumento smisurato dei contagi e dei decessi, che attestano la provincia di Bergamo la più grave in tutta Europa, si chiede che - prosegue l'appello - chiunque sappia qualcosa parli e chi abbia responsabilità faccia la sua parte per permettere alla nostra provincia di rialzarsi il prima possibile". L'appello si chiude con la proposta di istituire una Giornata di lutto per le vittime.

14:12 - A Cinisello Balsamo tamponi 'pit stop'

Dopo i primi tre giorni di sperimentazione del servizio, con l'esecuzione dei primi 70 tamponi, parte oggi all'Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, nel milanese, il "pit stop" per la verifica della negativizzazione dei pazienti positivi al Coronavirus con l'esecuzione del tampone di controllo direttamente a bordo della propria auto. Parte infatti ufficialmente il servizio che consente ai dipendenti dell'ASST Nord Milano che devono effettuare il secondo tampone dopo il periodo di isolamento domiciliare e ai pazienti dimessi dai Pronto Soccorso o dai reparti dopo un ricovero negli Ospedali di Sesto e Cinisello di eseguire il tampone di controllo senza scendere dalla propria auto". Con una telefonata del medico competente per i dipendenti o del Centro Servizi per i pazienti, si è invitati in orario prestabilito a recarsi all'Ospedale Bassini, muniti della convocazione ricevuta via mail, di mascherina e guanti monouso, e, attraverso un percorso guidato da apposita segnaletica, si arriva alla rampa di accesso al vecchio Pronto Soccorso dove assistenti sanitari e personale infermieristico eseguono il tampone senza far scendere il paziente dall'auto. Potranno essere eseguiti 46 tamponi al giorno, circa 10 minuti per ogni paziente. Una volta eseguito il tampone, il paziente rientra al proprio domicilio e rimane in isolamento in attesa di essere contattato per la comunicazione dell'esito. Se il tampone è negativo, il paziente viene convocato a distanza di 24 ore per l'effettuazione del secondo tampone di controllo, in caso di tampone positivo il paziente viene invitato a rimanere in isolamento per ulteriori 7 giorni decorsi i quali, in assenza di sintomi, verrà eseguito nuovamente il tampone.

13:41 - Medici russi a Bergamo: "Qui per fronteggiare emergenza"

"L'italia ha chiesto aiuto alla Russia e noi per senso di solidarietà siamo venuti qui in Lombardia, la regione più colpita, per dare una mano e fronteggiare il Covid". A spiegarlo è uno dei militari della brigata russa nell'atrio dell'ospedale allestito alla Fiera di Bergamo, dopo l'ultimo sopralluogo prima dell'apertura ai malati di Coronavirus. All'interno del presidio medico avanzato dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, prima della sua chiusura a qualsiasi non addetto, il tenente colonnello Aleksandr Petrovich Yumanov, responsabile dello staff medico arrivato lo scorso 21 marzo da Mosca, ha spiegato che saranno "8 le brigate che lavoreranno in ogni reparto della struttura comprese la terapia intensiva e sub-intensiva". Il militare, che coordina 32 medici, di cui 8 anestesisti, altri 8 virologi-infettivologi, altrettanti medici di medicina interna e 8 infermieri anestesisti, ha precisato: "Ci siamo preparati al Papa Giovanni e siamo pronti per aiutare i pazienti".

13:37 - Fabrizio Sala: "Aumentano ancora movimenti in Lombardia"

Fabrizio Sala, vice presidente della Regione Lombardia, a Sky TG24 ha affermato che anche nella giornata di ieri, domenica, sono aumentati movimenti in Lombardia: "I dati ci dicono che abbiamo avuto un più 1% in più rispetto a domenica scorsa" e "mediamente" l'ultima settimana lavorativa segna "l'1-1,5% in più di movimenti rispetto sempre alla settimana scorsa". Sala ha ribadito che "questo significa migliaia di persone in più che si sono spostate". I movimenti maggiori di ieri si sono verificati "alle 12, alle 18 e cosa strana alle 23: è un dato anomalo e andremo ad analizzare perché", ha chiarito il vice presidente specificando che i dati analizzano gli spostamenti su base provinciale.

13:36 - Pm di Milano al lavoro su esposti e denunce arrivati da Rsa

Si stanno muovendo soprattutto sul piano documentale, con l'analisi dei tantissimi esposti e denunce arrivati e delle carte presentate dalle varie strutture, le indagini aperte dalla Procura di Milano sui casi di contagi da Coronavirus nelle residenze sanitarie assistenziali milanesi, dove decine e decine di anziani sono morti e molti operatori si sono ammalati. Tra i vari fascicoli già aperti in questi giorni, per diffusione colposa di epidemia e reati in materia di sicurezza del lavoro, anche quello, come si era saputo già il 2 aprile, nato dalle denunce di lavoratori dello storico Pio Albergo Trivulzio, dove nel mese di marzo sono morti 70 anziani.
Sono al lavoro su questo fronte i pm del dipartimento 'ambiente, salute, sicurezza, lavoro', guidato dall'aggiunto Tiziana Siciliano, che anche in queste ore si sono confrontati sugli accertamenti da effettuare. Altre indagini sulla mancanza di cautele, sia informative che di dispositivi, per prevenire il rischio dei contagi, infatti, sempre scaturite da denunce anche di familiari di vittime e da segnalazioni, sono in corso sull'Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano ("nessuna negligenza in contagi del personale", ha sempre ribadito l'istituto), su una 'casa famiglia' di Affori, quartiere di Milano, ma anche su altre Rsa del milanese, tra cui una nel quartiere Corvetto.
"In tanti anni di servizio - ha raccontato all'ANSA un'operatrice socio sanitaria della Rsa 'Virgilio Ferrari' di Milano - non ho mai visto una situazione del genere. Nell'ultimo mese sono morti circa 40 pazienti". Già a fine febbraio, ha spiegato, "abbiamo mandato una mail alla direzione tramite il sindacato per chiedere la disinfezione dei locali e di fornirci i presidi sanitari. Dopo un bel po' di giorni hanno iniziato a darci le mascherine".

13:23 - Pazienti dimessi ricoverati al Kennedy di Crema

Una ventina di pazienti positivi al coronavirus, dimessi da vari ospedali lombardi dopo la fase acuta, verranno ricoverati per la riabilitazione, a partire da mercoledì, al Kennedy di Crema, struttura privata socio-sanitaria per le cure intermedie, della Fondazione Benefattori Cremaschi Onlus. Sono state superate le resistenze del Comune di Crema, legate ai contagi e decessi registrati nelle scorse settimane nelle strutture della Fondazione, inclusa la Rsa Lucchi. "Dall'8 marzo, in base alle nuove disposizioni, siamo tenuti a metterci a disposizione della Regione. Abbiamo destinato ai pazienti Covid una palazzina di 4 piani, isolata e indipendente, con personale dedicato", spiega all'ANSA la presidente della Fbc, Bianca Baruelli. E aggiunge: "E' allestito un primo nucleo di venti posti, ma la capacità è in aumento. La nostra è una sfida coraggiosa. Seppur sotto controllo, affrontiamo un rischio di cura, e ci impegnerà dei mesi, gli anziani avranno bisogno di lungo tempo per la riabilitazione". Un ricovero post operatorio di riabilitazione vale circa 250 euro al giorno. "Non potremmo certo lavorare gratis per il sistema sanitario, però ancora la Regione non ci ha detto la tariffa riconosciuta per la cura di questi pazienti un po' più complessi", spiega la presidente di Fbc, che intanto ha ottenuto donazioni private per "circa 200mila euro".

13:12 - Stretta sui controlli nel Cremonese

Ci sarà una stretta sui controlli per evitare spostamenti ingiustificati e diffusione del contagio in provincia di Cremona, tra le più colpite dal coronavirus. Questo l'indirizzo dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la sicurezza che si è tenuta stamattina in videoconferenza sotto la direzione del prefetto, Vito Danilo Gagliardi. Il prefetto della provincia di Cremona - viene spiegato in una nota - non ha usato mezzi termini per affermare una linea improntata alla tolleranza zero in questo momento così delicato per la lotta al virus che sta impegnando il nostro paese già da diverse settimane e la nostra provincia anche da prima e più duramente. L'allarme è per il week-end di Pasqua: controlli più serrati, più rigorosi, più frequenti, ed organizzati in modo coordinato ed incrociato. Lo scopo è evitare il più possibile esodi, gite fuori porta, ricongiungimenti familiari improvvisi, trasferimenti non giustificati nelle seconde case. La Polizia Stradale conferma come già nell'ultimo fine settimana si sia potuto registrare un certo aumento di spostamenti non giustificati, puntualmente fatto oggetto di contestazioni.

12:45 - Bergamo, pronto l'ospedale in fiera

Tutto pronto all'ospedale allestito all'interno della fiera di Bergamo per accogliere i primi pazienti colpiti dal coronavirus. Stamattina si sono svolte le ultime “prove” simulate con un manichino per verificare ancora una volta la funzionalità dei percorsi dei malati e delle attrezzature, come la Tac e la Rx. Il presidio ospedaliero avanzato sarà operativo con circa 35 posti letto, per poi gradualmente andare a regime. I posti complessivi sono 142, di cui la metà di terapia intensiva e sub-intensiva.

12:30 - Da carabinieri Cremona pasti per anziani e pc per un bambino

A Cremona i carabinieri stanno collaborando con le associazioni di volontariato e le altre istituzioni locali nel trasporto e
distribuzione di prodotti alimentari. Stanno consegnando a domicilio farmaci o beni di prima necessità ad anziani e a persone che per problemi di salute non possono uscire dalle proprie abitazioni. Proprio durante uno dei servizi "porta a porta" i militari hanno saputo che un bambino di 11 anni aveva urgenza e bisogno di un pc per proseguire l'attività scolastica. Così i carabinieri, dal titolare di un negozio di informatica di Cremona, hanno ottenuto un pc usato ma in ottime condizioni, e lo hanno regalato al bambino.  

12:03 - Attilio Fontana: "Non posso aprire chiese a Pasqua"

"Anche volendo non potrei fare niente": così il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha risposto a una domanda sulla riapertura delle chiese a Pasqua, chiesta da Matteo Salvini. Fontana ha spiegato che "è il Governo che ha già emesso un suo provvedimento nel Dpcm che dispone che rimangano chiuse, è un provvedimento nazionale".

11:35 - Garlasco, mamma e fratello morti: positivo in casa solo e senza cibo da giorni

La madre era morta un mese fa per cause naturali, il fratello dieci giorni fa per Covid-19. E lui, 51 anni, a sua volta positivo al coronavirus e disoccupato, da allora era rimasto solo in casa e da diversi giorni non riusciva a procurarsi nemmeno il cibo a causa delle sue condizioni di salute e di indigenza. Nel tardo pomeriggio di ieri i carabinieri della stazione di Garlasco (in provincia di Pavia) hanno scoperto la situazione dell'uomo e hanno provveduto a recapitare al soggetto diversi generi alimentari cucinati e donati dal titolare di un ristorante, che ha voluto restare anonimo.

11:22 - Federfarma Lombardia: "Mascherine a farmacisti non prima del weekend"

Le mascherine nelle farmacie della Lombardia saranno disponibili "non prima di fine settimana prossima". Lo hanno scritto in una nota ieri, domenica 5 aprile, Federfarma Lombardia, la Federazione degli ordini dei farmacisti e Confservizi. Dopo la notizia della "imminente distribuzione delle mascherine nelle farmacie, si informa che le stesse saranno disponibili in farmacia non prima di fine settimana prossima. Regione Lombardia comunicherà a breve i criteri che permetteranno la distribuzione ai cittadini".

11:21 - Foroni: "I sindaci si occuperanno di distribuzione mascherine"

"Abbiamo iniziato ieri una distribuzione di 3 milioni di mascherine nei 12 capoluoghi di provincia che stamattina saranno distribuite nei vari comuni" e poi "saranno dislocate nei territori comunali: ogni sindaco le distribuirà secondo le richieste". Lo ha detto l'assessore alla Protezione Civile della Lombardia, Pietro Foroni, a Sky TG24. "Saranno i sindaci a occuparsi di questa distribuzione tramite i volontari della Protezione Civile o di altri sistemi di volontariato", ha aggiunto precisando che "i sindaci conoscono quali sono le famiglie che ne hanno bisogno". Per quanto riguarda la distribuzione nelle farmacie, Foroni ha chiarito che "entro la fine di questa settimana arriveranno 300-350mila mascherine" che però "non saranno distribuite a tutti ma a chi entra e non ha la mascherina, a chi ne ha una usurata" o "a chi ha patologie", ha concluso.

11:04 - In Rsa bergamasca morti 52 anziani su 150

Erano 150 gli anziani ospiti nella alla Fondazione Sant'Andrea a Clusone (in provincia di Bergamo): nell'ultimo mese ne sono morti 52. Un terzo, a quanto trapela, se li sarebbe portati via il coronavirus, anche se nessun referto li ha mai identificati come positivi perché "qui non è venuto nessuno a fare i tamponi", ha raccontato all'ANSA Katia, infermiera della struttura che ora attende anche l'arrivo di pazienti Covid dimessi dagli ospedali.

10:53 - Festa in casa a Pavia, arriva la polizia

Sei giovani che nella serata di sabato si erano ritrovati a casa di uno di loro, in un appartamento alla periferia di Pavia, si sono visti infliggere una multa complessiva di 2.400 euro (400 euro a testa). La festa che avevano organizzato non è, infatti, consentita dal decreto del governo (che vieta gli assembramenti anche tra le mura domestiche) per il contenimento del Coronavirus. A darne notizia è oggi il quotidiano La Provincia pavese

10:29 - Violarono norme, denunciati 49 tifosi dell'Inter

Quarantanove tifosi dell'Inter sono stati sanzionati per violazione delle norme di contenimento del Coronavirus (due anche per il possesso di fumogeni.) in quanto il 7 marzo scorso con altri 350, per mostrare la loro vicinanza alla squadra che il giorno successivo avrebbe disputato a Torino l'incontro, a porte chiuse, contro la Juventus, si erano radunati ad Appiano Gentile (Como) presso il Centro Sportivo Suning. Oltre a non aver dato preavviso, i tifosi avevano agito in violazione delle disposizioni del Decreto Legge 23 febbraio 2020 per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.

9:49 - Giulio Gallera: "Rischioso aprire chiese per Pasqua"

"Mi sembra un po' rischioso riaprire le chiese, salvo ce non ci siano le condizioni". Lo ha detto l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque, commentando la proposta del leader della Lega Matteo Salvini di riaprire le chiese per la messa di Pasqua. "Questa è una bella idea però secondo me un po' rischiosa, salvo che non si riesca a realizzare con solo poche persone per panche e distanziate, ma non è semplice. Molte chiese si sono organizzate trasmettendo le messe on line sui siti della parrocchia, forse una Pasqua così sarà diversa ma non meno intensa". Anche a Mattino Cinque, Gallera ha parlato delle mascherine: "Sabato abbiamo iniziato a prendere i contatti con Federfarma e stiamo organizzando una distribuzione di 300mila mascherine da dare gratuitamente alle fasce più deboli" come "gli over 65" o "coloro che hanno l'esenzione per patologia o reddito". Questa "è la settimana in cui bisogna stringere ancora di più, proprio perché il risultato è molto vicino". In Lombardia "abbiamo chiuso anche i mercati comunali coperti e scoperti questa settimana anche sugli alimentari, lasciando aperti solo i negozietti". Infine, Gallera ha giudicato "sconcertante" sentire dire dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli, che non avrebbe indossato la mascherina perché sufficiente il distanziamento sociale.

9:08 - Attilio Fontana: "Ultimo sforzo per vincere"

"Tantissimi scienziati ci dicono che è più opportuno e in ogni caso più rispettoso verso gli altri utilizzare qualcosa per coprire il naso e la bocca. Visto che in questo periodo non si passa la vita in giro e si esce di casa solo per fare la spesa o andare in farmacia mi sembra che questa decisione sia stata utile". Così il governatore della Lombardia
Attilio Fontana spiega, in un'intervista a La Repubblica, il motivo dell'ordinanza che obbliga i lombardi a indossare le mascherine quando escono di casa.  

9:06 - Giulio Gallera: "Obbligo mascherine condiviso con Conte"

"Venerdì ci siamo confrontati con il Governo e con gli altri presidenti di Regione, abbiamo preannunciato al presidente Conte questa volontà e lui ci ha detto 'rientra nelle vostre facoltà, assolutamente agite'. Per dire della concordanza istituzionale".  Lo ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ad Agorà, parlando delle polemiche scaturite dall'ordinanza lombarda sull'obbligo di indossare la mascherina o comunque di coprire naso e bocca quando si esce di casa. "Era importante dare un messaggio forte e preciso: fa più caldo, i numeri sono favorevoli ma non bisogna allentare la tensione. Partiranno oggi la distribuzioni dei primi 3,5 milioni" di dispositivi "nei luoghi nevralgici" ma che comunque in questa fase "i cittadini devono stare a casa" e uscire solo per necessità.

7:12 - A  Brescia volontari puliscono ingressi Rsa

"Le residenze per anziani necessitano del nostro sostegno e della nostra vicinanza" scrive il sindaco di Brescia Emilio del Bono, spiegando che "Tante le persone che devono entrare per motivi di lavoro : ci hanno chiesto un un intervento di pulizia". Così "grazie alla Protezione civile del Comune di Brescia che coordina dei generosi volontari, in questo caso il Gruppo Paracadutisti onlus che hanno pulito gli ingressi di tutte le Rsa Fondazione Casa di Dio Brescia".

7:10 - Giorgio Gori: "4.183 sanitari contagiati in Lombardia"

"Sono 4.183 medici, infermieri e Oss contagiati negli ospedali lombardi", scrive il sindaco di Bergamo Giorgio Gori su Twitter, commentando "Qualcosa è andato storto, troppi non erano protetti". In particolare, secondo quanto scritto da Gori i contagiati sono "448 all'Asst Spedali di Brescia; 436 all'Asst Bergamo Est (Ospedali di Seriate e Alzano; 283 all'Asst Lecco; 282 all'Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo".

7:08 - Il Vescovo di Bergamo: "Sacerdoti rinunciate a tre mensilità"

Nella domenica delle Palme, il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha scritto ai sacerdoti della diocesi per chiedere loro di rinunciare a tre mensilità a favore di un fondo di solidarietà per le famiglie colpite dalla crisi e ha annunciato la celebrazione di una messa per tutti i defunti. 

7:06 - Morte due suore nel Cremonese

Nel Cremonese sono morte due suore. Sono decedute suor Luisa Sala e suor Emanuela Bezza rispettivamente di 85 e 87 anni.

7:04 - Il sindaco di Cremona: "Su mascherine no notizie certe"

"Invitiamo i cittadini a non recarsi nelle farmacie per evitare assembramenti fino a notizie certe e chiare da parte di Regione" lo scrive su Facebook il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. "Abbiamo appreso la notizia, dai canali social di Regione Lombardia che sarebbero in distribuzione 126mila mascherine per tutto il territorio provinciale. Dopo ulteriori approfondimenti però, non abbiamo avuto altre informazioni rispetto alla modalità di distribuzione né tantomeno alla ripartizione tra i comuni della Provincia. Non ci risulta quindi ad ora che domani siano disponibili in città e cercheremo di capire quali sono le indicazioni della Regione per arrivo e per distribuzione".

7:01 - In un paese del Bergamasco spesa divisa per sesso

Singolare iniziativa a Canonica d'Adda, in provincia di Bergamo, dove il sindaco Gianmaria Cerea ha deciso che da oggi la spesa si potrà fare a giorni alterni a seconda che si sia uomo o donna. In molti hanno pensato a una fake news, ma la notizia è pubblicata sulla pagina ufficiale del Comune. Le donne potranno fare la spesa il martedì, giovedì e sabato, mentre gli uomini il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica.

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