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Milano, Fabrizio Corona torna in carcere per violazione delle prescrizioni

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 25/03

2' di lettura

Fabrizio Corona è tornato in carcere. Il magistrato di sorveglianza Simone Luerti ha preso la decisione di sospendere l'affidamento terapeutico che era stato concesso all’ex agente fotografico a causa di una serie di violazioni delle prescrizioni. Secondo Luerti, oltre a una serie di violazioni delle prescrizioni "territoriali" ed "orarie", Corona ha dimostrato, con una serie di affermazioni pronunciate su Instagram e alla trasmissione televisiva 'Non è l'arena', di essere insofferente alle regole dell'affidamento terapeutico, dicendo sostanzialmente che non ne poteva più e di volersene fregare. Nel provvedimento viene anche citato il comportamento di Corona nei confronti di Riccardo Fogli, ossia l'aver parlato di un presunto tradimento della moglie dell'ex componente dei Pooh durante la trasmissione 'L'isola dei famosi'. Dopo il provvedimento di sospensione, il Tribunale di Sorveglianza di Milano entro 30 giorni dovrà decidere se confermare o meno la sospensione dell'affidamento.

L'avvertimento

A fine gennaio scorso, il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva stabilito che Corona potesse continuare a scontare la pena residua per le sue condanne in affidamento terapeutico 'definitivo', per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina, come avevano già deciso a fine novembre scorso i giudici valutando positivamente il suo percorso di recupero. Nelle scorse settimane, però, il giudice Luerti aveva già emesso una prima 'diffida', imponendogli tra le prescrizioni di non uscire dalla Lombardia, mentre prima l'ex agente poteva recarsi fuori dalla regione chiedendo l'autorizzazione. Nei mesi scorsi, inoltre, l'Avvocato generale Nunzia Gatto per la Procura generale, oltre a fare ricorso in Cassazione per chiedere la revoca dell'affidamento, aveva presentato alla Sorveglianza una nuova istanza di revoca della misura alternativa alla detenzione e su questa si era in attesa della fissazione di un'udienza per la discussione.

Le violazioni

Ora il giudice Luerti ha deciso di sospendere l'affidamento e per questo Corona è tornato in carcere. Gatto aveva elencato le numerose violazioni dell'affidamento, compreso il fatto che, lo scorso 10 dicembre e poi anche in altre occasioni, Corona era andato nel 'boschetto della droga' di Rogoredo a fare "l'agente provocatore", a fingere di acquistare stupefacenti, malgrado tra le prescrizioni del suo programma ci sia il divieto di frequentare tossicodipendenti. Corona, stando alla decisione del giudice Luerti, ha violato più volte la prescrizione di non lasciare la Lombardia e di non frequentare determinati luoghi. In più, avrebbe violato anche gli orari stabiliti per il rientro a casa in alcune occasioni. La parte centrale della decisione, però, riguarda alcune affermazioni rese dall'ex agente fotografico in un video e in tv nelle quali, in sostanza, Corona, che non avrebbe potuto neanche parlare dell'affidamento in atto, avrebbe detto "non ne posso più, me ne frego", in relazione alle prescrizioni dell'affidamento che gli era stato concesso nel febbraio del 2018. Per il giudice quelle dichiarazioni di insofferenza alle regole sono in contrasto con il percorso di recupero che deve intraprendere un condannato che sta scontando una pena in affidamento fuori dal carcere.

Giudicato "non congruo" il comportamento contro Riccardo Fogli

Nel provvedimento di sospensione viene citato, anche se non è una violazione delle prescrizioni, il comportamento tenuto da Corona nei confronti del cantante Riccardo Fogli durante la trasmissione 'L'isola dei famosi', giudicato "non congruo" per una persona che sta scontando la pena in affidamento terapeutico. L'ex agente fotografico aveva parlato di un presunto tradimento della moglie dell'ex componente dei Pooh.

L'uscita dal carcere a febbraio 2018

A febbraio Corona era uscito dal carcere su decisione del tribunale di sorveglianza di Milano, il quale aveva concesso all'ex fotografo dei vip l'affidamento terapeutico in una comunità a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. Fino a quel momento Corona si trovava in carcere dall'ottobre 2016, quando la Squadra Mobile di Milano aveva eseguito un'ordinanza di custodia cautelare per l'accusa di intestazione fittizia di beni. Pochi giorni prima gli erano stati sequestrati 1,7 milioni di euro, nascosti nel controsoffitto dell'appartamento di una sua collaboratrice. Su Corona pendeva anche l'aggravante di aver commesso il reato durante l'affidamento in prova ai servizi sociali. La misura cautelare si era poi tradotta in una condanna a un anno per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ma era stato assolto da altri due capi d'accusa: violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione e intestazione fittizia dei beni.

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