Apertura stagione balneare 2026, quali sono gli stabilimenti più antichi d’Italia?

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Ipa/Ansa

Introduzione

Gli stabilimenti balneari hanno ormai ufficialmente aperto in quasi tutta Italia: la stagione estiva 2026 si prepara a entrare nei mesi più caldi. Oggi, con dati aggiornati al 2025, ci sono oltre 7mila strutture sparse per i lidi di tutta la Penisola, pronte ad accogliere turisti e cittadini. Un tempo erano molte meno: nate intorno alla fine del 18esimo secolo, inizialmente erano appannaggio prima dei soli nobili e poi della più alta borghesia. Da quando hanno iniziato a diffondersi in Europa, l’Italia è sempre stata uno dei Paesi con gli stabilimenti balneari più gettonati. Ma quali sono i più antichi dello Stivale? E come sono cambiati, per architettura e funzione, dalle origini a oggi?

Quello che devi sapere

In principio furono i bagni termali e la talassoterapia

I moderni stabilimenti balneari nascono come evoluzione degli stabilimenti termali, come ad esempio quelli dell’area di Montecatini. Solo in un secondo momento, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, si spostarono in riva al mare, ma si trattava comunque di luoghi pensati più che altro per la talassoterapia: si curavano problemi respiratori, reumatici e circolatori, oltre che stati nevrotici e depressivi. Si ricordano ad esempio i Bagni Baretti di Livorno, inaugurati nel 1781. L’abitudine di passare i mesi più caldi in queste strutture prese piede inizialmente tra l’aristocrazia inglese e francese.

 

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I primi stabilimenti balneari in Italia – Viareggio (1823-1828)

Ad aprire quella che possiamo definire l’era vera e propria degli stabilimenti balneari in Italia è stata Viareggio, in Toscana. Qui, nel 1823 nacque ad esempio il Bagno Dori, aperto ancora oggi. Poi, intorno al 1827-1828, furono costruite altre strutture adiacenti alla spiaggia, o direttamente su palafitte nel mare, come i Bagni Nereo. Erano presenti passerelle e cabine, con aree divise tra quelle per gli uomini e quelle per le donne. Frequentarli era ancora comunque appannaggio di nobili e aristocratici, italiani e non. In foto: Viareggio negli anni '90.

 

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Viareggio
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I bagni Pejani di Livorno (1840)

Nel 1840, tornando a Livorno, aprono i Bagni Pejani, oggi conosciuti come lo stabilimento Onde del Tirreno, meta preferita di tutta l’alta aristocrazia toscana. Quelli erano comunque gli anni in cui tutta la città era in fermento: si costruivano i primi grandi stabilimenti sul litorale. 

Il Bagno Donn’Anna di Napoli (1840)

Nella pittoresca cornice di Posillipo, di fronte al Palazzo Donn’Anna, sempre nel 1840 anche a Napoli inizia a diffondersi la moda dello stabilimento per la talassoterapia. Ad aprire le danze è il Bagno Donn’Anna.

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Lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni Marittimi di Rimini (1843)

Il 30 luglio 1843 si inaugura invece il primo grande stabilimento balneare dell’Adriatico, lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni Marittimi di Rimini, un imponente struttura ancora dedita soprattutto alla talassoterapia, lontana anni luce dall’atmosfera turistica che la cittadina romagnola avrebbe poi acquistato negli anni a venire.

Il Lido di Venezia (1857)

Per l’exploit della vocazione balneare della zona di Venezia bisogna aspettare ancora qualche anno. È il 1857 quando viene costruito al Lido il primo stabilimento organizzato, sull’area di spiaggia naturale conosciuta come “Fisola”: quell’anno nasceva lo Stabilimento Bagni del Lido. Era l’inizio di una trasformazione che avrebbe attraversato i decenni a seguire. Nell 1908 aprì l’Hotel Excelsior Venice Lido Resort, poi il Grand Hotel des Bains. Il Lido di Venezia sarebbe diventato meta di lusso e simbolo della Belle Époque.

VEDUTA DEL LIDO DI VENEZIA MARE
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Il Kursaal di Rimini (1870)

Rimini è tra le prime mete balneari a spingere la trasformazione dello stabilimento da luogo di cura a luogo di svago. Il Kursaal, inaugurato nel 1870, ne fu l’esempio più calzante: una sorta di “palazzo di divertimento” costruito sul mare, collegato alla spiaggia nei mesi caldi. Qui si tenevano balli ed eventi mondani, c’erano sale da tè e terrazze panoramiche. Un altro luogo chiave per la Belle Époque.

Il Kursaal di Rimini, 1905

Il Lido di Genova (1908)

All’inizio del ‘900 anche la città di Genova inizia a pensare al mare anche come uno spazio ricreativo e non più solo come una risorsa portuale e produttiva. La borghesia si appassiona alla cultura del bagno al mare e, da un’idea del figlioccio di Giuseppe Garibaldi (Giuseppe Garibaldi Coltelletti), viene costruito il Lido, nella zona tra la Foce e Boccadasse. Il progetto è imponente e segna un nuovo sviluppo nella storia della balneazione, con terrazza semicircolare in discesa sul mare, rotonde nell’acqua, una grotta e un teatro. Di lì passeranno prima Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti, poi Mike Bongiorno e Pippo Baudo. Negli anni ’50 si organizzava anche il concorso di Miss Lido, vinto – tra le altre – da un’ancora sconosciuta Sophia Loren.

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L’Antico Stabilimento Balneare di Mondello (1911)

Non tutti sanno che la spiaggia di Mondello, a nord di Palermo, un tempo era una temuta zona malarica, bonificata verso la fine dell’800. Verso il 1911 lì si iniziò a costruire quello che poi divenne l’Antico Stabilimento Balneare di Mondello, uno dei primi e più illustri esempi di stile Liberty in Sicilia. Il progetto era maestoso e comprendeva una struttura a palafitte sul mare, impreziosita da decorazioni floreali e dalle linee sinuose, con grandi saloni e terrazze. Di fatto segnò la nascita del turismo balenare in tutta l’Isola. 

PALERMO

La Rotonda a Mare di Senigallia (1933)

Simbolo della civiltà balneare italiana è anche La Rotonda a Mare di Senigallia, struttura architettonica razionalista di Enrico Cardelli, costruita direttamente sul mare, inaugurata nel 1933. Anche questo è un ibrido: luogo di eventi e concerti, piattaforma circolare su palafitte, con passerelle collegate alla spiaggia ed edificio centrale sospeso.

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Il Lido di Alghero (1934)

Anche il lido di Alghero nacque, nel 1934, su una spiaggia che a lungo fu soltanto una desolata landa malarica. Fu la prima struttura nella zona della Sardegna settentrionale che prevedeva più edifici, in muratura, pensati per la balneazione e lo svago, con cabine, alloggi, negozi, bar e ristorante.

 

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