Natale 2024, meglio il panettone gourmet o quello industriale? Ecco quale scegliere

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Introduzione

Anche quest'anno torna l'eterno dilemma per il consumatore che ama il panettone: meglio quello artigiale/gourmet o industriale? La differenza sta nel prezzo e nel tipo di ingredienti: il primo, infatti, presenta costi elevati (fino addirittura a 80 euro, per via della corsa al rialzo) ma è fatto da burro pregiato, uova fresche e lievitazione naturale, con innegabili risvolti positivi su consistenza e gusto; il secondo invece presenta prezzi decisamente accessibili (anche 5 euro) ma è realizzato con margarina, aromi artificiali e conservanti, con il rischio di essere meno appetitosi ma soprattutto meno salutari.

Cosa scegliere quindi? Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana e nutraceutica alla Lum (Libera Università Mediterranea), ritiene che il giusto compromesso sia quello di optare per produttori in grado di fornire un buon equilibrio tra qualità e prezzovalorizzando realtà produttive locali che non rincarino eccessivamente il prezzo finale, magari solo per il peso di un brand griffato.

Quello che devi sapere

L'eterno dilemma

  • Prosegue la corsa al rialzo del costo dei panettoni o pandori "firmati", artigianali, gourmet o a produzione limitata. I prezzi, spiegano gli esperti, oscillano tra i 35 e gli 80 euro. E come ogni anno, con l'avvicinarsi a Natale tornano le discussioni tra amici e in famiglia su quali marche o firme scegliere per i giorni di festa

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I panettoni artigianali e gourmet

  • La differenza è di prezzo e ingredienti. "Da una parte ci sono i prodotti artigianali e gourmet, attestati oramai - e ogni anno di più - su costi elevati che, tuttavia, riflettono l'uso di ingredienti di alta qualità, come burro pregiato, uova fresche e lievitazione naturale, oltre al lavoro manuale in grado di esaltare, di tali prodotti, il sapore e la consistenza", spiega Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana e nutraceutica alla Lum (Libera Università Mediterranea), ad Adnkronos Salute. "Tutto ciò, naturalmente, giustifica prezzi non propriamente popolari", evidenzia

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Così nasce un panettone artigianale

  • "I migliori panettoni artigianali vengono lievitati grazie al lievito madre, un lievito vivo, che va nutrito, curato, accudito. È da quel lievito che dipende l'intera riuscita del panettone", sottolinea Minelli. "Essendo un dolce a doppio impasto, prima si impasta lievito madre, farina e acqua, e poi si aggiungono poco alla volta zucchero, burro e tuorli d'uovo. E se l'impasto non ha formato una buona maglia glutinica, non riesce ad assorbire burro e uova, rimanendo slegato. Seguiranno due lievitazioni di 12 e di 7 ore con aggiunte progressive di miele, uvetta sultanina, cubetti di arancia candita, cedro candito, scorza di limone e di arancia, e successiva cottura che porterà poi al prodotto finito - spiega l’esperto -  È così che nasce un panettone non industriale"

I panettoni industriali

  • "Dall'altra parte ci sono i prodotti industriali a basso costo, disponibili anche a 5 euro o meno, che puntano sulla grande distribuzione per attrarre un pubblico più vasto, ma che, contrariamente ai primi, potrebbero essere stati composti con margarina, aromi artificiali e conservanti, così risultando meno appetitosi, ma soprattutto meno salutari", sottolinea Minelli. "D'altro canto, il panettone, espressione storica della famiglia dei grandi lievitati, non è un dolce semplice né veloce, ma richiede esperienza, manualità e un occhio più che esperto nel capire tutte le fasi della lievitazione", puntualizza

Prezzo più alto, maggiore qualità?

  • Ma un panettone artigianale è sempre qualitativamente miglior? "Non si può escludere - precisa Minelli - che un prezzo elevato possa non garantire sempre e ad ogni costo una qualità superiore, poiché il marketing può far aumentare i costi anche senza grandi differenze rispetto a prodotti più accessibili. Ma un dolce artigianale, in linea di massima, si lascia facilmente riconoscere per la complessiva qualità del manufatto e per la cura nella lavorazione, caratteristiche che difficilmente un prodotto industriale, per quanto ben fatto, potrà eguagliare. Come dire, in altri termini, che se il prodotto industriale può rappresentare un'opzione economica e accessibile, non può nel contempo offrire lo stesso valore in termini di gusto, autenticità e attenzione alla salute, elementi che generalmente caratterizzano i prodotti di pregio"

L'equilibrio qualità-prezzo

  • Cosa scegliere, dunque? "La soluzione, come sempre, sta nell'equilibrio: bilanciare tradizione, qualità, salute e sostenibilità senza lasciare che il prezzo diventi, del valore, l'indicatore e il decisore unico", avverte Minelli. "Un compromesso, nel momento in cui proprio non si riesca a fare a meno del dolce natalizio più convenzionale, potrebbe essere quello di cercare produttori in grado di fornire all'utenza un buon equilibrio tra qualità e prezzo, semmai valorizzando realtà produttive locali che non rincarino eccessivamente il prezzo finale magari solo per il peso di un brand griffato", consiglia l'esperto

Le alternative originali e creative

  • "La domanda che da queste considerazioni può scaturire - prosegue Minelli - è se dobbiamo per forza riferirci, pur a fronte di oggettivi impedimenti economici, al canonico panettone e pandoro, o se invece non possiamo aprirci ad altre prospettive, magari perfino guadagnandoci in termini di originalità e di estro creativo. Siamo, davvero, così legati al panettone o al pandoro tanto da considerarli uniche espressioni riconoscibili delle tradizioni dolciarie di fine d'anno? O potremmo anche optare per dolci alternativi, magari legati alla stagionalità degli ingredienti o alle culture locali, concentrandoci su ciò che è davvero vantaggioso per noi e per la nostra salute ed evitando di sostenere e alimentare la battaglia dei prezzi di anno in anno sempre più pesante?"

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Un consumo consapevole

  • "Un'ulteriore soluzione del dolce dilemma di fine d'anno - suggerisce infine l'esperto - potrebbe banalmente derivare dalla semplice riflessione sul tema quantità-qualità: è proprio necessario produrre quantità smisurate di panettoni e pandoro industriali che dovranno fare bella mostra di sé su scaffali strapieni fino all'inverosimile e che poi saranno puntualmente svenduti a prezzi stracciati dal 7 gennaio in poi? Non sarebbe più logico optare, ad esempio, per una produzione più responsabile, evitando eccessi e abbattendo i costi nascosti (e ambientali) della sovrapproduzione? Si chiama consumo consapevole e si basa sulla riduzione degli sprechi alimentari, temi cruciali - conclude Minelli - in un periodo di festa, ma anche di grande sperpero"

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