
I tesori del patrimonio culturale italiano sono i protagonisti dell'undicesima edizione de "I Luoghi del Cuore", censimento nazionale organizzato dal Fai, Fondo Ambiente Italiano. I risultati della votazione, terminata lo scorso 15 dicembre con un totale di 1.500.638 voti, hanno prodotto una classifica, simbolo della campagna di sensibilizzazione del Fai che si pone l'obiettivo di proteggere e valorizzare i beni culturali italiani

La vincitrice della classifica è la Chiesetta di San Pietro dei Samari nel parco di Gallipoli. Fondata nel 1148 dal crociato Ugo di Lusignano e oggi immersa nella campagna salentina a due passi dal mare, è stata votata da 51.443 persone, più del doppio degli abitanti della cittadina pugliese
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Al secondo posto c'è il Museo dei Misteri di Campobasso, inaugurato il 7 ottobre 2006. Si tratta di una realtà nata per dare dignità all’ingegno dello scultore Paolo Saverio di Zinno e agli “Ingegni” da lui realizzati a metà del 700. Su quest'ultimi vengono issati i bambini vestiti da personaggi sacri durante l'annuale processione del Corpus Domini
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Al terzo posto c'è la Chiesa di San Giacomo della Vittoria ad Alessandria. Nel complesso sono presenti una pinacoteca devozionale di circa 300 quadri a tema religioso, una collezione di circa 60 rosari capoletto esposti in sacrestia, una biblioteca di un migliaio di libri antichi e una collezione di circa mille pezzi di oggetti di devozione popolare
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Quarta classificata Via Vandelli, voluta dal duca Francesco III d'Este per collegare la sua capitale Modena con Massa e il mar Tirreno e realizzata nel 1739 da Domenico Vandelli. Lungo il percorso sono ancora perfettamente conservati alcuni edifici voluti dal Vandelli stesso con la funzione di osterie, stazioni di posta e rifugi per i viaggiatori. Nel suo insieme si tratta dell'unico cammino che ripercorre esattamente il tracciato di una vera strada risalente all'Illuminismo

Al quinto posto c'è la Casa del Mutilato ad Alessandria. Inaugurata il 9 giugno del 1940, risente dello stile voluto dall'ingegnere Venanzio Guerci, non del tutto allineato con le tendenze razionalistiche dell’epoca, ma ancora legato a canoni di inizio novecento. Con una pianta a forma di C, la Casa del Mutilato è composta da un piano seminterrato e tre piani fuori terra, con una grande balconata a forma di arengario verso la piazza. Il modernismo dell’edificio è evidente soprattutto nell’illuminazione della scala interna, ricoperta di marmo bianco di Carrara

La Basilica dei Fieschi, sesta classificata, si trova a Cogorno in provincia di Genova, ed è stata costruita nel 1244 a opera del pontefice Innocenzo IV, appartenente alla nobile famiglia Fieschi che per lungo tempo ha dominato l'intera vallata della Fontanabuona e buona parte della val d'Aveto. L'edificio presenta una facciata a salienti rivestita da un paramento di ardesia, sormontato da fasce alternate di marmo bianco e ardesia, nello stile tipico degli edifici liguri
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La chiesa di Santa Maria di Castello, settima classificata, può essere considerata un simbolo della storia urbana di Alessandria. Viene indicata, infatti, come luogo più antico della città in assenza del polo religioso per eccellenza, l'antica cattedrale di San Pietro del XII secolo demolita su ordine di Napoleone Bonaparte nel 1803. La chiesa è situata nella omonima piazza con la quale costituisce il cuore di Borgo Rovereto, antico quartiere del centro storico di Alessandria

All'ottavo posto il borgo medievale di Cremolino, inserito nel territorio riconosciuto patrimonio dell'Unesco per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Oltre al Castello, d’architettura ghibellina, che domina la rocca e le cui fondazioni risalgono all’anno mille, sono visibili le mura a difesa del borgo a cui si accede dal ponte sottano, unico superstite di una fortificazione con quattro porte di accesso

Al nono posto il Villaggio operaio di Crespi d'Adda che sorge nel comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, su una superficie di oltre 85 ettari. Annoverato nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità Unesco, presenta in stato di perfetta conservazione le case operaie destinate ai lavoratori della fabbrica tessile, una chiesa, la scuola, il cimitero, un piccolo ospedale, il dopolavoro, la centrale elettrica e la villa-castello appartenuta alla famiglia Crespi

Al decimo posto Villa Mirabellino a Monza. Edificata nel 1776 dall'architetto Giulio Galliori su committenza del cardinale Angelo Maria Durini per alloggiarvi gli invitati al suo cenacolo letterario. La facciata era dotata in origine di una scalinata semicircolare ora scomparsa, ma si possono ancora ammirare il pronao leggermente sporgente, incorniciato da due pilastri laterali e due colonne doriche centrali, che si protende su un terrazzo a balcone
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