Ecobonus 2027, dagli infissi ai condizionatori: arriva il tetto unico di 96 mila euro
EconomiaIntroduzione
Cambiano le regole dell'Ecobonus, l'incentivo fiscale destinato agli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Il disegno di legge di Bilancio 2027 introduce un unico massimale che riguarderà numerosi interventi, dalla sostituzione degli infissi all'installazione di pompe di calore e fino ai cappotti termici. Una semplificazione che potrebbe però ridurre il beneficio per le famiglie intenzionate a rinnovare completamente la propria abitazione. Restano confermate, invece, le detrazioni del 50% e del 36% già applicate nel 2026.
Quello che devi sapere
Il nuovo limite di spesa
La principale modifica contenuta nella Manovra riguarda l'importo massimo sul quale sarà possibile calcolare lo sconto fiscale. Dal 2027, secondo il testo presentato dal governo, le spese sostenute per migliorare l'efficienza energetica di una stessa unità immobiliare confluiranno in un unico plafond di 96 mila euro. Non sarà quindi più possibile utilizzare massimali autonomi per ciascuna tipologia di intervento. L'obiettivo è uniformare un sistema di agevolazioni che, nel corso degli anni, ha assunto caratteristiche differenti a seconda delle tecnologie impiegate e dei lavori realizzati.
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Le differenze con il sistema attuale
Fino a fine 2026 l'Ecobonus prevede soglie distinte, che possono riferirsi alla spesa sostenuta oppure direttamente alla detrazione massima riconosciuta. Considerando un'aliquota del 50%, per esempio, la sostituzione degli infissi e l'installazione delle schermature solari possono beneficiare ciascuna di una spesa agevolabile fino a 120 mila euro, corrispondente a una detrazione massima di 60 mila euro. Per le pompe di calore e i sistemi ibridi il tetto di spesa, con la stessa aliquota, è di 60 mila euro, mentre per il solare termico raggiunge i 120 mila euro. Questi limiti possono attualmente essere utilizzati separatamente, rispettando le condizioni previste per ogni intervento.
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Quali lavori rientrano nell'Ecobonus
Il nuovo massimale comprenderà le principali opere finalizzate a contenere i consumi degli edifici esistenti. Tra quelle ammesse figurano la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, la coibentazione di pareti e coperture, l'installazione di cappotti termici e la posa di schermature solari, come le tende da sole. Le agevolazioni riguarderanno inoltre gli impianti solari per la produzione di acqua calda, gli scaldacqua a pompa di calore, i sistemi ibridi ammessi dalla normativa e i dispositivi per la gestione intelligente degli impianti. Potranno beneficiare della detrazione anche i climatizzatori a pompa di calore, purché l'intervento rispetti i requisiti tecnici richiesti, compresi quelli relativi alla sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti, quando prevista.
Cosa cambia per le famiglie
L'effetto della riforma dipenderà soprattutto dall'entità dei lavori programmati. Chi decide di sostituire soltanto le finestre oppure di modernizzare il sistema di riscaldamento potrebbe non riscontrare particolari differenze, a condizione che la spesa rimanga inferiore al limite stabilito. Il quadro cambia quando gli interventi vengono effettuati contemporaneamente. Per esempio, utilizzando 70 mila euro del massimale per realizzare un cappotto termico, resteranno soltanto 26 mila euro di spesa agevolabile per eventuali ulteriori opere, come l'installazione di nuove pompe di calore o la sostituzione degli infissi. Le somme eccedenti la soglia complessiva non potranno essere portate in detrazione attraverso l'Ecobonus.
Le regole per i condomini
Una soglia differente sarà applicata agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. In questo caso il disegno di legge fissa un limite di 40 mila euro, da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono il fabbricato. Un condominio con dieci appartamenti, per esempio, potrà quindi beneficiare di un massimale complessivo di 400 mila euro. Il meccanismo interesserà soprattutto le riqualificazioni che coinvolgono l'intero edificio, come gli interventi di isolamento termico delle facciate. Anche in queste situazioni la disponibilità di un unico tetto richiede un'attenta pianificazione delle spese.
Detrazioni confermate anche nel 2027
La Manovra conferma per il prossimo anno le percentuali già previste nel 2026. L'agevolazione sarà pari al 50% quando i lavori riguarderanno l'abitazione principale e le spese saranno sostenute dal proprietario oppure dal titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile. Negli altri casi, comprese le seconde case, si applicherà invece l'aliquota del 36%. La proroga consentirà di evitare la riduzione delle detrazioni che, in assenza di modifiche legislative, sarebbe scattata dal 1° gennaio 2027 portando le percentuali rispettivamente al 36% e al 30%. La maggiorazione non dipende quindi soltanto dalla destinazione dell'immobile, ma anche dalla posizione del contribuente che sostiene i costi.
Nessun ritorno all'Ecobonus al 65%
Non compare invece nel testo bollinato del disegno di legge l'incremento della detrazione al 65%, preso in considerazione durante la preparazione della Manovra. Il potenziamento avrebbe potuto riguardare alcuni interventi particolarmente efficaci nella riduzione dei consumi energetici, tra cui l'installazione di pompe di calore, la sostituzione degli infissi e la realizzazione di cappotti termici. Il governo aveva valutato la possibilità di finanziare questa misura attraverso i margini di flessibilità riconosciuti dall'Unione europea per determinate spese legate all'energia. L'ipotesi non ha però trovato spazio nella versione del provvedimento trasmessa al Parlamento, anche per le difficoltà legate alle coperture finanziarie.
La differenza con il bonus ristrutturazioni
Il nuovo tetto dell'Ecobonus rimarrà indipendente da quello previsto per il bonus ristrutturazioni ordinario, che conserva un massimale di 96mila euro per unità immobiliare. Le due agevolazioni potranno quindi essere utilizzate per lavori differenti realizzati sullo stesso edificio, purché siano rispettati i rispettivi requisiti. Non sarà invece possibile ottenere un doppio beneficio fiscale per la medesima spesa. La Manovra interviene dunque sulla struttura dei limiti dell'Ecobonus senza unificare le due misure. Per gli interventi che proseguono lavori iniziati negli anni precedenti, inoltre, nel calcolo del massimale occorrerà considerare anche le spese già portate in detrazione.
Come viene recuperata la detrazione
Lo sconto fiscale sarà distribuito in dieci quote annuali di pari importo e potrà essere sfruttato nei limiti dell'imposta dovuta dal contribuente. Ipotizzando una spesa agevolabile di 96mila euro, con l'aliquota del 50% il beneficio massimo teorico raggiungerà 48mila euro, suddivisi in rate annuali da 4.800 euro. Applicando invece il 36%, la detrazione complessiva sarà di 34.560 euro, equivalenti a 3.456 euro all'anno. Per recuperare interamente queste somme sarà comunque necessario disporre di un'adeguata capienza fiscale. Le disposizioni dovranno ora superare l'esame parlamentare e potranno essere modificate prima dell'approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2027.
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